Ci siamo: siamo al capolinea. Nessuno ha mai detto o preteso che quella de “I 6 personaggi più iconici che puoi trovare in una palestra”  sarebbe dovuta essere una serie, ma eccoci qua. Ebbene questa, cari lettori, non è una rinuncia, non è un fallimento, non è nemmeno una scappatoia. Questo è l’atto finale della trilogia: il sipario si riapre per l’ultima volta. Questo è il coronamento di una, seppur breve, magica avventura nei meandri delle sale ginniche: un luogo oscuro e misterioso che cela alcune delle più stravaganti e mitiche creature sconosciute ai più.

Ebbene.

Per l’ultima volta questi sono altri 6 personaggi più iconici che puoi trovare in una palestra:

 

DISCLAIMER: i nomi dei personaggi sono stati assegnati dall’autore in maniera ironica, NON vogliono andare assolutamente a offendere nessuno in particolare.

1)Il Cammello: caratteristica di questa specie è la capacità di ingurgitare un quantitativo pressoché illimitato di acqua durante i workout. Il cammello non si fa mai mancare le sue fidate compagne di allenamento: 12 borracce di capacità media che rasenta i 7 galloni, indispensabili per non restare mai disidratato. La leggenda narra che una volta sia riuscito a far fare la doccia a un intero spogliatoio maschile nel quale le docce erano fuori uso.

 

2)La Coppia: strana e particolare è la Coppia. Tipica di molte palestre, questa specie non è composta da un solo individuo come è facilmente intuibile dal nome. Si identificano infatti all’interno di essa due individui quasi antitetici: la Guardiana e il Prigioniero. La guardiana è la componente femminile; crudele, terrificante e gelosa oltre ogni umana comprensione, appena venuta a sapere dell’iscrizione in palestra del partner, non ha perso tempo e ha provveduto a procurarsi un abbonamento annuale alla sala pesi per poter vegliare sempre su di lui. Resta avvinghiata al partner come un koala sempre pronta a flagellarlo se anche per un secondo l’occhio gli cade su di un’altra ragazza, e parliamo di ceffoni che farebbero impallidire Bud Spencer. Avrete sicuramente già intuito la natura del Prigioniero:  remissivo, umile e fedele (anche se perennemente colpevole di alta infedeltà a detta della sua anima gemella) rappresenta la componente maschile della coppia. I suoi movimenti e sguardi sono limitati rigidamente dalla Guardiana, tuttavia la maggior parte delle volte questa sottospecie non ha cattive intenzioni, vorrebbe solo scaricare tensioni tranquillamente in palestra, ma va a finire che se ne aggiungono altre accompagnante da sonori schiaffi e dall’intramontabile: “Cosa stai guardando?!?! PORCO!!!”.

 

3)L’Hypebeast: interessantissima e nuovissima specie è l’Hypebeast. Il nome potrebbe spaventare alcuni dei più attempati di voi, ma andando con ordine sono certo che sarete in grado di riconoscerlo. L’Hypebeast è contraddistinto da un particolare uso dell’aula ginnica: essa rappresenta infatti la passerella dove sfoggiare tutti i suoi nuovi outfit. Ogni giorno della settimana entra in palestra con abiti diversi, ma non fraintendete: si tratta sempre di capi consoni e dediti all’ambiente della palestra. Tuttavia questa tecnicità conta poco per lui, visto che la gamma di esercizi in cui può cimentarsi rientra in quelli che NON prevedono:

-dispersione di sudore: per evitare di compromettere colore e odore del capo;

-allungamenti eccessivi: per evitare rotture o strappi;

-movimenti troppo veloci: per evitare eventuali abrasioni del tessuto.

Finisce quindi che il cerchio si restringe a una sola attività: camminata lenta in lungo e in largo per la palestra. Così facendo prende due piccioni con una fava: non compromette il suo vestiario e  sfoggia senza vergogna alcune le nuove sneakers della Nike o l’ultima maglietta Under Armor o l’ultimo pantaloncino dell’Adidas.

 

4)Il Chirurgo: precisione, meticolosità e pazienza sono le qualità che meglio identificano questa specie. La scheda tecnica dell’allenamento giornaliero è preparata da lui stesso e prevede focus su tutti i gruppi muscolari. E quando dico tutti, intendo proprio tutti. Si parte dalla prima falange dell’indice sinistro, poi di seguito ogni falange di ogni dito di ogni mano e così via fino ad esaurire ogni più piccolo muscolo segnato sul suo fedele taccuino dove sono annotati anche tutti gli esercizi ad essi assegnati . Rimane ancora un mistero quali esercizi svolga per allenare muscoli come lo sternocleidomastoideo o i muscoli della lingua, ma non sarà difficile identificarli col tempo. Com’è intuibile infatti questa specie è facilmente localizzabile in sala pesi in quanto la minuziosità dei suoi allenamenti lo costringono a restare in palestra da le 8 alle 9 ore.

