E’ bastato un lampo, una giocata del suo miglior talento per strappare i tre punti alla “Scala del calcio” per la Fiorentina. Dribbling secco su Calabria e palla nell’angolino lontano a Donnarumma battuto, con tanto di esultanza alla telecamera, come aveva già fatto una ventina d’anni fa un certo Batistuta. Ieri pomeriggio alla squadra di Pioli non è servito assalire la difesa milanista con tiri e occasioni da gol ravvicinate, è stata sufficiente un po’ di pazienza e -tanta- razionalità. Sì, perchè la vittoria, dal peso specifico non inconsiderevole, è stata frutto di un’assidua resistenza in difesa (anche se Gattuso si ritrovava con un tridente improvvisato e “acciaccato”) e di un cinico sfruttamento delle poche -anzi una sola- occasioni create.

I viola arrivavano allo scontro diretto col Milan con 5 punti di ritardo sui rossoneri, ma con maggior entusiasmo dopo la ritrovata vittoria nello scorso turno con l’Empoli, che aveva rotto un digiuno di vittorie lungo quasi 2 mesi. Pioli ha dato fiducia a Mirallas nel tridente d’attacco, mentre nel terzetto di centrocampo Edimilson ha preso il posto di Gerson. Tornati dalla squalifica, i pilastri Milenkovic e Veretout hanno ripreso in mano i propri settori di competenza.

Dall’altra parte i rossoneri, reduci da un grigio -e non solo per la nebbia- pareggio a Bologna e dalla fresca eliminazione in Europa League, partivano con un handicap a centrocampo viste le assenze degli infortunati Biglia e Bonaventura e degli squalificati Bakayoko e Kessie. Gattuso ha quindi dovuto reinventare il suo centrocampo, optando per Mauri regista affiancato da Calhanoglu e Calabria (terzino!) senza nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi del “grande” ex Montolivo lasciato in panchina per 90 minuti.

Partita fiacca, le due squadre a tratti camminavano in campo rallentando un gioco che tutto aveva bisogno tranne che essere addormentato; forse per la reciproca paura di subire gol, forse per la scarsa fantasia dei reparti offensivi, sta di fatto che il primo tempo si è concluso su un anonimo, e giusto per quello che si è visto in campo, 0-0. I padroni di casa hanno tentato invano di portarsi in vantaggio con due conclusioni del più coinvolto negli sviluppi Calhanoglu, ma niente di ciò ha impensierito un attento Lafont. La difesa di Pioli ha chiuso in modo non elegante, ma efficacie, i lanci lunghi degli avversari con un Vitor Hugo sopra  tutti per decisione e tenuta atletica. Va detto anche che non si è trovato di fronte il miglior Higuain di sempre, visibilmente dolorante alla schiena e non in sintonia con i suoi compagni.

Come è noto, prima o poi tutti i nodi vengono al pettine, e quello di Gattuso non ci ha messo molto a presentare il conto. Il suo “esperimento” Calabria come mezz’ala ha iniziato a far intravedere i suoi limiti quando il terzino di ruolo si è ritrovato col pallone tra i piedi nella trequarti avversaria: un pesce fuor d’acqua, non sapeva che farci con “quella palla in quella posizione” del campo. E la Fiorentina non ha esitato a sfruttare questa debolezza. Al 73′ il peggiore in campo, fino a quel momento, sigla lo 0-1. San Siro ammutolito.

L’ultimo quarto d’ora probabilmente non passerà nemmeno alla cronaca visto quel poco che è successo: i viola hanno gestito sapientemente il risultato concedendo nulla o quasi ai rossoneri che, nonostante l’aggiunta di un’altra punta, sono usciti a mani vuote da casa loro.

Non si parlerà certo di una Fiorentina straripante, di una squadra che ha demolito l’avversario, perchè significherebbe travisare la realtà, ma nemmeno di una squadra fortunata, cosa che si potrebbe pensare visto il risultato venuto fuori con un tiro solo. I ragazzi di Pioli semplicemente sono stati bravi a sfruttare le occasioni e razionali nel gestire la partita dal 1′ all’ultimo minuto. La tattica del pressing 1vs1 di Pioli ha costretto più volte Donnarumma al rinvio lungo e indotto all’errore i difensori rossoneri, che probabilmente non si aspettavano una così tenace resistenza fisica da parte degli avversari. Quello che quindi è uscito fuori è stato un successo a tutti gli effetti, una vittoria di carattere che dà fiducia e che -si spera- porti la Fiorentina a sfruttare al massimo questa full immersion di partite natalizie. L’Europa resta un tabù ed è bene non parlarne, ma va sottolineato: questi tre punti valgono il doppio.