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Le interviste del Leo 10. DARIO NARDELLA, sindaco di Firenze: come io vedo la città.

Dario Nardella nasce nel 1975 a Torre del Greco (Napoli), ma a soli 14 anni si trasferisce a Firenze. Qui grazie alla sua passione per la musica si diploma in violino al conservatorio “Cherubini”, per poi laurearsi in giurisprudenza all’Università degli Studi fiorentina. Nel 2004 entra nel Consiglio Comunale fiorentino fra i democratici di sinistra e nuovamente nel 2009 come vicesindaco della squadra di Matteo Renzi, di cui diventerà uno dei collaboratori più fidati. Nel 2012 è candidato alla Camera dei Deputati nella Circoscrizione Toscana, risultandone poi eletto. Nel 2014 viene nuovamente scelto come vicesindaco da Renzi, appena diventato Presidente Del Consiglio dei ministri. Si candida alle primarie del PD come candidato sindaco, vincendole con l’82% dei voti, diventando poi sindaco di Firenze il 25 maggio 2014 con il 59,15% di voti. Qui a Firenze adesso Nardella ha moglie e tre figli, e il suo rapporto con la città sembra più che ottimo.

Si parla spesso di lontananza e disinteresse dei giovani alla vita politica. Lei ha iniziato presto invece a far politica, quindi pensa che sia un luogo comune o condivide questa impressione?

Non ho mai creduto che i giovani di oggi siano più apatici e disinteressati a ciò che succede nel mondo o nella loro città, penso invece che i ragazzi seguano ciò che è interessante. Probabilmente ora la politica non è più stimolante come quando ho iniziato io, studente di un Liceo Scientifico, per il quale mi ero anche candidato come rappresentante di istituto. Quindi non bisogna puntare il dito contro i giovani ma bisogna semmai chiedersi quale politica può interessare ai ragazzi e se ci sono temi avvincenti e coinvolgenti per loro, per non poter più dire che la politica non li affascina.

Lei adesso è Sindaco di Firenze, questo per lei che significato ha?

Personalmente è un grande onore e una grande responsabilità: io vivo il mio ruolo con un sentimento di gratitudine e cerco di svolgere questo ruolo con l’obiettivo di restituire a Firenze tutto ciò che lei ha dato a me.

Penso al fatto che qui a Firenze sono cresciuto, ho costruito la mia famiglia, sono nati i miei figli, ho studiato, ho lavorato all’università e ho conosciuto la passione per la politica. In qualche modo devo tutto a Firenze, mi sento fortunato sotto tutti i punti di vista ed ogni giorno che mi alzo e mi metto a lavorare su tanti progetti e dossier e lo faccio con tutte le energie possibili per dire grazie a Firenze. Credo che il giusto atteggiamento di un sindaco verso la propria comunità sia proprio quello di servirla; come direbbero in Inghilterra un “civil servant”, una persona che concepisce la propria attività come un servizio alla città e ai cittadini e dunque non come un lavoro a vita ma come un’esperienza temporanea ma molto intensa di contributo alla crescita sociale, culturale, civile ed economica della propria città.

 

I giovani spesso parlano di una città vecchia, sia nelle zone circostanti sia nel centro storico.

Dando uno sguardo a ciò, siamo al capolinea della nostra Tramvia ? Nuovi progetti stanno prendendo forma?

