Per ovvi motivi, durante l’emergenza covid-19 i cinema sono stati subito chiusi. Ma quando riapriranno? Riusciremo a godere degli spettacoli come una volta?

Per motivi di sicurezza, già si può immaginare quanto possa essere difficile per i cinema tornare alla normalità. “Innanzitutto prima di possibili riaperture, dobbiamo poter accedere ai nostri uffici per riattivare servizi, pianificare le prove, riavviare l’attività produttiva necessaria all’esecuzione e anche alla proiezione” , spiega il presidente dell’Associazione generale dello spettacolo (Agis) Carlo Fontana. Il problema della ripartenza si ripartisce tra il teatro vero e proprio e il cinema. Per quanto riguarda quest’ultimo, esso risulterebbe molto più gestibile, poiché si potrebbero organizzare le multisale in modo da garantire la sicurezza del pubblico, moderando la quantità di spettatori per ogni schermo.

Per il teatro la faccenda si complica: gli spettacoli al chiuso necessiteranno di una ripresa graduale, mentre quelli all’esterno risulteranno più fattibili. Ma anche se venissero messi in scena gli spettacoli, sorgerebbero altri problemi, come la sostenibilità economica stessa, basata sulla presenza degli spettatori, anch’essa limitata.

Perciò, nonostante la riapertura per cinema e teatri sia fissata per il 15 Giugno, la questione risulta ancora non completamente risolta. Ma nel frattempo ci pensa il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini a stanziare 120 milioni di euro per rimettere in carreggiata la filiera cinematografica. Questi fondi sono però un ulteriore utilizzo del Fondo emergenza cinema e spettacolo istituito con il dl Cura Italia con una dotazione di 130 milioni di euro e elevato dal dl Rilancio a 245 milioni di euro. Parlando invece di fatti più concreti, le norme per la riapertura sono chiare al riguardo: 200 spettatori massimi al chiuso e 1000 all’aperto col rispetto del metro di distanza, eccetto nuclei familiari e conviventi. Verrà inoltre tenuto un registro delle presenze per i successivi 14 giorni e si potrà misurare la temperatura agli spettatori prima di entrare in sala. Ovviamente la mascherina dovrà essere indossata, sia dal personale che dagli spettatori, e , specialmente per il settore teatro, vi saranno maggiori accorgimenti. Ad esempio, gli oggetti di scena dovranno essere manipolati dagli attori muniti di guanti e i costumi di scena dovranno essere individuali. Per concludere, vi saranno norme destinate a tutelare specifiche discipline e prove generali, come quelle teatrali e di danza. Un’altra nota dolente resta indubbiamente quella dell’esclusione della funzione del riciclo dell’aria, se possibile tecnicamente. Di conseguenza verranno potenziate le funzioni di riciclo naturale dell’aria.

Ma in mezzo a tutte queste problematiche emerge un bagliore di speranza che ci riporta indietro nel tempo: il cinema drive-in. Quest’ultimo divenne molto popolare tra i giovani degli anni cinquanta e consisteva nella visione di un film su un grande schermo in un spazio ampio come quello dei parcheggi, direttamente nel comfort della propria auto. Dopo un salto temporale di settant’anni, il cinema drive-in torna nel presente, cominciando con una prima apertura in estate, tra giugno e luglio, nella Roma capitale. Ma anche su questo fronte bisognerà aspettare per delle direttive più chiare da parte del governo, specialmente riguardo norme di distanziamento e di sistemi antincendio. Ma sappiamo con certezza che ci si potrà recare al drive in con la propria vettura, che si potrà fare il biglietto online, che si parcheggerà a distanza dagli altri veicoli, e infine che gli esercenti daranno un autoparlante wi-fi per sentire l’audio, con un limite però di massimo 150 auto.

Ma anche Bologna si sta animando per poter offrire ai suoi cittadini un po’ di svago da questa situazione: torna la manifestazione “sotto le stelle del cinema”. La Cineteca di Bologna sta già lavorando per poter garantire 50 serate , comprese tra luglio e settembre, di film presso Piazza Maggiore, anche se le norme saranno definite nel dettaglio a breve. Insieme a questo festival, vi sarà anche il festival “ Il cinema ritrovato”, che si svolgerà a fine agosto.

Parlando invece dell’industria cinematografica,anche qui sorgono i problemi. La maggior parte dei film usciti poco prima della quarantena sono stati resi subito disponibili in streaming, ma questo a danno delle sale stesse . Un esempio preoccupante ne è il fenomeno di “Trolls”, film che ha visto un incasso di 100 milioni di dollari in sole 3 settimane, grazie alla sola distribuzione digitale e che ha portato ad un duro scontro la Universal contro i responsabili di Amc Theatres, la più grande catena di multisala cinematografica al mondo.

Un altro annuncio preoccupante è quello fatto da Hollywood per la prossima edizione degli Oscar: per aver accesso alle candidature non sarà più necessario il requisito di uscita nelle sale. L’Accademy ha però dichiarato che questo fatto sarebbe solo un’eccezione per l’edizione 2020/2021.

Nemmeno il covid-19 è riuscito a fermare l’industria cinematografica, che si adopera per riuscire a ricostruire in fretta ciò che il virus stesso ha distrutto, portando un po’ di speranza e di normalità durante questo periodo difficile, e pregando che molto presto gli spettatori possano tornare a godersi i film, senza tutte queste opprimenti norme.

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