Grazie al progetto scuola-lavoro nonché torneo internazionale “Beamline for Schools”(BL4S) del 2015, alcuni, ormai ex, studenti del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Firenze, sono stati premiati l’8 febbraio scorso al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale(MAECI) per l’ottimo lavoro svolto e l’impegno dimostrato. Grande la soddisfazione del liceo e della dirigente soclastica Donatella Frilli.

Con questa vittoria l’Italia è diventata l’unico paese al mondo ad aver vinto questo concorso per due volte. Gli studenti italiani avevano dovuto superare una selezione alquanto dura, imponendosi su una concorrenza iniziale di 212 proposte giunte da 40 Paesi di tutto il mondo (18 quelle italiane).  

In cosa è consistito il progetto?

Si tratta di alcuni ragazzi, che insieme ai loro professori e tutor (Prof. Manuela Lima e prof. Mirko Massi), hanno ideato una web-cam per catturare particelle, prodotta con tutti pezzi “low-cost”, ovvero a basso costo. Si tratta appunto di una web-cam comune, da calibrare appositamente per rilevare particelle, dalle quali, attraverso un programma creato dalla squadra, si riesce a ricavare un’immagine del fascio di particelle convertendo l’energia sprigionata in luce. Questa esperienza lavorativa ha permesso ad alcuni studenti, oltre che toccare con mano il mondo della fisica e della tecnologia, di visitare il laboratorio di fisica più grande del mondo: il CERN di Ginevra, nel quale hanno potuto sperimentare il loro progetto e lavorare a stretto contatto con ricercatori e ricercatrici di tutto il mondo. La squadra ha potuto lavorare addirittura con un team di studenti di Johannesburg (Sud-Africa), formando gruppi di lavoro misti che si alternavano in turni “pratici” che consistevano nel testare l’apparecchio nell’area T9, inviando dati tramite WI-FI a gli altri gruppi; e turni “teorici”, per rielaborare i dati ricevuti.

Come emerso dalla squadra (LEO4G), il “pilastro fondamentale” di tutto questo percorso formativo è stato appunto la cooperazione, non solo come gruppo classe, ma anche come team di ricercatori; come affermato anche dal CERN, è proprio attraverso la collaborazione che è possibile raggiungere traguardi molto più grandi rispetto a quelli che si potrebbero ottenere in solitario. Oltre che con i fisici di Ginevra (Markus Joos, Candan Dooze e Tim Brooks), grazie al contributo fornito sia dai loro tutor, che dal progetto in sé, la LEO4G, ha potuto lavorare anche con Alessio Montori, responsabile dell’officina elettronica del LENS (Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non Lineare) e hanno potuto testare il loro progetto presso la sezione di Firenze dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).

 Quali sono stati i risultati di questa esperienza?

Come riportato dalla squadra, i risultati sono stati sicuramente l’acquisire una maggior padronanza della lingua inglese, soprattutto nei termini tecnici del settore, l’aver imparato e verificato determinate nozioni che tra i banchi di scuola non sarebbero mai state apprese. Inoltre è stato, per alcuni, utile nella scelta dell’università ed è tornato d’aiuto nel corso di alcune spiegazioni nelle facoltà inerenti.

Un progetto ben diverso e meglio strutturato rispetto a molti di quelli odierni, che numerosi studenti e anche molti docenti potrebbero esser tentati di definire “da cani”. In senso letterale ed allegorico visto dove sono andati alcuni studenti a lavorare e come sono stati trattati in alcune sedi (come riportato anche da il Fatto Quotidiano, con un intervento del filosofo Diego Fusaro [i]). La scuola-lavoro, come riportato dal MIUR, ha l’obiettivo di consolidare conoscenze acquisite a scuola, arricchire la formazione e orientare il percorso di studio; cosa che ha avuto successo per il progetto BL4S e come dovrebbe essere per tutti i progetti, ma dati i vari disagi riportati nel corso degli ultimi 2 anni da docenti e alunni a quanto pare non è esattamente sempre così!

[i] https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/29/liceali-ribellatevi-allalternanza-scuola-lavoro/4008266/