Considerando il dato anagrafico Firenze è una città vecchia: è una città dove vi è la più alta aspettativa di vita d’ Italia – e tra le più alte nel mondo-  e questo sicuramente è un dato positivo che sta a significare che a Firenze si vive bene, e che i servizi sociali e sanitari sono abbastanza adeguati. Però si nasconde un risvolto negativo, nel senso che Firenze è una città con un forte divario anagrafico, l’anno scorso gli ultra- sessantenni hanno doppiato gli under 14. Come rispondere a questo dato? Come prima cosa favorendo la natalità con delle iniziative molto concrete, noi stiamo lavorando in questi giorni un piano di sostegno per le giovani coppie che decidono di intraprendere una vita assieme, come avere un supporto economico per una casa ad esempio, che è la prima grande esigenza che ha chiunque voglia costruire un progetto di vita autonoma. Questo può dare anche più fiducia ai giovani nell’avere figli, che è un tema cruciale in Italia dove il livello di natalità è di 1,3 a coppia quindi un valore molto basso. Tornando ai giovani che sono in età adolescenziale o comunque minorenni: vi sono altri aspetti che meritano attenzione, come tempo libero, cultura, il rapporto scuola e lavoro e la vivibilità della città. In questi anni Firenze sta cambiando molto e si sta aprendo molto alle nuove generazioni: ad esempio con l’attenzione all’arte contemporanea i cui messaggi e linguaggi sono più comprensibili ai giovani, meno alle persone più mature; o con le manifestazioni legate al tempo libero. Quest’anno la terza edizione del Firenze Rocks si è aperta con un gruppo rock straordinario i “Foo Fighter” molto amato anche dai teenagers. Penso anche ai tanti eventi dell’estate fiorentina che non sono solo dedicati agli adulti ma anche per i ragazzi che vogliono scoprire nuovi luoghi della città come le rive dell’Arno o le piazze della periferia. Quindi se devo chiedermi se Firenze sia più o meno viva e moderna di 10 anni fa, è giusto dire che la strada è quella buona, di una città più vivibile e moderna. La modernità passa anche attraverso il modo di muoversi, noi in questi anni abbiamo scommesso molto in un nuovo progetto di mobilità. I ragazzi di oggi sempre meno sognano di comprarsi l’automobile a 18 anni, preferiscono potersi muovere con flessibilità, libertà e sicurezza, in una Città smart, che passa anche attraverso il bike sharing e il car sharing per i maggiorenni, e anche attraverso la tramvia. In quanto a questa siamo ormai in direzione d’ arrivo stiamo completando tutta la linea 3 e a seguito la linea 2. L’ obbiettivo è che siano pronte entro l’inizio del nuovo anno scolastico, in modo che gli studenti fiorentini possano avere un’alternativa valida al motorino, alla bicicletta o all’automobile. La tramvia è molto economica, puntuale ed ecologica. Si conta di abbattere 62 000 tonnellate di CO2 all’ anno e di eliminare 14 000 veicoli privati, il che significa avere una città più vivibile e più “green”. Tra le iniziative che stiamo studiando c’è quella di offrire la tramvia gratis per la prima settimana di funzionamento per familiarizzare subito con questo mezzo. Replicheremo per le linee 2 e 3 lo stesso orario notturno che abbiamo per la linea 1 nel fine settimana, per consentite ai ragazzi che vengono anche dagli altri comuni di arrivare e ripartire dal centro anche fino alle 2 del mattino, così da evitare il rischio di incidenti per chi magari ha bevuto un po’ di troppo o anche inquinamento e traffico la sera.

Come mai da un lato si punta ad una città più ecologica (o più green) e dall’altro fino a poco tempo fa si tentava di costruire un inceneritore, raddoppiare la pista dell’aeroporto e tentare di portare lo stadio a Novoli?

Credo che aeroporto e termovalorizzatore non peggiorino il quadro ambientale di tutta l’area metropolitana ma lo migliorino. L’aeroporto perché, secondo gli studi riduce del 90% l’impatto acustico e ambientale sulle aree più densamente popolate e da un lato è stato giudicato compatibile (da un punto di vista ambientale) dai ministeri dell’ambiente, dei beni culturali e dei trasporti, mentre dall’altro prevede numerosi interventi di compensazione. Bisogna quindi avere uno sguardo più generale sulle cose.

Per quanto riguarda l’inceneritore posso dire che non lo amo neanche io: ma odio di più le discariche, visto che si producono circa 2 310 000 tonnellate di rifiuto urbano l’anno e solo la metà di esso viene correttamente differenziato. La restante metà, per il 63% circa (714 000 tonnellate) viene nascosto sotto terra per sempre. Quindi bisogna iniziare a mettere in fila le priorità: sicuramente al primo posto c’è la raccolta differenziata cercando di arrivare entro il 2020 almeno al 70% (attualmente siamo al 51%) e sicuramente la chiusura definitiva delle discariche a livello regionale; visto anche il fatto che dove ci sono discariche spesso c’è anche criminalità organizzata. I termovalorizzatori possono essere utili in questa fase intermedia per eliminare rifiuti (che non sono stati differenziati) per produrre energia pulita; però è vero, per un lungo periodo bisognerà superare anche gli inceneritori. Invito dunque a visitare le discariche e chiedersi se è questa la soluzione che vogliamo per la nostra regione.

