Il 5 luglio dalle 12:30 alle 14:00 si è tenuta la conferenza stampa al teatro Maggio Musicale Fiorentino per proporre la nuova stagione 2018/2019, insieme a quella successiva: 2019/20.  Il sovrintendente del teatro Cristiano Chiarot ammette che sia una sfida presentare 2 anni, perché significa essere all’altezza dei teatri europei, con i quali ci si deve confrontare: per tornare a essere protagonista a livello internazionale il Maggio, deve creare un “prodotto” adeguato.  Tutti i dirigenti del teatro sono convinti di aver imboccato, ormai senza ritorno, la giusta strada, che porti anche al completo risanamento.

Ad aprire le danze un video del direttore principale del MMF, Fabio Luisi, un uomo non di parole, come lui stesso si definisce, ma di musica. Un discorso dunque breve, chiaro e conciso per annunciare un programma variegato e di alto profilo, che vedrà artisti importanti e titoli di grande interesse.

Caratteristica fondamentale della nuova stagione? L’alternarsi di novità e repertorio. Le opere rappresentabili sono migliaia, ma il loro scopo è creare una storia, un racconto durante le stagioni in cui il pubblico possa trovare ciò che gli piace. Inoltre non manca il gusto  creare discussione ed a questo sono dovuti  alcuni accostamenti inediti.

Luisi dichiara la sua gioia nel lavorare con la compagine artistica del Maggio, il coro e l’orchestra, una tra le migliori nel panorama internazionale. Sarà impegnato con questa da ottobre fino a maggio nel ciclo integrale delle sinfonie di Mahler (1860-1911).  Saranno offerte al pubblico tutte le 9 sinfonie. Luisi si mostra un po’ preoccupato ma contento di questo progetto, perché è complesso, ricco di sfaccettature e deve riuscire a trovare il modo giusto per esprimere tutte le sue caratteristiche; ma è sicuro che l’obiettivo sarà raggiunto.  Dirigerà anche nel gennaio ’19 Der fliegende Holländer di Richard Wagner (1813-1883); Lear di Aribert Reimann(1888-1979); La straniera di Vincenzo Bellini (1801-1835), queste ultime nel festival 2019.

Conclude con un arrivederci a settembre con le 3 opere della trilogia popolare verdiana, La Traviata, Rigoletto e Il Trovatore.

La conferenza è proseguita  con l’intervento del sindaco di Firenze  Dario Nardella, presidente della Fondazione Maggio Musicale, entusiasta dello sviluppo del teatro: lo presenta come sempre più vicino ad essere un teatro della Toscana, e non più solo di Firenze. Ringrazia per questo il sovrintendente Chiarot per aver impresso un nuovo ritmo allegro. Percepisce un coinvolgimento da parte di tutta la città; anche dal punto di vista economico il sindaco ha rilevato: un incremento dei ricavi, delle vendite e delle prestazioni, un aumento dei contributi, un maggiore impegno degli sponsor privati. Ringrazia perciò la città con tutto il suo cuore. Fiero della marcia che il teatro ha ingranato, il sindaco passa la parola a Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana che difende la cultura a spada tratta.

Cristiano Chiarot, sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino interviene riprendendo i ringraziamenti del sindaco alla città e alla regione: grazie ai loro finanziamenti, il teatro ha potuto cambiare rotta. Un po’ emozionato e felice parla del Maggio Musicale fiorentino, un festival che ha segnato le scelte culturali, artistiche, musicali negli ultimi 80 anni. Convinto che il teatro debba avere una sua riconoscibilità è felice di annunciare che la stagione autunnale/inverno/primavera sarà inframezzata da 5 novità, 5 nuovi allestimenti e alcune opere di repertorio, la stagione estiva avrà 1 novità, mentre quella autunnale successiva avrà 3 novità.

Chiarot continua il discorso sottolineando che a molti appuntamenti, fra cui le 9 sinfonie di Schubert, hanno partecipato alcuni dei più grandi direttori del panorama internazionale, come lo stesso Luisi e  Daniele Gatti e molti altri, ma soprattutto anche il ruolo femminile con alcune bacchette in rosa, come Kristiina Poska che affronterà le Nozze di Figaro ( Giugno 2019)

Nel giorno del Novantesimo anniversario (9 dicembre 2018) il teatro si aprirà alla città per visite guidate ai luoghi dove nascono gli spettacoli: dal palcoscenico alla sartoria, dai camerini degli artisti alle sale prove dell’Orchestra e del Coro fino agli ampi foyer, la sala grande e la cavea all’aperto. Il primo …. brindisi  per l’anniversario sarà però  il 4 ottobre con l’inizio della la Stagione Sinfonica 2018/2019, con l’esecuzione, diretta dal maestro Fabio Luisi, della Sinfonia n.2 di Gustav Mahler La Resurrezione

A conclusione della giornata del 9 dicembre verrà messa in scena una delle recite de La traviata di Giuseppe Verdi diretta dal maestro Enrico Calesso che verrà offerta al pubblico ad un prezzo speciale di 10 euro a biglietto. L’ intento principale, come ha sottolineato Chiarot è di attirare scolaresche, cittadini e più gente possibile per celebrare al meglio questo anniversario.

