Se parliamo del secondo  dopoguerra e più in particolare di quello in Grecia non possiamo non citare colui che ha è stato un simbolo  dell’opposizione al regime militare che da anni opprimeva la nazione. Stiamo parlando di Alexandros Panagulis e della dittatura dei colonnelli (anticomunista), che lui stesso sfidò perdendo in seguito la vita. Noto anche col diminutivo di Alekos , Panagulis nasce nel 1939 in Grecia e dedicò la sua vita alla difesa della Democrazia morta nel suo paese con il colpo di stato del 1967 guidato da Georgios Papadopolus.

Scontò vari anni di prigionia a causa del suo fallito attentato contro il dittatore greco e venne brutalmente torturato per poi essere liberato nel 1973 grazie ad una mobilitazione internazionale. Nello stesso anno Papadopolus fu deposto e nel 1974 grazie ad un referendum istituzionale la Grecia divenne la Terza Repubblica Ellenica. Alekos però non si accontentò di questa vittoria e continuò ad indagare su alcuni legami di nuovi membri del governo democratico con gli ex-militari del regime passato, ma purtroppo incontrò la morte in circostanze molto misteriose nel 1976. Un milione e mezzo di persone andarono a i suoi funerali gridando zei, zei (vive, vive).

Negli ultimi anni della sua vita Panagulis ebbe una relazione con Oriana Fallaci, importante giornalista e scrittrice italiana .E’ suo il libro “ Un Uomo”  dedicato proprio ad Alexandros in cui descrive il coraggio e la voglia di libertà di un uomo che è riuscito a  mettere in crisi il sistema.

Ed è proprio da questo libro che Sergio Casesi trae l’ idea per “Prigionia di Alekos” di produzione della Fondazione Teatro della Toscana , che andrà in scena dal 10 al 18 Febbraio al Teatro Niccolini. L’ opera è affidata alla regia di Giancarlo Cauteruccio che parlando di Panagulis e del suo rapporto con il teatro dice: “ Così come Alekos frantuma il sistema della dittatura greca, io voglio frantumare il sistema teatrale tradizionale”.  Cauteruccio si dichiara molto contento e molto soddisfatto della collaborazione musicale con Ivan Fedele (musiche) e con Francesco Gesualdi (alla fisarmonica). Sottolinea inoltre un forte rapporto realtà-immaginazione nei personaggi a cui è stata dedicata molta attenzione; personaggi reali come il Medico o il Colonnello e personaggi immaginari come possono essere Caronte o lo scarafaggio di nome Dalì. Il regista conclude paragonando Alekos a un Prometeo dei nostri tempi, dicendo che come Prometeo ha portato il fuoco all’ uomo Alekos ha portato un forte spirito rivoluzionario che ha influenzato molte persone.

La trama dell’ opera rappresenta i momenti di prigionia di Alekos, quando subiva le torture del Medico e del Colonnello. Per sopravvivere Alekos si aggrappava ad ogni pensiero positivo della vita tanto da stingere amicizia con uno scarafaggio con il quale parlerà spesso. Alekos sarà interpretato da Fulvio Cauteruccio (fratello di Giancarlo) mentre Medico e Colonnello rispettivamente da Francesco Agirò e Carlo Sciaccaluga. Agirò si è dimostrato molto felice di interpretare un personaggio del genere che secondo lui sta a rappresentare la massa che si piega al male. Prende parola anche Sciaccaluga descrivendo il suo personaggio come un  uomo senza cuore. Altro personaggio sicuramente interessante è quello di Caronte che appare ad Alekos durante la prigionia e sta a simboleggiare la catabasi dell’eroe, trasmettendo l’ idea della tragedia da lui vissuta.

10 – 18 febbraio | Teatro Niccolini di Firenze PRIMA NAZIONALE

(ore 21; domenica ore 16:45; riposo lunedì 12)

Fondazione Teatro della Toscana

PRIGIONIA DI ALEKOS

di Sergio Casesi

con Fulvio Cauteruccio, Roberto Visconti, Domenico Cucinotta, Carlo Sciaccaluga, Francesco Argirò

alla fisarmonica Francesco Gesualdi

voce off Claudia Ludovica Marino

regia Giancarlo Cauteruccio

musiche Ivan Fedele

scene André Benaim

costumi e immagini Massimo Bevilacqua

colonna sonora Giancarlo Cauteruccio

elaborazioni video Alessio Bianciardi

ricerche iconografiche Anna Giusi Lufrano

direttore di scena Emiliano Gisolfi

capo elettricista Loris Giancola

fonica Pietro Sciagrà

sarta Augustina Gadea

assistente alla regia Francesca Caruso in stage per Master-Università “La Sapienza” di Roma

 

Durata: 1h e 30’, atto unico.