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È stata ritrovata una testa di marmo tardo antica: un’altra importante scoperta archeologica nel suolo romano

La città di Roma non smette mai di riservare sorprese e testimonianze provenienti del suo passato agli archeologi, e ai romani, è stata ritrovata una testa integra di marmo nell’area circostante il Mausoleo del primo imperatore di Roma.

A circa un anno e mezzo dal ritrovamento di un ceppo pomeriale, e ad appena due mesi dalla scoperta di un mosaico pavimentale a tessere bianche e nere, l’area circostante il Mausoleo del primo imperatore di Roma ha fatto emergere dalla terra un’altra testimonianza.

Non appena ritrovato il reperto è stato affidato ad alcuni restauratori e archeologi per l’identificazione e dopo varie valutazioni per stabilire una datazione, sembra appartenere all’età augustea.

Pochi giorni fa in Piazza Augusto Imperatore a Roma, durante gli scavi sul lato orientale dell’area in corso di intervento.

I lavori in corso curati dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali sono finalizzati alla riqualificazione e museificazione del Mausoleo di Augusto presente nel sito e alla sistemazione urbanistica della piazza.

Potrebbe appartenere ad Afrodite” , spiega Claudio Parisi Presicce. “Mostra una raffinata acconciatura di capelli raccolti sul retro grazie a una tenia, un nastro annodato sulla sommità del capo”, continua il sovrintendente capitolino ai Beni Culturali .

L’area in cui è stata ritrovata la statua, non è quella del Mausoleo vero e proprio, ma quella circostante, che attualmente è interessata dalla costruzione delle due cordonate che, partendo una dall’abside della Chiesa di San Carlo e da Largo San Rocco, condurranno sino all’antico piano di calpestio del monumento.

Il reperto è stato rinvenuto nella fondazione di un muro risalente al periodo della tarda antichità e nonostante questo si è conservato integralmente, conserva parte del collo e persino il naso si è conservato intatto. Inoltre sebbene ancora ricoperta di detriti, si apprezza l’elegante fattura dell’opera, in marmo bianco greco a grandezza naturale e i capelli accuratamente incisi e raccolti sulla sommità del capo e il bel modellato del volto.

Inoltre i resti erano stati riutilizzati come materiale da costruzione, con il viso che si trovava rivolto verso il basso, protetto da un blocco d’argilla sul quale poggia il muro.

Come ha spiegato Presicce, il riuso di opere scultoree, anche con un valore importante era una pratica molto utilizzata in epoca tardo medioevale che, come in questo caso, ha consentito la preservazione di importanti opere d’arte.

Il presidente della Commissione Cultura della Regione Lazio, Luciano Crea sottolinea che: “come dicono gli esperti il reperto potrebbe essere una divinità femminile, ma ricorda un altro famosissimo ritrovamento, avvenuto nel 1820 nell’isola di Milo in Grecia. Il mio augurio è che la sensazionale scoperta di oggi possa essere valorizzata e ottenere successo, magari sognando la popolarità della Venere esposta al Louvre. Del resto Roma in quanto ad opere d’arte non è seconda a nessuno”.

E, come annunciato dal sindaco Roberto Gualtieri, la città di Roma continuerà “a restituire preziose testimonianze del suo passato”.

Sicuramente la testa femminile appena ritrovata sarà collocata assieme al mosaico e al cippo precedentemente rinvenuti, ovvero nello stesso Mausoleo di Augusto, presso il quale, in permanenza, saranno allestiti tutti i reperti che raccontano la millenaria storia del monumento.

La conclusione dei lavori per la valorizzazione del Mausoleo è attesa per la primavera del prossimo anno.


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