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Senza dubbio una novità quella presentata il 4 e il 5 novembre presso il Mandela Forum di Firenze. L’orchestra e il coro del Maggio Musicale Fiorentino hanno accompagnato la proiezione (in lingua originale) del film “La Compagnia dell’Anello”, tratto  dall’omonimo primo capitolo della trilogia di  John Ronald Reuel Tolkien “Il signore degli anelli” e portato sul grande schermo da Peter Jackson,  eseguendo le musiche originali del maestro Howard Shore, vincitore peraltro nel 2002 dell’oscar per la miglior colonna sonora proprio grazie a questa pellicola. L’incredibile complesso orchestrale e corale diretto da Shih-Hung Young, con il coro delle voci bianche e il soprano Kaitlyn Lusk ha stupito e meravigliato tutti gli spettatori in sala, riuscendo a unire perfettamente le immagini del film con le musiche suonate dal vivo. Mai hanno fatto notare l’effettivo distacco tra lo schermo e la melodia, rendendo comunque le musiche oltremodo suggestive e potenti. Il perfetto incastro musicale del compositore canadese tra le scene del film è caratterizzato da una grande variabilità di ritmo e toni e fa percepire e toccare con mano gli stati d’animo dei personaggi, ben più caratterizzati e profondi del classico “cavaliere senza macchia e senza paura”,  e i mai banali messaggi che Tolkien ha voluto trasmettere con questa sua opera e che Jackson ha fedelmente riportato nei suoi bellissimi film. Il viaggio del mezz’uomo Frodo evidenzia infatti temi come il valore che va oltre all’ingannevole aspetto fisico e può essere ritrovato in personaggi a prima vista deboli, l’amicizia e l’unione per uno scopo più grande nonostante le diversità fra razze, incessantemente attaccata dal male incarnatosi in un oggetto comune che così facilmente corrompe i cuori puri e piega le anime al suo volere. Il tutto incorniciato da quell’incredibile e mistico universo  fantasy quale è la Terra di Mezzo. Nonostante forse il Mandela Forum, in quanto ad audio, non sia stata la scelta migliore la magistrale direzione di Young, l’eccezionale prestazione dell’orchestra unita ai malinconici “lamenti” deliziosamente eseguiti dal soprano e all’inverosimile potenza del coro hanno prodotto un grandioso risultato: dalle allegre musiche “campagnole” della Contea alle potenti sinfonie degli scontri armati contro gli orchi il pubblico è rimasto incantato in un silenzio religioso per tutta la durata del film.

Una sperimentazione molto ben riuscita che ha attirato al Mandela una fetta di pubblico forse inconsueto per gli standard del Teatro dell’Opera di Firenze, che si è esibito in uno smisurato e fragoroso applauso al termine dei titoli di coda. Tra giovani fan della saga, probabili ventenni travestiti da personaggi del film e classi provenienti da alcune scuole fiorentine questa iniziativa potrebbe essere il trampolino di lancio per far avvicinare anche i meno stagionati a questo ambiente facendo loro capire come la musica sia presente non solo nei film, ma anche a teatro.

Si terranno poi anche gli spettacoli degli altri due film: uno a gennaio e l’altro a marzo, che, visto il discreto risultato di questo primo capitolo, non sono certo da perdere.