Per la prima volta il 15 settembre 2016 i ragazzi neo-diciottenni, nati nel 1998, si sono potuti iscrivere sulla piattaforma 18App che permette loro di spendere il bonus cultura di 500 euro messo a disposizione dallo stato per l’acquisto di “beni culturali”, al fine di promuovere, tra i più giovani, lo sviluppo della cultura e la conoscenza del patrimonio culturale. L’iniziativa è stata promossa dal Governo.

Come utilizzare il bonus
Per attivare il bonus, i ragazzi si dovranno registrare su uno dei 5 siti identity provider (Poste, Aruba, Tim, Infocert e Sielte) per ottenere lo «Spid» (il Sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale) che permetterà di essere riconosciuti dallo Stato e di ricevere le credenziali per accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione. Successivamente potranno accedere al sito www.18app.it  con le credenziali fornite dall’Agenzia delle Entrate dopo aver ottenuto Spid.
Adesso non resta che specificare l’ambito in cui sarà speso il bonus, specificare l’esercente, il bene e inserire l’importo totale del buono.

I servizi
Gli ambiti si sono ampliati per i ragazzi del ‘99: oltre a cinema, concerti, eventi culturali, teatro e danza, libri e musei, si è aggiunta la possibilità di spendere il bonus in corsi di formazione e per l’acquisto di musica registrata che comprende CD, DVD musicali, dischi in vinile e musica online.
Il bonus può essere utilizzato sia online che fisicamente.

Chi può usufruirne

Dal 19 settembre 2017 il bonus è stato attivato anche per i ragazzi(anche extracomunitari) che hanno compito (o che compiranno) diciotto anni nel 2017.
Per i ragazzi nati nel ‘98 l’iscrizione poteva essere effettuata entro il 30 Giugno 2017 e avranno tempo fino al 31 Dicembre 2017 per spendere il bonus. Mentre per quelli nati nel ‘99 il bonus sarà usufruibile fino alla fine del 2018, e si potranno iscrivere sulla piattaforma fino al 30 Giugno 2018.

La nascita dell’iniziativa
Il 24 novembre 2015 durante l’evento “Italia, Europa: una risposta al terrore”  l’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi dichiara di voler affrontare la lotta contro il terrore con un investimento per promuovere la cultura tra i giovani. “Per ogni euro in più investito sulla sicurezza ci deve essere un euro in più investito sulla cultura. […] Impiegheremo due miliardi di euro per i professionisti della sicurezza e della cultura”1 dichiarò l’allora primo ministro.
È nato così il progetto che oggi coinvolge 570mila ragazzi e 290 mila euro di finanziamento da parte dello stato2.

Il mercato parallelo
Nonostante l’impegno da parte del Governo per promuovere un’iniziativa  tanto originale quanto culturale, c’è chi è riuscito a raggirare il vero scopo del progetto,  trovando il modo di convertire il bonus in soldi “concreti”. Sono infatti sempre più numerosi i post su Facebook, in cui i diciottenni offrono beni acquistati con il bonus – o addirittura il bonus stesso – in cambio di denaro.

 

La questione Amazon
Ha fatto molto scalpore come i siti online (il primo tra tutti Amazon) più gettonati dai neodiciottenni per l’utilizzo del bonus, abbiano inserito nei reparti dei “beni culturali” di tutto e di più. Nel 2016, quando i primi maggiorenni hanno iniziato a spulciare Amazon dalla categoria “libri” hanno potuto acquistare copri-valigia, tazze, agende, astucci, e addirittura pupazzetti.
Un po’ ironico pensare che sia coinvolto proprio Diego Piacentini, commissario di Governo per il Digitale nonché Vice Presidente di Amazon.

Tuttavia, già a febbraio del 2016, appena nata la questione, l’allora premier Matteo Renzi ha precisato che Piacentini lavorerà come servizio civile a titolo gratuito3, lasciando temporaneamente la sua carica VP di Amazon.

 

Un fallimento?

All’inizio del 2017 solo il 40% dei ragazzi aventi diritto al bonus ne hanno usufruito, spendendo solo il 6,3% di quanto stanziato. Ma perché sprecare un opportunità del genere?  Molti sono stati bloccati dalla difficoltà ad ottenere lo Spid, come Carlo Galliani che lascia la sua testimonianza a “La Repubblica”4.
Un altro problema si è presentato in particolare per i ragazzi del sud Italia: in Sicilia, Ragusa e Trapani gli esercenti, negozi e attività aderenti all’iniziativa, sono addirittura zero! Genericamente in tutta Italia, fino a febbraio 2017, su 8mila comuni, 7.012 non hanno neanche un’attività aderente5.

 

 

Fonti:
1. http://www.repubblica.it/politica/2015/11/24/news/renzi_is_calcio_terrore-128068312/

  1. http://deputatipd.it/fatti-concreti/bonus-18app/
  2. http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2016-02-10/diego-piacentini-numero-2-amazon-sara-commissario-il-digitale-governo-223142.shtml?uuid=ACilMuRC&refresh_ce=1
    4. https://video.repubblica.it/edizione/milano/bonus-cultura-la-denuncia-di-uno-studente-milanese-impossibile-spendere-i-500-euro/286569/287187?ref=search
  3. https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/09/bonus-cultura-da-500-euro-un-flop-pochi-ragazzi-lo-hanno-usato-poche-librerie-e-musei-hanno-aderito/3380283/