L’Italia si sta finalmente riprendendo dalla crisi economica iniziata nel 2008 con la crescita negativa del PIL del -1,2%, ma la strada per tornare al periodo pre-crisi è ancora lunga. Questo è confermato anche dal FMI, il quale rapporta che il paese procedendo a questo ritmo raggiungerà la stabilità economica non prima della metà dell’anno 2020. La moderata ripresa Italiana è sottolineata dalla lenta diminuzione del debito pubblico, passando dai 2,256 miliardi di fine Luglio ai 2,234 miliardi di fine Agosto 2016. L’enorme debito nei confronti dell’Europa rende l’Italia in balìa della BCE, che le copre le spalle in attesa di nuove riforme per risollevarsi; infatti come afferma il Commissario Ue, Dombrovskis «L’Italia ora faccia le riforme: grazie alla Bce il tempo c’è, non va sprecato». Le cause di questo rallentamento della ripresa sono molte, ma le più importanti riguardano: il PIL italiano, il quale secondo i dati Istat in questo terzo trimestre del 2016 rimane gelato anche dopo l’aumento dello 0,3% del primo trimestre rispetto allo 0,1% con cui è terminato l’ultimo trimestre del 2015, facendo così stimare da parte del FMI a 1,1% la possibile crescita italiana, dato minore rispetto alle previsioni dell’Ue del 1,2%.  Un enorme crollo del 3,6% è presente nell’industria italiana, un risultato che tocca i minimi storici superando quello del 2013 del 3,3%. Grandi fette di questo crollo industriale si deve al comparto auto ed energetico. Al crollo delle industrie sussegue anche quello delle vendite al dettaglio, registrando un calo dello 0,8% rispetto a Febbraio; questo dato è preoccupante perché la domanda interna è molto importante per la ripresa economica del paese. Di eguale preoccupazione è il crollo dei contratti a tempo indeterminato, i quali sono calati di oltre il 30% secondo i dati riportati dall’Osservatorio INPS, infatti la quota di contratti a tempo indeterminato rispetto a quelli attivati nel 2016 è pari al 33,2% raggiungendo anche in questo campo i minimi storici. Sotto il consiglio della BCE c’è anche un possibile ritiro delle banconote da 500 €, per le quali c’è la convinzione che siano usate per scopi criminali. Tutti questi fattori rallentano notevolmente la ripresa economica del paese, aiutata anche dalla BCE la quale tiene gli interessi sul debito pubblico al minimo storico. Ora l’unica cosa da fare è aspettare che il governo faccia scelte giuste e riforme adeguate per permettere all’Italia di camminare con le proprie gambe.