Il 28 settembre presso la Libreria Gioberti (Firenze)  è stato presentato un testo di grande interesse: “Papa Ratzinger, la rivoluzione interrotta”, una serie di interviste a personaggi “di peso” come Ettore Gotti Tedeschi (che ha scritto anche la prefazione), Gennaro Sangiuliano, Marco Tosatti, Aldo Maria Valli ed altri. Le interviste sono state effettuate da Francesco Boezi, che ha curato il volume (edito dalle edizioni La Vela di Viareggio) e che era presente insieme al giornalista Domenico del Nero per parlare del libro alla Gioberti.

Un titolo curioso che lascia perplessi. Boezi stesso si stupisce di Del Nero, che a quanto pare, è il primo a comprenderlo: la parola rivoluzione porta cambiamenti, ma in questo caso non si tratta di novità bensì del desiderio di tornare alle origini.

“L’elezione di Ratzinger sembrava quasi un segno dal cielo”, così apre la presentazione il giornalista, facendo riferimento al periodo buio che la Chiesa stava e sta vivendo. L’Occidente è ormai decristianizzato e la fede è cambiata nel corso degli anni. Si tratta di un momento in cui c’è il bisogno di puntualizzare cosa voglia dire essere cattolici: non è un obbligo, ma una scelta libera e volontaria. Un cammino che porta a certe responsabilità e a dei principi, in cui non c’è spazio per il compromesso. Essere consapevoli delle proprie fragilità e debolezze è essenziale, ma non le si può trasformare in giustificazioni per ciò che non ci riesce, perché come si cade, ci si rialza. Nel relativismo Benedetto XVI vedeva il male maggiore dei nostri giorni e difatti gli dichiarò guerra.

Papa Ratzinger voleva tornare allo spirito originario del cristianesimo. Il giornalista lo definisce un ritorno al San Tommaso, cioè una ricomparsa del perfetto equilibrio tra fede e ragione.

Secondo Del Nero, che si è complimentato con Boezi, il libro riesce pertanto a spiegare questa “rivoluzione interrotta” in tutti i suoi aspetti

Boezi da parte sua  inizia con un riferimento a Benedetto da Norcia, ricordando come egli volse le spalle a Roma quando vide che era ormai corrotta e mondana,  si ritirò e fondò il monachesimo. Riprendendo Rod Dreher, autore del recente libro L’opzione Bendetto, Boezi ricorda: “Il mondo ormai è decristianizzato. Abbiamo perso. Cosa possiamo fare? Seguire l’esempio di San Benedetto. Perdere oggi per vincere domani.”

Illustra poi quella che è conosciuta come la profezia di Ratzinger:  la Chiesa sarebbe destinata a divenire una minoranza, a non contare più niente, a non avere più soldi, a non essere in grado di costruire edifici; ma da questa condizione infima dovrà ripartire. Papa Ratzinger voleva ricominciare da zero come il monaco; voleva iniziare con un piccolo insieme di cristiani veri, con cui ricostruire la Chiesa su basi dottrinali.

Boezi spiega come in questo libro lui abbia cercato di presentare Ratzinger per quello che veramente è stato e per fare chiarezza su questo punto sono presenti nel libro 16 interviste, fatte a: Ettore Gotti Tedeschi, Gennaro Sangiuliano, Gaetano Rebecchini, Marco Tosatti, Giovanni Minnucci, Francesco Agnoli, Filippo Savarese, Maria Rachele Ruiu, Jacopo Coghe, Aldo Maria Valli, Marco Luscia, Assuntina Morresi, David Cantagalli