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I giochi sono finiti: cosa ci resterà delle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang?


Dal 9 al 25 Febbraio, nella cittadina di Pyeongchang (in Corea del Sud) si è svolta la ventitreesima edizione dei giochi olimpici invernali. Le Olimpiadi sono un evento veramente speciale, che porta alla ribalta sport considerati minori e atleti che si allenano duramente per 4 anni solo per arrivare a questo appuntamento, che trascende lo sport e allo stesso tempo ne rappresenta l’essenza stessa.

Questa edizione in particolar modo è stata molto significativa anche per motivi politici, visto che nella cerimonia di apertura le due Coree hanno sfilato insieme, sotto un’unica bandiera, e hanno proclamato la volontà di riunirsi e riappacificarsi. Nell’Hockey su ghiaccio femminile è stata creata persino una nazionale “mista”, e poco importa se hanno perso tutte le partite e sono arrivate ultime nel torneo, tanto che c’è chi vorrebbe candidarle al nobel per la pace.

Per le prestazioni sportive, però, la regina delle Olimpiadi non può che essere Ester Ledecka, 22enne nata a Praga che ha vinto la medaglia d’oro sia nel gigante parallelo di snowboard che, incredibilmente, anche nel supergigante di sci alpino. È stato un risultato così inaspettato che quando è arrivata al traguardo è rimasta incredula, e continuava a scuotere la testa pensando che ci fosse stato un errore tecnico. E invece no, aveva vinto proprio lei. L’ultima volta che uno stesso atleta vinse due ori in due sport diversi nella stessa edizione dei giochi olimpici invernali era il 1928, e lo sport era un’altra cosa rispetto ai nostri tempi.

Impossibile poi non citare anche Marit Bjørgen, che ha permesso alla Norvegia di vincere il medagliere all’ultima gara e, alla veneranda età di 37 anni, è stata la dominatrice dello Sci di Fondo, conquistando ben 3 ori, ed è diventata l’atleta più vincente della storia delle Olimpiadi Invernali, con 15 medaglie di cui 8 ori. Per lei parlano i numeri.

L’Italia ha raggiunto l’obiettivo dichiarato, conquistando 10 medaglie e raggiungendo dunque la doppia cifra nel medagliere, in cui ci siamo piazzati in dodicesima posizione. Le previsioni credevano che la nostra nazionale potesse conquistare qualche medaglia in più, e qualche delusione non è mancata, però c’è  stato un notevole miglioramento rispetto alle Olimpiadi di 4 anni fa, dove le medaglie erano state 8 e neanche un oro, contro i 3 ori di quest’anno. Importantissima in tal senso è stata Arianna Fontana, portabandiera italiana alla cerimonia d’apertura, ma anche in pista, dove ha realizzato un en-plein nello Short Track (oro e bronzo nelle gare individuali, argento con la staffetta) e ha coronato un’intera carriera, battendo le coreane a casa loro, nello sport in cui eccellono. È stata velocissima in tutte le gare e sicuramente le sue prestazioni resteranno incastonate nella storia dello sport italiano.

Velocità. Questo fattore può accumunare la Fontana con le altre due ragazze che hanno vinto l’oro: Michela Moioli nello Snowboard Cross e Sofia Goggia nella discesa libera. Entrambe bergamasche, si allenano tutti i giorni insieme e condividevano lo stesso sogno: vincere le Olimpiadi. Come dicevamo, nei loro sport vince chi è più veloce, chi fa segnare il miglior tempo o chi arriva prima al traguardo, e nessuna delle tre vittorie è stata casuale. Le azzurre hanno dominato: la Goggia ha battuto delle leggende viventi come Lindsey Vonn e ha fatto una prestazione monstre, la Fontana è stata prima dall’inizio alla fine, la Moioli ha vinto con un vantaggio enorme su tutte le avversarie. Lo sport italiano, spesso bistrattato, deve ripartire dall’esempio di queste tre ragazze.

Questi giochi hanno consegnato anche altri atleti all’olimpo dello sport, come Federico Pellegrino, che ha vinto un argento in una specialità che non è la sua, o il povero Nicola Tumolero, che dopo aver vinto il bronzo è stato falciato da un compagno di squadra e si è operato al tendine. Ma in realtà tutti gli atleti che partecipano ai giochi hanno già vinto. Il bello delle Olimpiadi è che qui vediamo la parte più pura dello sport, quella degli atleti, di coloro che fin da piccoli hanno una passione immensa, che li porta a compiere fatica, sforzi, sacrifici, ogni giorno. Tutto per un obiettivo, un sogno. E ogni tanto, alle Olimpiadi, i sogni si avverano.

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