Napoli: una antichissima capitale europea, con oltre 25 secoli di storia, una bellezza struggente e unica al mondo. In questi ultimi anni la città e i suoi abitanti sono continuamente soggetti ai pregiudizi della gente ma molti di essi sono solo luoghi comuni che non hanno assolutamente ragione di esistere.
A Napoli c’è la spazzatura: punto cruciale dell’immagine che Napoli ha ancora oggi e che, purtroppo, continuerà ad avere. Napoli è la “città della spazzatura.” A causa dell’aumento dell’industrializzazione e dei consumi è stata favorita la nascita di un fenomeno sintetizzabile come “usa e getta”. Gli oggetti vengono usati una volta e buttati via subito. Ciò provoca un aumento dei rifiuti, difficilmente riciclabili, che poi vanno a finire nelle discariche, facendo aumentare in numero esorbitante la quantità di immondizia. Questo fenomeno che riguarda l’Italia intera; perché allora si parla di rifiuti solo al Sud? Bisogna essere onesti e obiettivi: nella nostra penisola è stata adottata ormai da diversi anni la raccolta differenziata che ha migliorato molto la situazione ma che, a causa di un organizzazione poco adeguata, nel Sud è servita a poco. Il capoluogo campano non è quindi l’unico con il problema dello smaltimento dei rifiuti, ma è corretto dargli tutta questa importanza? Perché non provare ad aprire la mente e ad andare oltre?
Il traffico: Come dice Luciano De Crescenzo:“Un tempo c’era il famoso ingorgo a croce uncinata.” Il luogo comune di Napoli  “città del traffico” è lontano dallo…sbloccarsi. È quanto emerge da un’analisi che vede la città di Partenope tra le città italiane con maggior traffico. Siamo abituati a ridere in queste circostanze, grazie soprattutto ai film, i quali ci mostrano ancora una volta la simpatia dei napoletani, i quali attraverso gesti e parole poco “nobili” fanno capire il loro stato d’animo nel rimanere bloccati nel traffico per periodi interminabili. Il traffico (e i gestacci) però è ovunque, tutte le grandi città hanno questi problemi. Se in alcune è più accentuato, questo non può essere causa di una brutta immagine di una sola.
A Napoli ti rubano l’orologio: In maniera sempre più frequente sentiamo nel telegiornale o leggiamo su un quotidiano notizie riguardanti furti avvenuti a Napoli. Dal famoso sito dell’Istat, si può osservare come nei dati non ci siano sostanziali differenze tra i reati avvenuti nel sud, e quelli nel resto d’Italia. Quello dei ladri è soltanto un luogo comune, la criminalità, le persone “poco ragguardevoli” sono ovunque e non possono, non devono precludere la visita di una delle città con più storia d’Italia. D’altra parte fa molto più scalpore continuare a massacrare l’immagine di Napoli parlando dei suoi furti nei telegiornali piuttosto che occuparsi di medesimi episodi accaduti in altre città.
La camorra: Organizzazione criminale di connotazione mafiosa originaria di Napoli. Oggi nell’immaginario comune accettiamo l’equazione napoletani=camorristi. Addirittura molti sostengono che i napoletani stessi apprezzano la camorra: assolutamente no! C’è una sorta di rassegnazione, esiste da tanto tempo ormai. A volte la paura vince sulla giustizia, non tutti hanno il coraggio di denunciare le estorsioni, temono che possa succedere qualcosa ai loro cari. Non possiamo fare di tutta l’erba un fascio, non possiamo considerare tutti i napoletani camorristi, chiediamoci però di chi è la colpa di tutto ciò, lo stato fa abbastanza per combatterla?
I napoletani non hanno voglia di lavorare: I partenopei hanno talmente poca voglia di lavorare che così, giusto per questo, prendono le loro cose e si trasferiscono ovunque con il disperato obiettivo di trovare un impiego. Parlano i dati, i napoletani sono ovunque e non solo in Italia, anche nelle maggiori capitali europee. È un problema sicuramente da approfondire con cura ma il lavoro non è un tema semplice per gli abitanti del sud Italia, che non dispongono della stessa qualità delle strutture lavorative, presenti al nord.
Ma Napoli non è solo questo: analizziamo anche l’altra faccia della medaglia. Meta di tantissimi turisti, 115 mila in arrivo per le imminenti vacanze di Pasqua, la città del sole può vantare dei paesaggi mozzafiato, litorali spettacolari, opere architettoniche degne di essere visitate e una cucina di altissimo livello, oltre a persone solari, famose per la loro simpatia.
Architettura: Castel dell’Ovo è il castello più antico della città. Sorge sull’isolotto Megaride. Secondo la leggenda l’antico poeta latino Virgilio avrebbe posto nelle zone segrete del castello un uovo, a protezione della fortezza, la cui rottura ne avrebbe poi provocato il crollo, oltre a una serie di catastrofi abbattute poi sulla città. Lo si ammira sul mare, leggermente distaccato, mentre veglia sulla città. Il Duomo di Santa Maria Assunta (Il Duomo di Napoli) è, invece, una cattedrale antichissima, di origine Paleocristiana con al suo interno il battistero più antico dell’occidente. Le reliquie e il tesoro di San Gennaro rappresentano una meraviglia sia per i fedeli, che per gli occhi. Altro meraviglioso complesso architettonico è la Piazza Plebiscito. La piazza, situata poco precedente al lungomare, ha un’area di 25000 metri quadrati coronati: da un lato, dal Palazzo Reale e, dall’altro, dal semicerchio della basilica neoclassica di S. Francesco.
Simpatia: I napoletani sono famosi per la loro simpatia e la loro risata contagiosa. Impossibile non citare Antonio De Curtis, in arte Totò, il quale contribuì non poco a fare del cinema italiano del dopoguerra un’industria di enorme successo. Chiamato anche “il principe della risata” è considerato uno dei personaggi che più hanno cambiato il nostro patrimonio culturale, al punto che alcune sue battute sono anche diventate perifrasi acquisite dal linguaggio comune. Dei napoletani conosciamo la loro tendenza a sdrammatizzare, sempre, anche nei problemi più profondi. Se chiedi a un napoletano “che ore sono”, non ti dice l’ora, ti risponde: Ca’ tieni a fa? (che hai da fare?).
Cucina: La cucina Napoletana ha antichissime radici storiche che risalgono al periodo greco-romano e si è arricchita nei secoli con l’influsso delle molteplici culture susseguite in seguito alle diverse dominazioni. Della cucina partenopea apprezziamo la semplicità degli ingrediente e la fantasia con cui sono uniti tra di loro. E’ impossibile non citare la famosissima pizza, apprezzata in tutta Italia. Tipica anche la “frittata di maccheroni” che trova, nella sua semplicità, la ragione del suo successo.
Napule è mille culure, così cantava il grande cantante Pino Daniele nel lontano 1977. Napoli è fatta di mille colori, come tutte le città, d’altronde. Ladri, smog, disavventure, ci sono qui come ovunque, sta a noi smetterla di farne una fissazione, allargare la nostra mente, superare i pregiudizi e goderci una delle città più belle che possiede la nostra cara e vecchia Italia.

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