Dal 4 al 9 dicembre al Teatro della Pergola verrà rappresentato Misura per Misura di William Shakespeare. Inizierà alle ore 20:45 tutti i giorni, eccetto la domenica che sarà alle 15:45. La sua durata è di 2h e 15’, intervallo compreso.

Scritta tra il 1603 e il 1604, questa commedia non è mai fuori dall’attualità: i temi sono superficialità e ipocrisia, tutto ruota attorno al concetto di potere che cambia l’animo umano.               

Il regista Paolo Valerio spiega come tutto il lavoro si concentri in realtà sul ruolo del protagonista: Vincenzo, Duca di Vienna, interpretato da Massimo Venturiello. Questo personaggio è possibile pensarlo come un regista sul palcoscenico che spiega al pubblico l’opera di Shakespeare.

 Vincenzo stanco della sua città così viziosa, se ne vuole allontanare. Nomina perciò Angelo (Simone Toni) governatore. In apparenza era un uomo moderato e coscienzioso; ma poi si rivela essere un soggetto ottuso e meschino. Condanna a morte il giovane Claudio (Francesco Grossi) per aver messo incinta la propria fidanzata prima delle nozze. La sorella Isabella (Camilla Diana) interviene per salvare la vita al fratello. Angelo allora la ricatta: lascerà vivere Claudio solo se lei passerà una notte con lui. Isabella lo ingannerà, lasciando che un’altra donna la sostituisca in quella notte raccapricciante: Mariana (Federica Castellini), la promessa sposa di Angelo.

In tutto questo il Duca di Vienna non ha realmente lasciato la città, il suo era un inganno. Si traveste da religioso, sotto il nome di frate Ludovico, ed osserva. Cosa? La gente, gli eventi, quindi i pensieri e i comportamenti dei suoi concittadini. Si mescola, ma talvolta interviene per evitare il peggio.

 In questo modo prende coscienza della deriva intrapresa dalla sua comunità.

Le insicurezze dei tempi della Regina Elisabetta sembrano non voler abbandonare gli animi umani: Shakespeare evidenzia l’uomo che è spaventato dalla morte, ma che al tempo stesso ha paura di vivere; parla di personaggi spaesati affascinati dal male e dall’egoismo. È come se la realtà fosse immobile, destinata a perdersi definitivamente, o, a salvarsi.

L’ambiguità della legge si mescola con l’abuso di potere e la violenza sulle donne.

La paura rende schiavi della vita: frena l’uomo a spingersi oltre… a prendere quell’iniziativa che lo può rendere felice e soddisfatto, perché gli fa credere che quel passo in più lo potrebbe far cadere in un burrone.

Per Shakespeare ogni individuo è dunque fragile, e tutta la sua malinconia si rifugia in un mondo immaginario in cui l’amore e la bellezza silenziosa vincono sulla schiavitù della paura e dell’istinto.

Si tratta di una commedia che spesso porta alla tragedia.

Paolo Valerio dichiara di avere sperimentato un uso “tecnologico” della scena, inserendo delle telecamere e delle immagini sul palco per rendere l’idea del Duca di Vienna che osserva la sua società. “Ricorda una sorta di Truman Show al contrario” dice.

Il regista aggiunge e conclude: “La grande forza dei testi shakespeariani risiede nella capacità di risvegliare l’immaginazione del pubblico e la fiducia nel teatro che è in grado di dare sempre una nuova possibilità. Attraverso il palcoscenico si riesce a parlare di rapporti tra esseri umani e di emozioni: in questo senso il teatro diventa speranza e un modo per sopravvivere alle brutture della realtà che ci circonda.”

 

 

 

Interpreti e personaggi

Massimo Venturiello Vincenzo, Duca di Vienna

Simone Toni Angelo, il Vicario

Roberto Petruzzelli Escalo, anziano lord / Pompeo, servo di madama Strafatta

Francesco Grossi Claudio, giovane gentiluomo

Alessandro Baldinotti Lucio, uno stravagante / Madama Strafatta, mezzana

Marco Morellini Bargello

Simone Faloppa Gomito, gendarme stordito / Bernardino, detenuto dissoluto

Luca Pedron Schiuma, gentiluomo sciocco / Abomino, boia

Camilla Diana Isabella, sorella di Claudio

Federica Castellini Mariana, promessa sposa di Angelo

Federica Pizzutilo Giulietta, amata da Claudio