Cari ragazzi,

Oggi violeremo un po’ di quelle regole di buon giornalismo che abbiamo rigorosamente praticato per due anni. Del resto, il direttore può … soprattutto quando si tratta di argomenti un po’ speciali e particolari.

Se questo è solo il mio terzo articolo in ormai due anni di attività, è perché non c’è stato nessun bisogno che scrivessi io. Questo doveva essere un giornale fatto di giovani e da giovani …. E così è stato.

Certo, il LeoMagazine ha una caratteristica che lo rende molto particolare; ha una redazione che cambia spesso e regolarmente. E’ inevitabile, data la sua natura di giornale legato ad una scuola e all’alternanza scuola – lavoro.

Ma non c’è dubbio che questo sia un caso speciale, perché la classe che sta per congedarsi – la Quinta delle Scienze Applicate –  è la stessa che lo ha progettato, voluto, fondato .E che conclude in bellezza, come meglio non si sarebbe potuto; con un libro, bellissimo anche nella grafica di un redattore di nuova generazione (Valentino Masetti) dal titolo Leomagazine, una fuoriclasse in azione. Un sogno che si  è realizzato grazie all’appoggio di un giovane ed entusiasta editore, David Nieri delle edizioni  La Vela di Viareggio, e del  grande storico e opinionista Franco Cardini, che ci ha onorati di una bellissima prefazione di cui mi piace riportare un passo:

“Quelli di “Leomagazine” non si risparmiano: hanno grinta, hanno buona volontà, hanno coraggio. Vogliono capire, imparare, ma anche proporre e innovare. Non indietreggiano dinanzi ai temi scottanti o imbarazzanti o difficili: dalla polemica sulle vaccinazioni obbligatorie alle questioni etiche e politiche legate alle Giornate “della Memoria” o “del Ricordo”. Il loro è un giornale diretto non solo a render conto dei problemi, ma soprattutto a suscitare la discussione. E insomma, lasciatemelo dire: questi parlano perfino di musica, vanno a teatro, insomma coltivano competenze e passioni che, nel paese del Bel Canto, sono sempre più desuete e marginali. Li avrà un po’ plagiati quel loro professore musicologo e un po’ melomane. Ce ne fossero, di plagi del genere, in una scuola nella quale eravamo abituati a vedere di tutto, dalla droga al bullismo … E hanno perfino trovato un editore: un “piccolo editore”, di quelli che rischiano di tasca propria e non esitano a pubblicare nemmeno “libri fuori dal coro”; un “editore giovane”, anche a livello anagrafico. Uno che magari non ce la farà a sfondare. Ma che invece magari crescerà e si affermerà. E’ lui che ha accettato la sfida, che ha pubblicato “Leomagazine”.

Una sola cosa; non credo proprio di avere …. plagiato questi ragazzi, non solo e non tanto perché non rientra nelle mie abitudini, neppure quando si tratti di cose buone e positive come queste: perché l’amore per la cultura non lo si può imporre a nessuno. Semplicemente, non ne avevano bisogno, perché il desiderio di servire virtute e conoscenza, la curiosità intellettuale, il desiderio e il coraggio di mettersi in gioco li avevano già innati.

E allora, una raccomandazione a tutti i nostri amici lettori: sostenetelo questo libro, compratelo, diffondetelo. Non per …arricchirci, perché questa non è un’impresa a scopo di guadagno; ma per far vedere chi sono, di cosa sono capaci i giovani d’oggi, perlomeno alcuni di loro; e quello che può fare la scuola, quando è veramente buona.

Non vi annoierete di certo e del resto chi di voi ci segue non ha bisogno di sentirselo dire. Lo dica però agli altri, diventi nostro messaggero e nostro sponsor….

Il primo appuntamento è per LUNEDI’ 11 GIUGNO, alle ore 17,30, presso la sala Luca Giordano di Palazzo Medici -Riccardi, gentilmente concesso dalla Città Metropolitana di Firenze: ci saremo noi e l’editore a parlarvi della nostra storia e di questo libro. Sarà solo la prima di una lunga serie di presentazioni, ma intanto vi preghiamo di starci vicini da subito e di trasformare la serata di Lunedì in una festa del LeoMagazine. 

E ancora a proposito di plagio …. Cari ragazzi, in fondo siete stati piuttosto voi a plagiare me. Perché siete riusciti  a coinvolgermi, a farmici credere e soprattutto a farmici entusiasmare, in questo progetto su cui nessuno forse due anni fa avrebbe scommesso. Nessuno, tranne voi …

Mi piace ripetere che ogni classe scrive un capitolo nella vita di un insegnante. Non tutti certo sono uguali, non tutti piacevoli. Ma non c’è dubbio che voi, per quanto mi riguarda, abbiate scritto uno dei più belli in assoluto, che mi farà sempre piacevole rileggere … non solo metaforicamente, visto che ho a disposizione i vostri articoli e addirittura un libro.

Non mi rimane che ringraziarvi tutti, in particolare i magnifici sette dello staff: Niccolò Lumini, Alessio La Greca, Sara Dannaoui, Leonardo Pelagatti, Francesco Orlandi, Dario Fanfani e Matteo Chelli. Ricordate la lirica di Dante, Guido, vorrei che tu e Lapo ed io? Ecco, io vorrei che ci fosse un mago Merlino che ci mettesse in una redazione – insieme agli altri – e tutti insieme si potesse rivoluzionare il mondo dell’informazione. Sono sicuro che saremmo da …. Dieci!

Ma lasciamo stare Dante (almeno … fino all’esame) e concludiamo. Non mi rimane che ringraziarvi: starvi vicino, vedervi crescere a affrontare situazioni che avrebbero impensierito adulti molto più “scafati” di voi, sempre con il vostro piglio e la vostra umiltà, è stata una emozione che solo chi vive la realtà dell’insegnamento – e del giornalismo – può comprendere. E in molti lo hanno compreso, anche personalità di notevole spessore che sono rimaste piacevolmente stupite…. E se qualcuno non ha capito (o voluto capire) non prendetevela. Invidia e meschinità fanno purtroppo parte del gioco e soprattutto della natura umana.

Un’ultima cosa, ragazzi: Voi tra pochi giorni passerete definitivamente la mano ai vostri compagni più giovani, che tra l’altro avete magnificamente contribuito a formare. Ma è inutile che ve lo dica: il LeoMagazine resta la vostra casa e quanto lo vorrete, sarete sempre non ospiti, ma “padroni”.

E naturalmente in bocca al lupo per l’ultima avventura che tra pochi giorni affronteremo insieme.

Con affetto e stima, il vostro direttore – prof.