Arriva per la prima volta in Italia una nuova versione di un capolavoro di Verdi, dopo aver fatto il giro dei teatri più famosi spagnoli, tra cui Siviglia e Bilbao.

Spettacolo diretto da Giancarlo Del Monaco, presente il 28 Aprile 2017, al Maggio Musicale Fiorentino, dove si è tenuta la conferenza stampa sullo spettacolo “Don Carlos”, che sarà al teatro dell’Opera dal 5 Maggio. Oltre al regista erano presenti il direttore d’orchestra Zubin Mehta, il direttore artistico Pierangelo Conte e il responsabile promozioni culturali Giovanni Vitali.

Lo spettacolo ambientato nell’epoca d’oro spagnola parla di Don Carlos, figlio di Filippo II re di Spagna, vissuto nella seconda metà del Cinquecento.  Il giovane si innamora di Elisabetta di Valois e viene ricambiato. A stroncare le speranze dei due giovani è la notizia che il re di Francia ha concesso la mano di Elisabetta al padre. Don Carlos confida il suo dispiacere al suo amico Rodrigo, convincendolo a scappare nelle Fiandre e di far recapitare un messaggio per Elisabetta, ormai sposa di Filippo. Carlos cerca di riconquistare Elisabetta, ma la giovane, rimane fedele al giuramento. Filippo sospetta dei sentimenti di Elisabetta per Carlos e manifesta a Rodrigo la propria gelosia. Intanto Don Carlos e Rodrigo, vengono condannati come eretici per aver levato proteste contro l’Inquisizione… La trama avvincente come tutte le opere di Verdi avrà un finale diverso rispetto alla classica.

Per primo ha parlato Del Monaco, il quale ha spiegato che lo spettacolo è stato una co-produzione di più teatri, circa l’80% dei teatri spagnoli. L’idea sviluppata insieme allo scenografo Carlo Centolavigna, è un’idea prima tecnica, perché non tutti i teatri sono uguali e quindi hanno dovuto sviluppare un concetto che andasse bene per tutti i teatri, una scenografia elastica. Il secondo punto sul quale si è soffermato Del Monaco è l’importanza storica dello spettacolo, <<L’albero non va abbattuto, ma potato>>, con questa frase il registe vuole sottolineare come la tradizione non vada distrutta, ma al massimo rinnovata. Inoltre ha illustrato due modi per rappresentare lo spettacolo: seguendo il filo storico oppure seguendo la “leggenda nera”. La scelta finale è stata la rappresentazione della “leggenda”, giudicata più consona a una rappresentazione teatrale.

Successivamente ha preso la parola il grande maestro Zubin Mehta, il quale ha brevemente illustrato il suo punto di vista sul teatro Fiorentino, sostenendo come il palcoscenico del teatro dell’Opera a scatola chiusa sia più acustico e aiuta gli attori. L’orchestra diretta da Mehta conosce questo spettacolo molto bene, essendo la terza volta che viene eseguito, precisando come questa sia la prima volta che lo spettacolo si sviluppa in 4 atti, e non in 5 come solito.

Per concludere ha preso parola Giovanni Vitali, che ha presentato il convegno sul Don Carlos, che si terrà in più città, in 14 relazioni in 2 giornate. Verranno approfonditi vari argomenti storici inerenti allo spettacolo con l’ausilio di alcuni studiosi famosi come Franco Cardini, al quale sono stati chiesto approfondimenti sulla leggenda nera e sull’inquisizione. Inoltre si terrà un relazione su dei reperti trovati in un baule, contenente bozze originali di Verdi tra cui quella del Don Carlos.

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