L’allestimento presentato alla stampa giovedì scorso.

Sarà un inizio un po’ particolare quello della stagione 2019/2020 del Maggio Musicale Fiorentino. Il 12, il 16 e il 23 ottobre alle ore 19:00 e il 20 ottobre alle ore 15:30 verrà infatti rappresentata per la prima volta su un palcoscenico italiano l’opera Fernando Cortez, nella sua versione originale del 1809 con: la regia di Cecilia Ligorio, l’orchestra diretta dal maestro Jean-Luc Tingaud, la partecipazione del corpo di ballo della Compagnia Nuovo BallettO di ToscanA  e del  coro del Maggio Musicale Fiorentino. L’opera fu commissionata al musicista Gaspare Spontini (1774-1851) da Napoleone Bonaparte in persona in occasione della sua campagna militare in Spagna.

Fernando verrà infatti descritto nell’opera come un uomo saggio e magnanimo, preoccupato unicamente di liberare il popolo messicano dalla schiavitù della superstiziosa religione indigena, insomma la figura perfetta per portare gloria all’imperatore facendolo apparire come il rappresentante dei valori civili e liberali per eccellenza. La spedizione in Spagna non seguì esattamente il lieto fine dell’opera che smise così di essere rappresentata. Nel 1817 ne venne poi proposta una nuova versione con differenze sostanziali da quella del 1809. La seconda versione trovò delle condizioni decisamente migliori della prima e ottenne così molto più successo. Oggi è però possibile offrire una seconda possibilità all’opera “originale”. Quest’ultima sarà in grado di superare la “sorella minore” ? La risposta, qualunque essa sia, verrà data il 12 ottobre durante la prima.

“ Come titolo inaugurale della stagione 2019/2020  abbiamo deciso di affrontare un’opera che fosse una proposta non solo per Firenze, ma anche in senso molto più ampio, abbiamo così accolto la sfida di rappresentare questa versione del Fernando Cortez per la prima volta in assoluto in tempi moderni”- è così, spiega il direttore artistico del maggio Pierangelo Conte nella conferenza stampa di giovedì scorso, che è stata presa la decisione di rappresentare un’opera tanto insolita quanto interessante. Grazie all’aiuto di Federico Agostinelli, curatore dell’edizione critica, è stato possibile risalire ad un ulteriore libretto, antecedente alla “prima” dell’opera stessa, contenente varie parti non presenti nella stampa ufficiale della versione del 1809 (questo per via della continua revisione che Spontini apportava alle sue produzioni) che sono state quindi reinserite nel nuovo libretto.

“Una grande avventura”, così la regista Cecilia Ligorio definisce il percorso che ha intrapreso insieme al suo team nella realizzazione di quest’impresa. Parlando poi del protagonista aggiunge: “Cortez è un conquistatore un po’anomalo, lui parte infatti per il Messico non per prendere l’oro e scappare via, bensì per diventare l’imperatore di un nuovo mondo, di qui l’analogia con la figura visionaria, pazza e stravolgente di napoleone. Cortez e Napoleone sono due personaggi che scrivono, fanno e modificano la storia del loro tempo e dell’umanità.” Questo non significa, sottolinea la regista, che siano sempre e comunque personaggi “positivi”; il tempo fa scolorire i miti ed emergere aspetti ben più inquietanti e anche lo spettacolo cercherà di farli emergere come in chiaroscuro.

Il discorso viene ripreso dal maestro Jean-Luc Tingaud, che parla del Fernand Cortez come di un mito per la musica francese, un collegamento tra Italia e Francia. Le note dei transalpini sono state spesso influenzate da musicisti come Cherubini e lo stesso Spontini. La partitura della prima versione dell’opera ha subito pochissime modifiche così da rimanere presente il gusto del passato che delizierà certamente il pubblico.  “Provando con i cantanti, con il coro del Maggio Musicale, abbiamo capito come quest’opera sia davvero moderna” continua Tingaud. Lo spettacolo assume un colore insolito per la presenza di danze, coreografie che fanno da trait d’union all’intera rappresentazione facendo capolino alla fine di ogni atto. Protagonisti 16 danzatori  del Nuovo BallettO di ToscanA.

La parola passa al coreografo Alessio Maria Romano, che racconta come non ci sia nessun precedente, nessuna traccia coreografica del balletto del Fernand Cortez, che si sono impegnati a ricreare senza conoscere le danze azteche, cambiate e rivoluzionate dall’arrivo dei gesuiti. Nel momento in cui finisce il canto ma continua la musica arriva l’introduzione al simbolico. La danza, il ballo, che accompagnano gli incontri tra Cortez e Amazily, sorella del parente del re Montezuma, vogliono assumere i contorni di un incontro tra natura maschile e femminile ma soprattutto un incontro tra due culture completamente diverse. Nel terzo atto troviamo le danze barbare, simbolo di una natura tremenda. La musica e i passi diventano un vero e proprio linguaggio che vale più di mille parole.


Regia: Cecilia Ligorio Maestro concertatore e direttore: Jean-Luc Tingaud
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del Coro: Lorenzo Fratini
Compagnia Nuovo BallettO di ToscanA
Coreografia: Alessio Maria Romano

Personaggi:
Fernand CortezDario Schmunck TélascoLuca LombardoAlvarDavid Ferri DuràLe Grand Prêtre des MexicainsAndré CourvilleMoralezGianluca Margheri
Un Officier EspagnolLisandro GuinisDeux Prisonniers EspagnolsDavide CiarrocchiNicolò Ayroldi/Luca TamaniMassimo Naccarato (16, 23) – Un Officier MexicainLeonardo Melani
Un MarinDavide SiegaAmazilyAlexia VoulgaridouDeux femmes de la Suite d’Amazily:Silvia CapraDelia Palmieri

Scene: Massimo Checchetto e Alessia Colosso
Costumi: Vera Pierantoni Giua
Luci: Maria Domènech Gimenez