 

5)La Scusa: decisamente una delle specie più intriganti e piene di sfaccettature tutte da scoprire e divulgare. Già da prima del suo ingresso in palestra la Scusa cerca disperatamente ogni tipo di giustificazione per tornare a casa saltando o riducendo l’allenamento senza sentire l’insopportabile peso dei sensi di colpa. Ah, cari lettori, quante sfumature, quante particolarità, quante sottospecie differenti, di seguito alcune delle migliori frasi tipiche delle varie tipologie de “La Scusa”:

-“Mhh mi sono già allenato ieri, non vorrei diventare troppo grosso, meglio non andare oggi”;

-(questa tipica dei giovani) “Eh ma oggi palestra l’ho già fatta a scuola, per oggi sono a posto”;

-“Accidenti ho dimenticato le cuffie per ascoltare la musica a casa! Niente da fare, non posso allenarmi”;

-“Vabbè dai quella macchina è occupata, questo esercizio lo salto”;

-(questo tipico dei soggetti femminili) “Mi si è sbavato il mascara, devo rimetterlo” (e 20 minuti dopo se va bene rientrano in palestra).

E quante altre ce ne sarebbero.

 

6)Il Personal: un posto d’onore in questa classifica merita una delle specie che per forza è presente nelle palestre di tutto il mondo: il Personal Trainer. I nostri eroi, i nostri punti di riferimento, i nostri maestri. Ma sarebbe troppo generico parlare del Personal Trainer affibbiandogli una solavediamo assieme quelle che sono le diverse sottospecie di questo fantastico esemplare:

-il Colonnello: con una cattiveria che proprio Attila spostati e delle urla motivazionali che farebbero impallidire anche il sergente maggiore Hartman di Full Metal Jacket, il Colonnello è il più severo di tutti i Personal Trainer. Fresco di 17 anni di esercito e altrettanti in Afghanistan le sue parole d’ordine sono: disciplina, umiltà e oltre i limiti. Non sperate di non finire le ripetizioni previste o di usare carichi bassi con lui perché a forza di bestemmie e grida scimmiesche avrete così tanta paura di scatenare la sua furia da fare tutto ciò che egli pretende;

-la Penna che non funziona: specie anch’essa molto diffusa nelle aule ginniche di tutto e contraddistinta da particolarità straordinarie da osservare. Innanzitutto si ricorda raramente di doverti seguire negli esercizi e quando incredibilmente se ne ricorda tira fuori telefono/tablet/tamagotchi ed è come se non dovesse più seguire nessuno; si limita a qualche “si” “brava” “sei il migliore” “continua così” quanto ovviamente non ha la più pallida idea di cosa stia facendo. Pigro, svogliato e, come una penna che non funziona, totalmente inutile;

-il Senso di colpa: categoria alquanto particolare, dotata di una capacità più unica che rara. L’allievo lo vede arrivare, lo sguardo pallido e tragico chino sulla sua scheda tecnica che ogni mese viene aggiornata per tenere conto dei suoi progressi, alza lo sguardo verso di lui e scuote la testa: “Quante volte sei venuto in palestra a settimana?” “Hai seguito la dieta che ti ho detto?” “Su dimmi quanti cheat meal (sgarri dalla dieta) hai fatto” “Lo sai vero che in questo modo non otterrai molti risultati, però come vuoi te” “Io ci provo, ma se non c’è la tua volontà, si va da poche parti”. Il mondo crolla addosso all’allievo, sa che quel mese ha fatto molto meno di quanto avrebbe potuto, in lacrime supplica il perdono, promettendo di fare meglio in futuro anche se, se davvero così sarà, questa specie troverà sempre un motivo per il quale ci si debba sentire in colpa.

 

E’ finita, stavolta per davvero. Gli ultimi 6 personaggi in cerca di palestra hanno trovato spazio nella rubrica concludendo un epocale iter di 3 tappe che a confronto la Divina Commedia sembra un libro per bambini. Tralasciando i confronti con il sommo poeta, vorrei essere serio per un momento. Questa rubrica è nata e finita come una serie per far divertire, ma nasconde anche un obiettivo secondario (ma non troppo) dentro di essa: far avvicinare ragazzi e ragazze al meraviglioso mondo della palestra. Perché oggi i giovani sono sempre più soliti prendere le strade più sbagliate e pericolose, ma con questa rubrica, con questi personaggi la speranza era ed è tutt’ora quella di proporre una strada alternativa e soprattutto salutare e positiva ai giovani. Per questo questa serie mi sta tanto a cuore, e quindi meritava una degna conclusione.

 

Ora le luci della palestra si spengono. Le macchine sono vuote, le aule di zumba pure. Gli spogliatoi maschili dove una volta risuonavano solenni bestemmie e discorsi del calibro di Premi Nobel per la fisica sono silenziosi. Gli atleti rincasano, provati dal duro allenamento. Il guardiano chiude la porta a chiave. Ora la palestra è sola, senza i suoi personaggi. Eppure tutta la gente che vi passa davanti e incrocia lo sguardo con quelle buie porte, immaginando il prossimo allenamento pensa: “che posto meraviglioso”.