Il 01/01/2016, agli albori del nuovo anno, due ragazzi, tra una chiacchiera e l’altra, seduti su una panchina, si fanno coraggio e decidono di dare il via a una petizione online intitolata “Sabato sera-Mugello”. Come riporta il promotore e maggior rappresentante dell’iniziativa Chelli, “la raccolta firme è volta all’istituzione di collegamenti notturno-serali tra il Mugello e l’area fiorentina, in particolar modo il sabato sera, per offrire un servizio più efficiente e funzionale a tutti i giovani e agli adulti, che garantisca inoltre la creazione di un asse artistico-culturale tra campagna città, valorizzando ulteriormente musei, edifici e quant’altro, rendendoli più accessibili a coloro più ai margini dell’area metropolitana”. Una proposta non di poco conto quella di Chelli e Carpini che, pur non avendo ancora raggiunto la maggior età, dimostrano tanta forza di volontà e voglia di fare, degne quantomeno di esser prese in considerazione ed “ascoltate”. Per quanta perplessità si può avere in merito alla riuscita o meno, la petizione nei primi giorni raccoglie un numero di firme altissimo, tale da attirare l’attenzione dei media locali e successivamente delle istituzioni, anche a livello regionale. Le circa 500 firme della prima settimana spingono molti giornalisti di alcune riviste online mugellane come Il Filo del Mugello, OkMugello!, Piazza delle Notizie e Il Galletto, a prendere carta e penna e a fissare un incontro con i ragazzi, per ascoltare la “storia” di un’iniziativa sorta dal basso ma che pare avere delle propaggini in continuo allungamento verso l’alto. Sono molte le persone che appongono la propria firma virtuale sul sito “Firmiamo.it”e lasciano commenti incoraggianti e positivi, spinte dal desiderio di prendere parte ad una sorta di protesta, circa la carenza dei servizi di trasporto extraurbani, della quale adesso, qualcuno finalmente porta bandiera. Ragguardevole poi il fatto che a firmare non siano solo cittadini mugellani, ma inaspettatamente anche, come conferma lo stesso Chelli, cittadini milanesi, cagliaritani e torinesi, per citarne alcuni. Nella settimana successiva la petizione ha poi raggiunto le 1004 ed è così che il Sindaco di Borgo San Lorenzo e Assessore ai trasporti dell’Unione dei Comuni del Mugello Paolo Omoboni, decide di incontrare i ragazzi trascinato dall’entusiasmo degli stessi. Come riportano i promotori, l’incontro è stato qualcosa di primitivo e molto generico e si è concluso con la promessa di Omoboni di sollevare la questione all’Unione dei Comuni, cercando punti di appoggio saldi dai quali poter partire. Nei successivi due mesi tuttavia il sindaco e le istituzioni locali non si fanno più sentire; nel frattempo i ragazzi conoscono ad una cena il consigliere regionale Lega Nord Jacopo Alberti, già al corrente della petizione online. Il gruppo consiliare Lega Nord si offre di presentare personalmente una mozione in consiglio che vede Alberti come primo firmatario, vista la ragguardevole cifra di firme provenienti dal Mugello. Ciò che viene richiesto è proprio un ampliamento dell’offerta dei trasporti per il sabato sera dal Mugello e verso il Mugello, con conseguente diminuzione dei rischi stradali e in termini di sicurezza. Le arterie della Faentina e della Bolognese che collegano i paesi mugellani a Firenze, oltre che a versare in pessime condizioni in alcuni punti, rappresentano un pericolo costante per i giovani, soprattutto in inverno, quando le condizioni meteorologiche sono avverse. La diminuzione del traffico e dell’utilizzo di auto propria sicuramente può essere un dato positivo nella prevenzione delle stragi del sabato sera. La Commissione Ambiente regionale, presieduta da Stefano Baccelli del Partito Democratico il 24 febbraio, dopo all’incirca un mese dall’illustrazione in aula, approva all’unanimità la mozione. Di seguito il testo originale:“Nel testo si chiede alla giunta – si legge nella nota ufficiale della Regione – impegni per collegamenti ferroviari tra Vicchio, Borgo San Lorenzo, San Piero a Sieve via Caldine per Campo di Marte; tra Vicchio, Dicomano, Contea-Londa, Rufina via Pontassieve per Campo di Marte e un collegamento autobus tra Borgo San Lorenzo, San Piero a Sieve, Scarperia e Barberino del Mugello per l’area compresa tra Prato, Calenzano, Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio via autostrada”. La mozione impegna infine la giunta a “mettere in campo interventi migliorativi della percorrenza e della sicurezza degli automobilisti, sulle arterie stradali Faentina Bolognese tra i Comuni del Mugello e Firenze”. Con gran entusiasmo Chelli rivela tutta la sua soddisfazione, ricordando però che la strada da percorrere è ancora lunga dato che, si sa, le istituzioni sono imprevedibili, infatti: “Siamo molto contenti di questo. Un risultato che forse, inizialmente, non ci aspettavamo. Al di là della soddisfazione personale, questa cosa riguarda tutti i mugellani che avranno a disposizione maggiori collegamenti con la città anche in orario serale – notturno. Il nostro impegno si deve infatti proprio a questo: riuscire a rendere più capillare e solido il contatto con la città, che offre sicuramente vari servizi in più a tutti i