La rete è uno strumento che ci permette di accedere a un numero pressoché illimitato di risorse e informazioni, facilitando e velocizzando molti dei nostri compiti. Ma qualcosa di così potente non poteva essere sfruttato solo a scopi didattici e formativi, ma anche ignoranti e spesso insensati, tutti volti al divertimento. In particolare parliamo dei meme, che possono essere considerati dei veri e propri tormentoni che nascono spesso per caso, senza che la maggior parte delle persone sappia il perché. Di solito, questi vivono alcuni mesi per poi finire nel dimenticatoio di internet ed essere rimpiazzati da altri, e possono essere di vari tipi. Frasi, immagini, personaggi fantastici o reali, cartoni, scene di film e qualunque altra cosa. Con la potenza mediatica della rete, questi vengono divulgati in tempo zero e la gente ne viene subito a conoscenza per un motivo o per un altro. Alcuni possono diventare famosi solo a livello nazionale, altri invece si diffondono in tutto il mondo, o perché trattano argomenti alla portata di tutti, o perché talmente stupidi da far ridere anche chi non ha la minima idea di cosa si stia parlando. È quest’ultimo il caso di Ugandan Knuckles, uno dei meme che, in questo inverno del 2018 e parte di dicembre 2017, ha letteralmente conquistato prima un videogioco, e poi l’intero web. Anche in questo caso è difficile stabilire le cause della sua nascita, ma ci proveremo ugualmente. Procediamo per gradi:

Knuckles è un personaggio inventato della serie di videogiochi Sonic The Hedgehog, dove abbiamo come protagonista un porcospino blu capace di correre alla velocità del suono. Knuckles The Echidna è nato nel terzo capitolo della serie di Sonic, ovvero Sonic and Knuckles. Di giochi di Sonic ne sono usciti tanti dal 1991 a oggi, e nel 2013 fece il suo debutto Sonic Lost World. Lo Youtuber Gregzilla, in data 20 febbraio 2017, ne pubblicò una recensione sul suo canale, introducendovi al suo interno un’animazione di pochi secondi raffigurante una versione di Knuckles più tozza e stupida.

Nei mesi seguenti, cominciano a comparire schiere di video online seguendo la moda del Knuckles Sings, dove partendo dall’animazione di Gregzilla molti si sono divertiti a simulare un Knuckles che canta alcune canzoni presenti sul web, come “I Don’t Want to Set The World On Fire”, “All Star” e “Suicide Is Painless”.

Contemporaneamente, nel corso del 2017, cominciano a diffondersi soprattutto negli USA espressioni volte a ridicolizzare il modo di parlare e l’accento degli africani. Ciò è dovuto a due fattori: la diffusione (senza un motivo apparentemente logico, ma ehi, stiamo parlando di un meme, no?) di un video pubblicato il 7 agosto 2016 da VirtuallyVain sul gioco Call of Duty: Black Ops, dove un giocatore che si finge uno spacciatore africano rende ironiche delle frasi bretoni storpiandole col suo accento, e allo stesso tempo la crescente viralità del trailer del film ugandese (e del film stesso) Who Killed Captain Alex?, pubblicato nel 2010 su Youtube. Il film, avente un budget di soli 200 dollari, è diventato un fenomeno trash tra gli americani, soprattutto per le voci fuoricampo che con il loro accento africano riuscivano a alterare ogni espressione inglese. I due elementi hanno anche un’altra cosa in comune: nel primo video, viene pronunciata la frase “Follow me i know the way”, e nel film, in una scena, si sente “He knows the way of using a gun!”. Tenete a mente questo dettaglio, ci servirà per dopo.

Queste frasi dallo slang ugandese cominciano a diventare esse stesse dei meme, usate sempre più frequentemente in alcuni giochi online come Playerunknown’s Battleground, e si diffondono mediante Live su Twitch.

Il primo febbraio 2017, inoltre, viene rilasciato il videogioco VRChat, dove possessori di caschi per la realtà virtuale di tutto il mondo (ma anche coloro che non dovessero esserne muniti) possono incontrarsi all’interno di un gigantesco server travestendosi da numerosi avatar, provenienti da videogiochi, cartoni, film, fumetti e quant’altro. Ed è qui che scatta la miccia.

Il 15 settembre un DeviantArtist che se ne intende di modellazione 3D decide di produrre una versione tridimensionale del Knuckles storpio di Gregzilla, per poi introdurlo come avatar da poter impersonare in VRChat.

Qui i due mondi si incontrano.

Alcune delle persone che ancora utilizzano lo slang ugandese proveniente da Who Killed Captain Alex? e simili cominciano a disturbare gli altri giocatori di VRChat usando come avatar proprio quello di Knuckles. Questi giocatori si riuniscono spesso in gruppi, ripetendo ad altri utenti “Do you know the way?”, e da qui la vera e propria nascita del meme: Ugandan Knuckles, ovvero un Knuckles deformato dall’accento ugandese. Successivamente l’ironia insensata del personaggio continua a crescere, e le sue caratteristiche peculiari fanno altrettanto: gli Ugandan Knuckles cominciano a radunarsi in tribù, a chiamarsi “Bruddas” (anche in questo caso, storpiatura di Brothers), a schioccare la lingua insieme (rappresenterebbe il loro verso), a cercare una regina che gli indichi la via (Show da wae) e a sputare (per fare ciò, i giocatori simulano il suono dello sputo attraverso i microfoni) verso coloro che non credono nella via (Non-believers) o che offendono la regina, trasmettendogli l’ebola, a loro dire.

Che dire, una sequenza di eventi uniti tra di loro per motivi a noi ignoti e probabilmente inesistenti, nati dal caso, dallo scherzo, dall’ironia e dall’ignoranza di molte persone. Probabilmente Schopenhauer sarebbe stato un acceso sostenitore dei meme se avesse vissuto nel XXI secolo, poiché rappresentano il culmine della sua irrazionalità dispiegata. Ciò che però non avrebbe approvato è che questi non conducono al dolore, bensì a una risata goliardica.