Camilla Canepa aveva 18 anni, doveva ottenere il diploma di maturità questo giugno, e nel prossimo anno si era prefissata, dopo un periodo di stop dovuto alla pandemia, di riprendere a giocare a pallavolo la sua grande passione. I suoi sogni sono però stati infranti dopo la somministrazione della prima dose del vaccino AstraZeneca che avrebbe procurato, in combinazione con farmaci estroprogenistici, la manifestazione di una trombosi al cervello che ha decretato il suo decesso 16 giorni dopo averlo ricevuto.

La procura ha dunque aperto una indagine del caso riguardante la giovane a 360°; la ragazza infatti, secondo le documentazioni mediche già ritirate, sembrava essere affetta da piastrinopenia, una malattia autoimmune che causa una drastica riduzione del numero di piastrine in circolazione nell’organismo.

Il fatto di sapere che la ragazza fosse legata o meno a questa malattia è per questo caso estremamente importante e determinante al fine della sua risoluzione.  È infatti stato stabilito dalle disposizioni governative che a soggetti affetti da malattie autoimmuni non sia somministrato il vaccino AstraZeneca, a causa dei casi di decessi precedentemente registrati; Non sappiamo però se Camilla avesse o meno dichiarato di soffrire di questa patologia rispondendo alle domande presentate nella puntigliosa scheda anamnestica da compilare obbligatoriamente prima di sottoporsi a qualsiasi vaccino. Insieme a questo dubbio sorge anche il timore che Camilla non fosse a conoscenza dei suoi risultati clinici e che avesse “omesso in buona fede” di nominare la suddetta malattia.  Le cartelle cliniche prelevate presso l’ospedale di Lavagna e al Policlinico San Martino di Genova parlerebbero inoltre di una sottoposizione a farmaci di base estrogeni spesso associati alla cura di tale malattia, e rafforzerebbero la concretezza di questa ipotesi.

Come sappiamo Camilla è poi stata in cura da un ginecologo che le ha somministrato l’assunzione di diversi farmaci ormonali, circa 5 giorni dopo aver fatto la vaccinazione AstraZeneca, e sembrerebbe però essere stato tenuto all’oscuro riguardo alla ricevuta dose del vaccino da parte della ragazza. Cinque giorni dopo la ragazza ha iniziato ad avvertire forti mal di testa, ma al risultato della Tac svolta in ospedale sembra essere tutto nella norma e perciò viene rimandata a casa. Il 5 giugno Camilla è stata ricoverata nuovamente, e una seconda Tac rivela una trombosi al cervello. Trasferita e operata all’ospedale di San Martino, muore giovedì 10 giugno.

L’autopsia ha confermato il decesso per emorragia cerebrale, e i pm hanno già richiesto che vengano condotti esami istologici per confermarne la causa. I pubblici ministeri Francesca Rombolà e Stefano Puppo insieme all’aggiunto Francesco Pinto hanno infine chiesto che sia chiarita la questione della malattia autoimmune, se i medici vaccinatori che la hanno accolta all’Open Day abiano raccolto correttamente le informazioni cliniche della giovane, se sia stato corretto somministrare dei farmaci ormonali dopo il vaccino e infine se ci siano state delle omissioni da parte dei medici dell’ospedale che potrebbero non aver riconosciuto dai primi esami la trombosi che ha causato la morte di Camilla.

Oggi 16 giugno si svolgeranno poi i funerali; la sindaca di Genova, Valentina Ghio, ha già richiesto che sia onorato un minuto di silenzio alle 12.00 per ricordare Camilla e portare cordoglio alla famiglia e a tutti coloro che le erano legati.

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