Finalmente i monopattini elettrici a noleggio arrivano in Italia, più precisamente a Milano. Il loro “sbarco” è stato previsto per settembre, ma l’esperta della mobilità urbana Patrizia Malgieri, ha deciso di mettere a regola questi mezzi prima di poterli lasciare a disposizione degli abitanti della città. Come ha infatti raccontato, nel capoluogo lombardo sono arrivati molto più tardi questi mezzi di trasporto rispetto ad alcune città europee. Ma il loro ritardo permetterà di metterli in regola, dato che nelle altre città europee questi non lo sono. Sono stati già decisi alcuni limiti, come quello della velocità, che tra i passanti, nel caso in cui il mezzo dovesse essere utilizzato in luoghi pubblici come piazze e vie pedonali, sarà di 6 km/h rispetto alla velocità massima che può superare i 30 km/h. Non è stato neanche deciso dove potranno circolare, ma si pensa che il loro utilizzo verrà vietato tra le strade per evitare possibili incidenti in quanto chi li userà non disporrà di protezioni. Quindi resta da pensare che potranno circolare nei luoghi pubblici a velocità consentita e sulle piste ciclabili, anche se quest’ultime a Milano sono poche e strette. Dovrà inoltre essere stabilito un numero massimo di monopattini disponibili, per evitare che nella città si diffonda il caos. Verranno anche definiti alcuni luoghi dove questi mezzi potranno essere parcheggiati, evitando così di disperderli in piazze e strade, cosa che renderebbe difficile la circolazione pedonale, come successe con l’arrivo delle biciclette a noleggio.


Questi monopattini porteranno alla riduzione anche dell’inquinamento, ma è tutto vero?


Secondo alcune ricerche effettuate dall’Università della Carolina del nord, questi mezzi porterebbero a una riduzione dei consumi in quantità minime per diversi motivi: in ogni caso i Monopattini sono costruiti con materiali che a lungo andare si consumano e si logorano e il doverli sostituire dopo alcuni anni provocherebbe un aumento dei consumi per la produzione. Si pensa infatti che se fossero creati utilizzando materiali molto più resistenti, potrebbero realmente portare a una diminuzione importante dei consumi (dalla creazione, all’utilizzo e infine allo smaltimento). Un altro dei motivi, è il fatto che il trasporto e la distribuzione di questi mezzi impiega molto tempo in base alla provenienza e di conseguenza provoca molto inquinamento, per non parlare poi della continua ricarica nelle apposite postazioni.
Attendiamo quindi settembre per ulteriori sviluppi.