Un finale con spirito, ironia e …classe, degno di quella che è stata una vera e propria “fuoriclasse”; tra le altre cose, a questo giornale ha dato davvero tantissimo. Grazie ragazzi, e possiate affrontare il futuro con la stessa verve, eleganza e stile che avete dimostrato in questi anni. Dovete lasciare il liceo e iniziare il vostro volo “verso un lontano cielo” (Boito, naturalmente!) ma spero che qualcosa della 5 F vi accompagni sempre.

Però mi avete fatto venire un dubbio; quando mai ho dimenticato di correggere i compiti di latino?

Ciao ragazzi, e ricordate che il LM è e sarà sempre casa vostra. DDN

Il vuoto incombe.

Dopo anni spesi nella stessa routine giorno dopo giorno, matematica italiano storia e poi? “L’hai fatta la versione di latino?” “Perché oggi c’era latino?” crisi totale. In fondo al corridoio si intravede imponente il professore che con passo solenne si avvicina all’aula. Inizi a pregare. Non ho mai visto così tanti atei diventare devoti all’Altissimo in un solo istante, senti risuonare nell’aula canti da chiesa, speri fino alla fine che il professore abbia sbagliato classe ma no, è la sua ora e tu non hai fatto niente. Tenti di prendere tempo, invii fidi compagni a distrarlo ma è tutto inutile, lui sembra Usain Bolt nella finale olimpionica dei 100 metri. Non riesci più a pensare, buio. Confidi nel rifugio ameno che non ti ha mai tradito in cinque anni, il bagno. Due minuti, è tutto ciò che ti serve per escogitare un piano e evitare la correzione dei compiti. Pensa, pensa. Per un attimo sei Michael Scofield e stai progettando di evadere di prigione ma il tuo piano fa acqua da tutte le parti. Affranto ti avvii verso la classe, “il prof sta spiegando si è scordato di correggere i compiti” ti sussurra il tuo compagno di banco. IL PROF SI È SCORDATO DEI COMPITI?!! Ed è subito festa! Nella tua testa c’è il carnevale di Rio e non puoi frenarlo. I carri sfrecciano così velocemente che potresti realizzare un crossover con Fast and Furious. Sei felice e ti ricordi della corsa ai banchi il primo giorno di scuola…non nego che più di una volta ho rischiato di perdere un crociato. Lotte che fanno invidia ai campioni di MMA. Scatti che toccano la velocità della luce. Ogni inganno è lecito, perché per quanto meschino esso sia darà inizio all’età dell’oro: IL BANCO IN FONDO ALL’AULA, un mondo idilliaco che solo in pochi hanno avuto la fortuna di conoscere.

E adesso? l’ultima volata finale, tra i volti spavaldi di chi l’ha sostenuta prima e quelli terrorizzati di chi ha dovuto aspettare con ansia gli ultimi giorni. La prova orale, un momento per cui non si finisce mai di prepararsi, e tra chi è più pronto e chi lo è meno alla fine vince sempre chi viene investito dalla dea della fortuna.

Un ultimo colloquio, alzi lo sguardo ed eccoli lì tutti schierati: sei professori e un presidente, che ad uno sguardo poco lucido potrebbero sembrare un drago a 7 teste che sputa fuoco, all’interno di un inferno dantesco pronto a prendere forma sullo sfondo.

Poi ti volti, i tuoi amici, la tua famiglia sono lì, ti tranquillizzi e pensi “Sai che? Ma io il colloquio lo faccio proprio girato di spalle.” Sfortunatamente non puoi, devi affrontare quel mostro e più ti inoltri tra le fiamme più ti rendi conto che in realtà il mostro che temi tanto non è nient’altro che una maschera che nasconde il volto di chi sta cercando di aiutarti. Finalmente li vedi, sono sempre stati lì. Ti torna in mente il 4 a fisica del mese scorso, quella maledett… No. Non è il momento di pensarci, loro sono qui per aiutarti, lo sai. Fai un respiro profondo e guardi la foto che ti è stata proposta.

Buio totale, cosa volete che vi racconti? al massimo vi posso cantare una canzone. Fai mente locale…ed ecco! La luce inonda quel pozzo profondo che sembrava essere la tua mente. Latino, italiano, storia, filosofia…piano piano le colleghi tutte e concludi. Esci tra gli applausi di tutti (…no forse quelli erano solo nella mia testa), però esci soddisfatto e in men che non si dica ti ritrovi sotto una doccia di spumante che sembri Federica Pellegrini appena uscita dall’acqua. Tutti festeggiano con te, familiari, amici e professori che poi alla fine, ad uno sguardo attento, hanno dismesso le vesti da gigantesca lucertola alata sputa fuoco. È finito tutto, sei triste, non vuoi più andartene, ti rendi finalmente conto di quanto sei stato bene e vorresti rifarlo altre mille volte. Ti ritorna in mente quel 4 a fisica…”mah, forse andarsene non è poi così male, dopo una fine c’è sempre un nuovo inizio no?” Ci scherzi su, pensi sia il modo migliore per lasciare andare quella che è stata una parte di te, ma rapidamente ti rendi conto che non c’è un modo migliore. Sei felice e triste allo stesso tempo, ma pronto per costruirti un futuro.

Si conclude qui l’ultima pagina della grande 5F. Tanti i sorrisi, tanti i pianti che abbiamo condiviso. Dalle mattine al parco prima di scuola con due occhi spenti degni di un orso appena uscito dal letargo, alle porte sbattute con la forza del dio Ares dopo un brutto voto in classe, alle serate insieme il sabato sera che vorresti durassero per sempre, ma ogni cosa finisce e questo film è giunto al termine. Adesso le strade sono tante e ognuno sceglierà quella più adatta a lui, ma mentre la folla acclama a gran voce un sequel noi siamo sicuri che non ci perderemo. Sapete perché? Perché noi siamo la 5F.

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