E’ Cardillac di  di Paul Hindemit (1895-1963), rappresentata per la prima volta a Dresda nel Novembre del 1926,l’opera scelta per inaugurare questo festival n°81 per il Maggio Musicale fiorentino. Sotto l’eccellente regia di Valerio Binasco, che debutta come regista operistico peraltro proprio con la prima dello spettacolo il 9 maggio 2018, e la direzione d’orchestra di Fabio Luisi, il pubblico riceve un inizio di stagione, è proprio il caso di dirlo, “col botto”. Ed ha ricambisto tributando un pieno e meritato successo.

Andata per la prima volta in scena nel maggio del 1926 a Dresda, l’opera è tratta da un racconto di E.T.A.  Hoffmann che fa parte della raccolta I confratelli di Serapione, pubblicata in quattro volumi tra il 1819 e il 1821. Aberrazioni della psiche e sdoppiamento della personalità sono tipiche caratteristiche della narrativa hoffmaniana. Ma quello che invece colpirà il compositore novecentesco, a più di un secolo di distanza, è la figura dell’artista nel suo rapporto con la società. Tema perfettamente incarnato dal baritono Martin Gantner che regala un Cardillac tormentato, senza pietà e attaccato più che mai morbosamente alle sue opere di orefice. Molto brava anche la soprano Gun-Brit Barkim (la figlia) equilibrata e mai eccessiva, con acuti svettanti . Nel complesso convincenti anche le altre prestazioni.

Luisi riesce a rendere la vicenda, e l’opera in generale, chiara ed perfettamente bilanciata tanto che è risultata semplice da seguire anche per chi, come i molti ragazzi presenti in sala (che di spettacolo in spettacolo aumentano sempre di più tra il pubblico dell’opera),  non conosceva bene l’autore e l’opera. Una gestione eccellente delle scene contrastanti di borghese tranquillità ed estrema violenza hanno reso l’opera quanto di più scorrevole e godibile si potesse chiedere.

Seppur “minima” la presenza del coro (presente nel primo e nell’ultimo atto) è fondamentale nell’opera e, sotto la direzione di  Lorenzo Fratini  il coro del Maggio si è confermatioall’altezza delle aspettative, mantenendo il  già altissimo livello che ormai il pubblico  ha imparato a riconoscere.

Davvero sbalorditiva la scenografia curata da Guido Fiorato, la quale, tra grattacieli, case borghesi e laboratori ormai datati, ha contribuito a creare un’esperienza realistica e molto coinvolgente, insieme ai costumi di Gianluca Falaschi.

Lo spettacolo sarà disponibile per l’ultima messa in scena martedì 15 maggio, ore 20:00.