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Pace come somma di atteggiamenti, pace e giustizia. Queste le parole pronunciate dal Vicepresidente del parlamento europeo, On.David Sassoli il giorno 8 maggio presso l’Auditorium Folco Portinari. Il tema dell’incontro spazia su numerosi, possibili argomenti, aventi come cardine il concetto fondamentale di pace. L’iniziativa – dal titolo L’Europa e la pace – è stata organizzata dall’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana e dalla Fondazione Giovanni Paolo II, rivolta ai docenti e agli studenti toscani.

Gli elementi, ha dichiarato il Vicepresidente, capaci di mettere in crisi una condizione pacifica sono gli squilibri, l’assenza di giustizia e gli interessi.

Parlando di Europa si parla di settant’anni di pace, ma anche di questi tre aspetti che prima ancora avevano “ballato” molto, consentendo a paesi e nazioni di procedere in senso contrario e di aprire fra loro fortissimi conflitti. L’idea di pace europea risale al 1500, dal pensiero di due intellettuali. Il primo, Mercurino Arborio di Gattinara, vedeva l’Europa futura come un’Europa dei popoli, il secondo, Sebastiano Ferrero, la vedeva invece come un’Europa di nazioni.

Dopo i due grandi conflitti mondiali, continua Sassoli, bisognava essere in grado di tenere in equilibrio squilibri, giustizia e interessi, cosa all’inizio molto difficile, visti gli strascichi che le guerre si trascinarono dietro.

Il Vicepresidente invita poi a riflettere sulla ricchezza culturale di ogni singola nazione europea, che tutte insieme, differiscono dagli Stati Uniti proprio perché questi ultimi rappresentano invece una Confederazione.

Con la nascita dell’Unione Europea si ha la nascita anche di un importante quadro di riferimento istituzionale. Le istituzioni, condivise, sono la definizione di regole e di una casa in cui tutti possono ritrovarsi.

L’Europa, anche nelle stesse cartine geografiche, era al centro del mondo ma ora probabilmente il suo posto non sarebbe più quello. Dal 21 % della popolazione mondiale siamo diventati l’otto.

In seguito il Vicepresidente prosegue parlando di alcune delle differenze che si possono riscontrare tra il mondo odierno e quello di vent’anni come ad esempio le barriere abbattute dalle comunicazioni, l’unificazione avvenuta grazie alle tecnologie e alla riduzione della diversità tra le varie culture facendo particolarmente riferimento alla velocità con cui tali fenomeni si diffondono su tutto il globo.

Un esempio? Il quasi immediato crollo della borsa di Milano in seguito all’elevazione di dazi in Cina.

Il discorso continua poi con un paragone tra l’Europa dei Fondatori e quella del futuro che vede la propria nascita in un periodo bisognoso di unità , il proprio sviluppo lontano dal resto del mondo e il presente quasi all’oscuro dei grandi cambiamenti “esterni” e sfocia in una domanda interessante ovvero L’Europa sarà ancora utile nel futuro?

A questo il dottor Sassoli risponde affermando che l’unione permette la presenza di regole al fine di una convivenza pacifica tra paesi membri e non e che un comportamento egoistico o di superiorità da parte di chiunque porterebbe soltanto a conflitti concludendo con un ulteriore invito rivolto a tutti, presenti e non: ovvero quello di guardare il mondo con gli occhi degli altri. Infatti molti fuori dall’Europa non sono abituati al nostro stile di vita e politica e tendono a guardarci con grande ammirazione; e di questo dovremmo servirciu per dare un contributo, non per chiuderci in noi stessi, non per creare conflitti ma per portare e diffondere la pace.