Il teatro dell’ Opera nazionale ungherese di Budapest ha dichiarato l’ eliminazione di 15 spettacoli del musical “Billy Elliot” a causa di una campagna omofoba condotta dai media di destra, sostenitori del governo di Orban.  “Come sapete, la campagna negativa delle ultime settimane contro la produzione di Billy Elliot ha causato un forte calo delle vendite di biglietti e per questo annulliamo 15 spettacoli in linea con la decisione del nostro management” così si è espresso il direttore dell’Opera Szilveszter Okovacs.  

“Billy Elliot” è un film, divenuto poi anche musical, ispiratosi alla vera storia del ballerino Philip Mosley. Il film, ambientato nel 1994, narra di un giovane ragazzo,Billy, costretto dal padre Gary a praticare la boxe. Durante la lezione s’ intrufola in una sala di danza e all’ oscuro del padre la boxe viene sostituita dal ballo. Quando Gary lo scopre gli proibisce di presentarsi all’ audizione programmata e insieme al figlio maggiore Tony si assicura che Billy non partecipi più alle lezioni. La svolta in positivo, sia nel film che nella vita del giovane ragazzo,  avviene durante la cena di natale dove il padre nota il figlio e l’ amico Michael, omosessuale dichiarato,  che danzano insieme.  Inverosimilmente è proprio il padre che incoraggia Billy a partecipare all’ audizione per entrare nella prestigiosa Royal Ballet School. In contrasto ad ogni aspettativa Billy passa l’ audizione, abbandona la famiglia per seguire il suo sogno a Londra fino a raggiungere il culmine della sua carriera diventando primo ballerino.      Ad attaccare il musical è stato principalmente il quotidiano Magyar Idok dicendo che “la propagazione dell’omosessualità non può essere un obiettivo nazionale quando la popolazione invecchia e diminuisce e il nostro Paese è minacciato da un’invasione”.

Il motivo principale della cancellazione del musical è quindi che, per un calo demografico, non si può mandare in scena uno spettacolo “a favore” dell’ omosessualità perché questo potrebbe far sì che i giovani diventino gay e che di conseguenza la popolazione diminuisca. Ciò che è diverso, in questo caso, è considerato sbagliato e addirittura una “invasione” portando i bambini di oggi, invece che all’ omosessualità (com’ è stato scritto dal giornale) a vera e propria omofobia perché questa non è innata ma inculcata dallo stato stesso e quindi dalla società in cui si nasce.

Non mandare in scena uno spettacolo di così grande popolarità per evitare di promuovere un “modello di vita deviante” appare,  agli occhi della gente, un fatto singolare in quanto, ai giorni nostri , dovrebbe esserci un notevole progresso, da parte della società in generale, nei confronti della omosessualità.

In un editoriale il giornale di cui sopra  procede con frasi omofobe implicando  che gli organizzatori dello spettacolo vogliano convertire all’ omosessualità il giovane pubblico dichiarando che la storia può far sì che i bambini diventino gay e che questo va contro i bisogni demografici del paese. Un ragionamento basato su pregiudizi,  considerando quanti sforzi sono stati necessari per ridurre questa  mentalità retrograda,  inoltre un giovane ragazzo non diventa gay guardando Billy Elliot.

Ciò che più ha fatto scalpore è stata la replica del direttore del teatro Okovacs  che non si è dissociato  dalle critiche del giornale ma si è giustificato affermando che, per evitare una propaganda sbagliata, ha censurato l’ unica figura gay del musical ovvero Michael, l’ amico di Billy. Censurare ha implicato che il direttore abbia voluto  esercitare sullo spettacolo  un controllo ideologico o morale impedendo quindi la propagazione di un’ idea, per lui, sbagliata. Ma è necessario che ancora oggi ci si debba preoccupare di censurare un personaggio gay, “scomodo”, perché  può condurre altre persone a diventare come lui?

Secondo  la testata  444.hu la cancellazione delle date è dovuta, piuttosto che all’ affermazione politica di Orban, alla trovata pubblicitaria degli organizzatori, i quali  programmano di mettere in scena 24 repliche di cui una è già sold out.  Inoltre la stampa ungherese ha portato avanti una campagna omofoba contro l’ Accademia delle Scienze pubblicando una lista di accademici che s’ ipotizza lavorino “per i diritti dei gay e per la scienza di genere”.