cittadini, sia giovani che adulti. Siamo molto fiduciosi come ho detto e molto determinati a portare avanti il tutto. Ancora c’è da lavorare, indubbiamente, dovremmo batterci ancora di più per l’effettiva messa in pratica.” Per mostrare più concretamente, e rendere più visibili i risultati ottenuti Chelli si è recato assieme al consigliere negli studi televisivi di Tele Iride, dove all’interno della trasmissione “Versante Nord” ha chiarificato e ribadito ulteriormente, dati alla mano, i risultati conseguiti. Situazione non proprio rosea e neutra però quella che si viene creare nel mese successivo quando, da un articolo della rivista Piazza delle Notizie si viene a conoscenza del fatto che lo stesso sindaco Omoboni e Paolo Ignesti, sindaco del Comune di Scarperia e San Piero a Sieve, abbiano elaborato ed ottenuto con totale merito e lode una richiesta analoga a quella dei ragazzi e Alberti, riuscendo incredibilmente nel giro di poco tempo a passare inosservati e ad ottenere appieno l’istituzione di 5 treni sperimentali nelle serate del sabato, a partire dal 30 aprile 2016, in concomitanza con la Notte Bianca, per arrivare fino al 28 maggio. Di seguito la nota ufficiale. “Istituito dalla Regione su richiesta dei sindaci del Mugello, il servizio sperimentale prosegue fino al 28 maggio, nelle notti tra il sabato e la domenica, con un treno Minuetto: 7-8 maggio, 14-15 maggio, 21-22 maggio, 28-29 maggio. Partenza dalla stazione di Borgo San Lorenzo alle ore 21,32, e fermate a San Piero a Sieve (21,37), Vaglia (21,44), Fiesole (21,56), Binario San Marco Vecchio (22,04), per arrivare a Firenze Santa Maria Novella alle ore 22,11. Ritorno dalla stazione Santa Maria Novella alle ore 0,40, con fermate a Binario San Marco Vecchio (0,46), Fiesole (0,54), Vaglia (1,06), San Piero a Sieve (1,14), e arrivo a Borgo San Lorenzo alle ore 1,20. Strano poi il fatto che né Ignesti né Omoboni nelle loro dichiarazioni in merito, abbiano citato e preso nota della petizione e della mozione già approvata ma che si siano limitati a dire che la mozione non è mai stata “elemento determinante”. Chelli non ci sta e, con convinzione, esprime la sua, polemizzando fortemente contro i sindaci e le istituzioni mugellane sottolineando la prova di menefreghismo e ignoranza di questi, volta ad avvalorare solo la propria autorità. Come afferma il giovane: “avete non solo preso la nostra idea senza neppure consultarci seriamente, ma avete sfruttato anche il lavoro che ci era già stato fatto sopra, un lavoro che si è protratto a lungo e che è costato fatica, sopratutto per quanto riguarda la pubblicizzazione della proposta. Un lavoro che ci era servito per fare da fondamenta al nostro progetto. E’ indubbiamente un bel traguardo, ma il nostro tempo e la nostra dedizione non sono stati valorizzati affatto. Ci sentiamo esclusi e umiliati. Siamo davvero sicuri che 1110 firme in una realtà come il mugello, dove non tutti hanno accesso a profili social, siano irrilevanti? Non credo proprio. Credo che chi si è mosso lo ha fatto non di sua spontanea volontà, ma in risposta a quella che poteva essere una certa batosta dell’opposizione. Non volevamo di certo far entrare la politica di mezzo, il nostro era un progetto di cooperazione collettiva, indipendentemente dalle ideologie. Dopo che si è saputo di Alberti, il comportamento è cambiato radicalmente, diventando di ‘sfida’. Già non farmi risapere più niente, l’agire nella ombra per così dire. Non nominare la petizione, quando era stato proprio il sindaco a convocarmi per chiedere spiegazioni in merito sono tutti aspetti che suggeriscono l’innalzamento di bandiere politiche. Sentire attribuirsi questo da chi non si assume le proprie responsabilità e da chi probabilmente, si è approfittato dei sottoscritti, ovviamente inesperti, fa profonda rabbia ma tuttavia ciò non toglie il fatto che siamo stati grandi e non a caso molte persone ancora oggi ci ringraziano per ciò che abbiamo messo in campo e per come ci siamo “atteggiati” sul palcoscenico locale.” Omoboni non ha voluto pronunciarsi sulle parole del ragazzo, mentre il sindaco Ignesti invece che però, come raccontano i ragazzi, non si è mai fatto sentire, è quasi allibito dal comportamento di questi. Il problema è che in certe realtà come quella del Mugello, si fa “politica morta” ed appena qualcuno si smuove un po’ ed esce da quelli che sono i limiti e gli orizzonti che a tutti sono sempre andati bene è visto con un’attenzione diversa. E’ particolarmente vergognoso, e allo stesso tempo allettante, che siano i più giovani a portare avanti battaglie che già da tempo dovevano essere intraprese e vinte da chi una poltrona e un’autorità ce l’ha. Al di là delle bandiere e dei personalismi tuttavia, non si è dato peso ad un contributo importante e fondamentale portato avanti da giovanissimi. Davvero l’impegno, la dedizione mostrata e il metterci la faccia non sono degni di ringraziamento quantomeno? Il modo con cui sono stati portati avanti ideali e proposte da parte dei ragazzi, in una realtà non facile dove i pregiudizi volano come coriandoli a carnevale, merita già di per sé un elogio. La risposta è ovvia.

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