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Si torna indietro nel tempo alla Pergola; a quasi vent’ anni dal debutto avvenuto a Udine nel 1999 torna in scena il “grande classico contemporaneo” Copenaghen  di Michael Frayn. Da Martedì 8 Gennaio a Domenica 13, (0re 20,45, festivo 15,45) questo spettacolo sarà presentato al teatro fiorentino in un allestimento che riproduce quello allora assai apprezzato da pubblico e critica, ma andato poi perduto e ricostruito, come spiega il protagonista Umberto Orsini,
con l’aiuto del Teatro di Roma e del CSS di Udine che hanno deciso, data l’eccezionalità dell’evento, di co-produrre lo spettacolo ricostruendo una scenografia ormai perduta ricalcando la regia di Mauro Avogadro . La storica regia di Avogadro ripresenta infatti l’ incontro, avvenuto appunto a Copenaghen,  fra due grandissimi fisici dell’ epoca moderna: Werner Karl Heisenberg e il suo maestro e amico Niels Bohr.

Con Umberto Orsini (Bohr), Massimo Popolizio (Heisenberg) e Giuliana Lojodice (Margrethe moglie di Bohr), il dialogo a tre voci ripropone ciò che i due premi Nobel potrebbero aver detto, nel loro incontro nel lontano 1941, alla vigilia del primo devastante uso della bomba atomica. Ciò che in quel colloquio venne detto è ancora oggi un mistero, ma il perchè  Bohr (al fianco degli alleati) e Heisenberg (scienziato tedesco patriota ma non nazista, anche se collabora con il regime) ebbero quell’ appuntamento è spiegato come uno scambio di favori: essendo Heisenberg a capo del programma nucleare militare tedesco voleva, in nome della vecchia amicizia, offrire a Bohr, che era mezzo ebreo, l’appoggio politico della Gestapo in cambio di qualche segreto? Oppure lo stesso Heisenberg, mosso da scrupoli morali cercò di aiutare gli alleati a porre fine alla guerra, mettendoli al corrente delle proprie conoscenze sulla fissione nucleare? Qui troviamo lo spettacolo in sé, dove vengono enunciate una dopo l’altra idee e teorie , attraverso incontri diversi con andamenti diversi, per cercare di capire come realmente andò.

Spiega Umberto Orsini sull’ opera e sul rapporto con gli altri attori: “Io penso che sarebbe stato un errore imperdonabile pensare di dar vita a una Compagnia teatrale che porti il mio nome senza pensare all’opportunità di rimettere in scena uno spettacolo come Copenanghe. Quando decisi di avere accanto a me un attore come Massimo Popolizio mi era chiaro che questa collaborazione non sarebbe stata un episodio isolato. Era evidente che insieme avremmo potuto dare vita a qualcosa che oggi è sempre più difficile trovare e cioè a quel teatro di recitazione nel quale entrambi, seppure in epoche diverse, siamo cresciuti e al quale ci ispiriamo. Ed ecco che riproporre Copenaghen, la pièce di Frayn che ci aveva visti interpreti insieme a Giuliana Lojodice, mi è sembrata una scelta quasi obbligata” . Sempre Orsini spiega come probabilmente era la passione per la scienza a far muovere i due fisici: “discussero in quell’incontro del diritto degli scienziati di arrivare a un progetto atomico” ma alla fine nessuno dei due arrivò ad una conclusione.

Una scenografia simile ad un’aula di fisica, un’atmosfera quasi irreale, due uomini e una donna, discutono di cose avvenute tanto tempo prima, quando tutti e tre erano ancora vivi. Tutte le diverse espressioni di quell’ incontro ruotano attorno al perché Heisenberg andò a trovare Bohr.

Il successo dello spettacolo è in gran parte dovuto al genio di Frayn che riesce a mostrare diverse prospettive di quell’ evento storico, creando un filo connettore: il Principio di Indeterminazione di Heisenberg e di Complementarietà di Bohr, infatti sono  pronunciati molte volte sul palco. L’intreccio è appassionante, i piani temporali sovrapposti danno un valore universale alle questioni avanzate dai protagonisti. Infatti, le diverse ipotesi su quella visita vengono enunciate una dopo l’altra, mettendo in scena incontri diversi con andamenti e focalizzazioni diversi. Ad esempio Margrethe rappresenta il punto di vista del pubblico, un punto di vista estraneo al discorso scientifico ma pur sempre presente.

“In Copenaghen” – interviene Massimo Popolizio – “al centro della commedia, oltre alle formule sulla lavagna, c’è l’indeterminazione della verità in assoluto e la cronaca di un’amicizia che poteva modificare il corso della Storia, perché tedeschi e americani s’inseguivano senza sapere chi per primo avrebbe avuto a disposizione la bomba”.

La traduzione è di Filippo Ottoni e Maria Teresa Petruzzi, le scene sono di Giacomo Andrico, i costumi di Gabriele Mayer, le luci di Carlo Pediani, il suono è di Alessandro Saviozzi. Una produzione Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma-Teatro Nazionale, in coproduzione con CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia.

Tournée

16 gennaio Senigallia              

17 – 20 gennaio Forlì  

23 gennaio Sondrio     

24 – 27 gennaio Trento

Biglietti

Intero

Platea 34€ – Palco 26€ – Galleria 18€

Ridotto OVER 60

Platea 30€ – Palco 22€ – Galleria 16€

Ridotto UNDER 26

Platea 22€ – Palco 17€ – Galleria 13€

Ridotto Soci Unicoop Firenze

Platea 26€ – Palco 19€ – Galleria 14€

Biglietteria

Teatro della Pergola

Via della Pergola 30, Firenze

055.0763333 – biglietteria@teatrodellapergola.com

Dal lunedì al sabato: 9:30 / 18:30 – domenica chiuso