Per la viabilità del centro e dell’area metropolitana, si andrà a “tappare” tutte le buche con bitumi che durino nel tempo?

Non tutto spesso va per il meglio, neanche per il sindaco! Mi ero posto di mettere in atto un piano molto impegnativo per la riasfaltatura delle strade, ma purtroppo quest’anno abbiamo avuto a che fare con una delle stagioni più difficili degli ultimi vent’anni; tra piogge, ghiaccio, neve e sale è accelerato molto il decadimento del manto stradale. Ci siamo però rimboccati subito le maniche e stiamo attuando un piano in tre fasi: la prima è quella di tappare buche con bitume a freddo, la seconda è quella di asfaltare pezzi interi di strada con bitume a caldo (ovvero destinato a durare due o tre anni) e la terza fase (già partita) è quella della riasfaltatura di intere sedi stradali. Un obiettivo molto ambizioso ed equivale alla riasfaltatura di 68 km di strade e 37 km di marciapiedi. È un lavoro che andrà sempre più veloce con il miglioramento delle condizioni meteorologiche. Spero vivamente di riuscire a riasfaltare la maggior parte delle strade entro la fine dell’estate.

Abbiamo infine ideato un servizio chiamato “Chatta la buca” che permette di segnalare in tempo reale eventuali buche.

Ci sono stati inoltre alcuni casi di violenze, soprattutto notturne sia su turisti che cittadini, sono mali endemici della città o è possibile intervenire in qualche modo?

Il sindaco non ha la responsabilità dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica anche se comunque si può fare molto. Abbiamo fatto un piano in vari punti per la sicurezza pubblica: punto primo migliorare l’illuminazione delle strade e delle piazze, perché sicuramente una città più illuminata è anche una città più sicura; punto secondo l’installazione di telecamere di sorveglianza, siamo partiti da 150 telecamere e arriveremo entro il prossimo anno a 750 telecamere nel territorio comunale di Firenze, perché sicuramente servono da deterrente e inoltre come strumento di indagine per le forze dell’ordine. Come terzo punto abbiamo in programma di aumentare gli agenti di polizia municipale, il quarto e ultimo punto è sicuramente quello dell’aumentare i trasporti pubblici con più autobus e tram nelle ore notturne. Inoltre c’è un tema molto attuale per i giovani di oggi ed è sicuramente quello dell’abuso di alcol e di droghe, dato che ciò aumenta la criminalità organizzata (piccola o grande che sia): in questo ultimo anno è aumentato l’uso di cocaina ed eroina per non parlare della vendita irregolare di alcolici. La soluzione però non è sempre il proibizionismo, credo infatti che la soluzione migliore sia la consapevolezza dei giovani che si può acquisire spesso tramite il dialogo con essi. Sono infine favorevole entro certi limiti e certe regole alla legalizzazione delle droghe leggere, ma questo non deve essere uno spot elettorale bensì parte di un progetto molto più ampio che è appunto il contrasto della criminalità organizzata.

Noi del Leomagazine ci occupiamo molto del Maggio Musicale Fiorentino, c’è qualche prospettiva o qualche innovazione in arrivo?

Il Maggio ha fatto dei grossi passi avanti in questi ultimi due anni nei confronti dei giovani. Inoltre fornisce ai ragazzi che studiano musica varie iniziative sotto forma di stage.

A volte rimpiango di non aver fatto della musica il mio lavoro, sognò però un paese dove le persone possano vivere di musica e non solo per la musica, visto che un paese che fa vivere di musica i giovani è un paese civile e che può dare futuro a giovani che vogliono vivere di quest’arte straordinaria

 

 

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