Il castello di Bran è il monumento più importante, significativo e meglio conservato della Romania. Fu modificato notevolmente dai cambi di stile e dalle correnti artistiche che si sono succedute e oggi rappresenta la fusione di architetture diverse, soprattutto quella gotica militare con quella rinascimentale. Le camere e i corridoi del castello formano un labirinto misterioso  in cui sono esposti importanti reperti dell’epoca: la sala d’armi dove sono presenti opere specifiche del XV-XVII secolo tra cui balestre, fucili, spade e armature che sottolineano il carattere militare dell’edificio; la sala dei consigli con documenti emessi dalla cancelleria del castello, la sala da musica con palco in travi.  All’interno di questa sala si possono trovare opere in stile rinascimentale, tedesco, fiorentino, stile barocco austriaco, pezzi di ceramiche italiane, inglesi e spagnole risalenti al periodo dal XVI al XVIII secolo, la camera con un imponente letto con baldacchino appartenenti allo stile barocco austriaco del XVII-XVIII secolo, la camera orientale o “tirolese”, con icone di legno, importanti per valore storico e artistico. Inoltre sotto le scale vi é una stanza di piccole dimensioni che veniva usata per tenervi i prigionieri  (probabilmente in attesa di passare attraverso la famosa Camera della tortura).

“Il posto più misterioso d’Europa”, così ha definito lo scrittore irlandese Bram Stoker nel 1827 la Transilvania (regione centrale e nord-ovest della Romania) in cui si trova Bran con il nome di Castello di Dracula. Questo appellativo fu assegnato a Vlad III, Principe della Valacchia, la cui storia è una delle più straordinarie e affascinanti di tutti i tempi, che spazza costantemente tra leggenda e verità. Era il secondogenito di Vlad II appartenente al cosiddetto Ordine del drago fondato dall’imperatore Sigismondo nel 1418 con il compito di proteggere la cristianità del Sacro Romano Impero dalle continue minacce dell’Impero ottomano. Proprio a causa di questo (paradossalmente!)  Vlad II fu denominato il Dracul (il Diavolo);  di conseguenza il figlio Vlad III prese il nome dal padre e diventò principe con il nome di Vlad III Dracula.*

Tuttavia sarebbe errato affermare che la cattiva fama gli derivi interamente dal padre.  Il principe, infatti, aveva un crudele e macabro passatempo, cioè impalare i nemici durante le battaglie e si guadagnò l’appellativo di Ţepeş ossia l’Impalatore. In un Manoscritto del 1490 del Monastero Kirillov-belozerskij, (San Pietroburgo) si narra che una volta Dracula stava banchettando contornato dalle vittime che fece impalare dopo un lungo assedio. In quella foresta di cadaveri, lui si divertiva e mangiava tranquillamente; ad un certo punto un nobile inviato a servirlo fece un gesto di disgusto e il principe gli chiese: “Perché fai così?”. Il nobile rispose: “Perché, mio Signore, non riesco a sopportare questo odore di cadaveri”. Dracula ordinò che il nobiluomo fosse impalato sul palo più alto e gli disse: “Allora andrai là in alto, dove la puzza non potrà raggiungere le tue narici!”.

Il campo di battaglia non era però l’unico posto dove il Conte mostrava la sua crudeltà. Vlad III aveva infatti allestito una “camera della tortura” nel suo castello, dove si possono ancora oggi trovare atroci strumenti con i quali lui si divertiva a torturare e infine impalare gli ospiti non graditi. La domanda sorge spontanea: da dove deriva tutta questa crudeltà? Bisogna ammettere che il conte ebbe una vita alquanto tormentata: all’età di sei anni fu catturato, insieme a suo fratello, dai Turchi e questo periodo di prigionia fu determinante per lo sviluppo del suo carattere crudele e perverso; gli stessi carcerieri turchi, famosi per la loro brutalità, lo temevano. Nel 1448, all’età di 17 anni, riuscì a scappare inspiegabilmente dalla prigione e fu proprio questo a conferirgli un alone di mistero. Secondo alcuni racconti, Vlad III in questo periodo sarebbe entrato in contatto con Il Diavolo, ottenendo libertà e poteri in cambio della sua anima. Nonostante i suoi passatempi macabri, nel suo periodo Dracula non era un personaggio conosciuto a livello europeo (se non da coloro che erano già passati per le sue mani, ma che non avevano possibilità di testimoniare per ovvi motivi). Fu Bram Stoker nel 1897 a pubblicare un libro intitolato, appunto, Dracula, nel quale, ispirandosi al folclore, riprese la storiografia del Conte e delineò i tratti del personaggio principale della sua opera: il terribile Conte Dracula,  creando quel genere letterario chiamato “La letteratura del vampiro”, che ancora oggi gode di un enorme successo.

Vlad III morì nel 1476 in circostanze non del tutto chiare; esistono ipotesi che sostengono che  sia stato ucciso in battaglia dai Turchi e altre secondo le quali sarebbe stato eliminato dai suoi stessi ufficiali, i quali colsero l’occasione per liberarsi di questo crudele tiranno. Dopo la sua morte fu seppellito nell’isola di Snagov, ma in seguito alle insistenze e alle lamentele dei cittadini che sostenevano che la presenza del corpo del Conte infestasse l’isola, alcuni monaci decisero di aprire la tomba per spostare il corpo, ma quello che si mostrò ai loro occhi fu del tutto incredibile… la tomba era vuota!

 

 

*N.B: in rumeno Draculea significa “figlio del Diavolo” perchè “Drag” è un sostantivo che significa “Drago” o “Diavolo”, “UL” è un articolo determinativo (il) mentre “EA” significa “figlio di” perchè il nome gli deriva dal padre.

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