La stagione autunnale 2018 comincerà il 16 ottobre con Le Villi ed Ehi Giò; per celebrare al meglio Rossini verrà rappresentata quest’ultima opera di Vittorio Montaldi, mentre Le Villi è un’opera balletto (che segno l’esordio operistico di Puccini) a cui parteciperà anche il nuovo balletto di Toscana. Seguirà  dal 7 novembre La Cenerentola di Rossini con il maestro Giuseppe Grazioli e con la regia di Manu Lalli e vari altri titoli, tra cui il dittico Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e l’operetta Un mari à la porte di Jacques Offenbach (12 febbraio).

Per quanto concerne  il festival, L’LXXXII Festival del Maggio Musicale intitolato Potere e Virtù, comincia il 2 maggio 2019 con Lear, opera di Aribert Reimann (repliche 5 e 9 maggio) diretta dal maestro Fabio Luisi con regia di Calixto Bieito. Sarà ancora il maestro Luisi a dirigere l’Orchestra del Maggio nella seconda opera in programma, La straniera di Vincenzo Bellini (14, 16 e 19 maggio) nella regia di Marco Tullio Giordana. In cartellone  anche un progetto di Chiarot, un ‘opera tratta dal celebre Le leggi fondamentali della stupidità umana di Andrea Cipolla, uno dei più grandi economisti ma anche umorista squisito: la versione operistica è di   Vittorio Montalti con la regia di Giancarlo Cauteruccio mentre a dirigere il ContempoArtEnsamble sarà Fabio Maestri.Con l’anno prossimo verranno proposte 3  opere con 3 registe donna: Le Nozze di Figaro con Sonia Bergamasco (e sempre una donna sul podio), Così fan Tutte con Elena Bucci, Don Giovanni con Nicola Rab, una regista non italiana, ma fra le più interessanti del panorama delle giovani registe europee. La prima opera sarà in scena con varie repliche dall’8 al 21 giugno 2019, le altre  in seguito. Gli Intermedi della Pellegrina (22, 25 e 27 giugno) ), commedia composta alla fine del Cinquecento da Girolamo Bargagli verranno messi in scena nella Grotta del Buontalenti del Giardino di nel nuovo allestimento con la regia di Valentino Villa e Federico Maria Sardelli sul podio. Seguiranno poi altri spettacoli  di repertorio durante il mese di luglio.

Il mese di settembre 2019 comincia con il dittico che vede i Pagliacci di Ruggero Leoncavallo abbinata all’opera contemporanea Noi, due, quattro di Riccardo Panfili con testo e regia di Elisa Fuksas(13, 20, 22 e 25 settembre). A dirigere l’orchestra il maestro Valerio Galli mentre la regia sarà curata, per quanto riguarda Pagliacci da Luigi di Gangi e Ugo Giacomazzi. Il sovrintendente ha ricordato che l’intento del teatro è di far partecipare il pubblico come se fosse un vero interprete di quello che vede e dare un’emozione, esso determina il successo o l’insuccesso di uno spettacolo teatrale.

Particolarmente importante l’inaugurazione della stagione 2019 – 20  con Fernando Cortez  di Gaspare Luigi Spontini, che verrà eseguita per la prima volta in Italia nella prima versione francese, come scritta originalmente nella forma del Grand Opera.L’ultimo momento sarà dedicato a Pierluigi Pizzi, un regista che ha fatto numerosi spettacoli a Firenze. In più il sovrintendente ha sottolineato che sono allo studio numerosi progetti per il 2020, tra cui le date del concerto del maestro Muti.

 

Il coordinatore artistico del Maggio, Pierangelo Conte,  ha ripreso il discorso sulle prduzioni,  ribadendo l’accostamento di repertorio con novità, per stimolare la curiosità del pubblico. Ci saranno accostamenti inediti, sempre seguendo un tema, sviluppando un dialogo e una prospettiva originali. La presenza italiana tra i cantanti sarà notevole e questo non può che essere motivo d’orgoglio.

Parlando dei concerti comunica che i temi saranno sempre collegati a una politica a ciclo:  concluso  il ciclo di Šostakovič (1906-1975),  ci sarà quello integrale di Mahler e quello delle sinfonie di Schubert (1797-1828); chiuderà il ciclo il Maestro Zubin Mehta il 26 maggio con La grande. Continueranno anche il ciclo Mozart (1756- 1791), ormai giunto a metà, con Federico Maria Sardelli al teatro Goldoni. Il ciclo sinfonico della stagione successiva riguarderà gli autori del Nord: il norvegese Edward Grieg (1843-1907), il danese Carl Nielsen (1865-1931) e il finlandese Jean Sibelius (1865-1957).  Conte ha sottolineato come  il Maggio sia stato  la prima fondazione lirico-sinfonica italiana a eseguire nell’ambito di una stagione l’intero ciclo sinfonico di Šostakovič.

Generali sono stati l’apprezzamento e il ringraziamento per tutte le componenti del teatro; l’orchestra e il coro certo, ma anche tutti coloro che, in vari settori, lavorano “dietro le quinte”.

Per maggiori informazioni e per il ricchissimo programma  è possibile consultare il sito del teatro dell’opera                 ( https://www.operadifirenze.it/ )