Valeria Fedeli, parlamentare, ex ministro della Pubblica Istruzione.

Onorevole Fedeli, Cosa ha significato per lei l’esperienza di Ministro della Pubblica Istruzione?

È stata un’esperienza molto importante e di grande responsabilità che spero di aver esercitato nel migliore dei modi possibili in una fase complicata. Per me è stato importante inoltre rilanciare la funzione dell’istruzione, dell’educazione e della formazione lungo tutto l’arco della vita come tema centrale per l’insieme del paese. Infatti ho combattuto per rimettere in moto dei finaziamenti finanziamenti,  la qualità della formazione professionale dei docenti e molto diritto allo studio. Credo inoltre che il diritto all’istruzione sia il diritto fondamentale per ogni ragazza e ragazzo, indipendentemente dadove nasce, in quale tipo di famiglia e in quale tipo di contesto socio-economico. Ho lavorato per questo e per Didacta che ho cercato in tutti modi, e infine ci sono riuscita, a portare in Italia l’anno scorso. Sono contenta che questa esperienza prosegua anche quest’anno, mi auguro che rispetto al progetto che avevo avviato l’anno scorso qui a Firenze, prosegua nei prossimi anni al fine di far diventare Didacta, sempre qui a Firenze, il punto di incontro dell’innovazione, della qualità educativa e didattica di tutti paesi del Mediterraneo. Perché Didacta è nata in Germania ma l’accordo realizzato lo scorso anno aveva anche questo presupposto;  quello di far diventare l’Italia il punto di estensione di una esperienza molto qualificante. 

Abbiamo l’impressione che spesso da parte dei media, spesso la scuola e i giovani siano trattati male, lei cosa ne pensa?

Più che trattati male, a mio parere, sono stati pressoché ignorati, ignorata la funzione  fondamentale  dell’istruzione, della formazione e soprattutto delle giovani generazioni per l’insieme della società nel suo complesso. Anche perché non si comprende che se non si punta tutto sulle nuove generazioni, non si crea l’oggi in prospettiva del futuro, e il futuro si basa sulla capacità di apprendere ed essere formati. È sbagliato dal mio punto di vista dire che i giovani sono il futuro, i giovani sono già il nostro oggi ed è per questo che dobbiamo impegnarci per loro.

Domenico Petruzzo, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana.

Direttore Petruzzo, quanto ci è voluto per organizzare l’intera fiera e gestire così tante persone?

Come sapete, questo è il secondo anno di questa fiera, il Comune di Firenze aveva già avuto esperienze in Germania, naturalmente noi l’abbiamo molto migliorata dalla prima edizione perché gli abbiamo dato non soltanto una connotazione commerciale, ma anche culturale;  quest’anno non solo abbiamo raddoppiato gli afflussi, ma abbiamo avuto un incremento di proposte formative e culturali. Questo ci fa capire due cose: la prima è che c’è un grande bisogno di confrontarsi e di esporre quello che le scuole sanno fare, la seconda è che c’è molto interesse nel mondo per quello che è la scuola vera oggi in Italia.

Cosa ha portato a scegliere la città di Firenze dalla precedente Germania?

Ci sono un motivo occasionale e uno profondo. Quello occasionale è il fatto che la professoressa Paola Concia, la quale era l’assessore al Comune di Firenze e che ha lavorato presso la Camera di Commercio tedesca, ha viaggiato e ha fatto conoscere queste iniziative. Il motivo vero e proprio è che Firenze è una società molto accogliente e sempre molto sensibile alle proposte culturali di grande rilievo, che non ha paura di sfidare gli eventi e che non teme le difficoltà nell’organizzazione.

Intervista al Teatro della Toscana

Quali sono i vostri obiettivi all’interno di questa fiera?

È la seconda volta che partecipiamo a Didacta, il primo obiettivo è quello di diffondere i vari progetti che facciamo con l’alternanza scuola-lavoro in tutti settori del teatro. L’alternanza scuola-lavoro per noi significa accogliere moltissimi ragazzi e farli entrare in stretto contatto con tutto l’organigramma e tutti i gruppi di lavoro di nostra competenza, in collaborazione con il Museo degli Uffizi (progetto Communicating Art) che si occupa di comunicazione archivio e biblioteca. È un impegno molto grande per il teatro della Toscana, ma siccome crediamo che questo, sia un modo per formare nuove generazioni, abbiamo aderito subito, fin dal 2015, quindi fin da quando il decreto-legge è uscito.  Poi ovviamente la vetrina importante per gli spettacoli perché a Didacta partecipano insegnanti, ma anche professionisti in tutti settori, che quindi sono anche il pubblico degli spettacoli serali. Abbiamo una serie di attività didattiche per le scuole primarie e le visite guidate nel nostro museo. Per la prima volta abbiamo delle matinée in collaborazione con il teatro di Rifredi e con il teatro studio di Scandicci le quali stanno andando benissimo quindi per un pubblico scolastico.

Oltre il pubblico scolastico, avete qualche progetto per i giovani in generale?

Abbiamo vari tipi di incentivi ad esempio la carta dello studente che comprende degli sconti specifici per gli under 26. Inoltre per la prima volta non sono i giovani, e gli spettatori in generale a muoversi verso il centro per vedere gli spettacoli, ma spesso è dal centro che si muovono ad esempio verso  Scandicci, grazie soprattutto alla tramvia per vedere spettacoli e rappresentazioni più particolari e contemporanee come quelle del teatro Mila Pieralli.