Dopo  David Bowie e Prince il 2016 vede la morte di un altro elemento cardine e rivoluzionario della storia della musica mondiale:  Leonard Cohen. Egli non si distinse soltanto in ambito musicale, ma riscosse successo pure come poeta, scrittore e compositore  tanto che fu insignito del titolo di Compagno dell’Ordine del Canada, la più alta onorificenza concessa dalla nazione dei grandi laghi, e nel 2011 ricevette pure il Premio Principe delle Asturie per la letteratura.

Nato a Montreal nel 1934 da una famiglia ebraica immigrata nel Canada, all’età di nove anni, dopo la morte del padre, Leonard si ritrova a dover assumere le redini familiari, tanto che tale esperienza lo porta precocemente a raggiungere quella maturità interiore e di pensiero che lo contraddistinguerà nel corso di tutto il suo percorso artistico. L’esperienza all’Università di Montreal, dove si laurea a soli 22 anni, segna gli inizi del suo percorso poetico che matura con la realizzazione della sua prima raccolta nel 1956 intitolata Let Us Compare Mythologies. Dopo la pubblicazione della sue prime opere nel 1961 Cohen si trasferisce in un’isola della Grecia dove raggiunge l’apice della sua carriera letteraria con la raccolta di poesie più famosa e studiata (Flowers for Hitler) e due romanzi nei quali analizza il ruolo che la parola ha nelle nostre vite e la difficoltà che l’essere umano ha a comprenderla.

(…) Ho scritto tutte queste canzoni per te

Ho consumato candele rosse e nere

a forma di uomo e di donna

Ho sposato il fumo

di due piramidi di legno di sandalo.  

Non devi amarmi.

Soltanto all’età di trentatré anni pubblica il suo primo disco da cantautore, Songs of Leonard Cohen, con il quale però non ottiene un gran successo per via dei temi trattati: sono gli anni della spensieratezza hippy e un disco su suicidio e morte andava controcorrente. Molte recensioni dell’epoca stroncano l’album, ritenendolo troppo triste e deprimente.

In quel periodo, per fargli vincere la paura di cantare e di esibirsi e per farlo sentire a sua agio in un ambiente familiare, gli operatori dello studio di registrazione erano soliti arredare quest’ultimo affinché somigliasse alla sua stanza da letto. Malgrado le critiche al suo primo album, gli studiosi di oggi lo ritengono ancora il suo miglior lavoro.

Nel 1969 un secondo album decreta l’inserimento di Cohen nell’albo dei grandi cantautori grazie ad alcuni dei suoi più grandi successi come Seems so long ago, Nancy ( conosciuta anche la cover di Fabrizio De André) o la celeberrima Bird on the Wire.  Ma è proprio con il terzo disco Songs of Love and Hate  nel 1970 che raggiunge l’Olimpo della musica mondiale che gli permetterà  di esibirsi nel Festival Dell’Isola di Wight di fronte a 600mila spettatori con Suzanne, capolavoro che mescola realtà ed immaginazione, dove Leonard immagina un rapporto sessuale con la ballerina Suzanne (anche se poi lui stesso affermerà di non esserci mai entrato in contatto).  Negli stessi anni conosce la cantante e amica Judy Collins, la quale prima interpreta alcuni suoi brani e poi lo esorta a suonare e cantare in pubblico. Ciò fa sì che Cohen inizi a collaborare con altri artisti del calibro di Bob Dylan e Phil Spector grazie ai quali porta a termine due dischi di successo. Ma è con l’album del 1984 Varius Positions che, malgrado contenga il suo brano più celebre Hallelujah,  Cohen riceve le più accese critiche da parte dei fan e degli addetti ai lavori a causa di un  eccessivo sperimentalismo. Ritenuta la canzone manifesto del cantautore canadese e diventata una delle ballate più famose del mondo, Hallelujah è tutt’oggi una delle canzoni più coverizzate in tutto il globo.

(…) ho visto la tua bandiera sull’arco di marmo

ma l’amore non è una marcia di vittoria

è un freddo e un grave Hallelujah (…)

 

Nell’Ottobre del 2016 esce il suo ultimo album:  You Want It Darker. Leonard muore poche settimane dopo, il 7 Novembre, a seguito di una brutta caduta nella sua abitazione di Los Angeles.

Oltre alla vastità di capolavori musicali e letterari, Cohen ci ha lasciato molti temi di riflessione presenti spesso nei suoi brani: come la Religione, l’Amore, il sesso e la depressione.

Il tema della religione fa di sfondo a molte delle sue opere. Leonard proviene da una cultura ebraica, i temi giudaico-cristiani spiccano soprattutto nella celeberrima Hallelujah. A partire dal 1970 fino alla fine degli anni novanta si appassiona al Buddismo tanto che passerà molti anni nel monastero di Mount Baldy, in California, nonostante però si ritenesse ancora legato all’ebraismo.

Sofferente di depressione durante gran parte della vita, Cohen ha scritto molto – in particolare nella sua opera giovanile – sui temi della depressione e del suicidio. Seem so long ago, Nancy parla di una ragazza, veramente esistita e conosciuta da lui, che si spara alla testa con una 45 Magnum. Diverse canzoni affrontano il tema dell’aborto,  descrivendolo come qualcosa di sgradevole o addirittura atroce.

Cohen però unisce una buona dose di pessimismo con una grande dose di umorismo.  A volte, per marcare maggiormente l’ironia del brano, canta con voce volutamente sporca e poco gradevole, ne è esempio l’urlo stonato che chiude One of Us Cannot Be Wrong.

In Italia cantanti del calibro di De André , De Gregori  e Vecchioni hanno avuto uno stretto contatto con le tematiche e i brani di Leonard Cohen tanto che De André ha reinterpretato in italiano pietre miliari come Nancy , Suzanne e Joan of Arc. De Gregori ha citato spesso nei suoi brani Cohen, soprattutto in uno dei suoi primi dischi Alice, mentre Vecchioni gli ha addirittura dedicato una canzone .

Con la sua scomparsa, giunta al termine di una carriera durata complessivamente cinque decenni,  prima come scrittore e poeta e poi come cantante, possiamo certamente affermare che ci mancheranno:  la sua voce profonda, le sue canzoni, la magia dei suoi concerti, il suo aspetto signorile e l’eleganza sul palco, la grazia con cui interpretava le canzoni e il rispetto che nutriva per il pubblico e che dimostrava sempre per i suoi musicisti.

’It seems so long ago

Nancy was alone

a forty five beside her head

an open telephone

we told her she was beautiful

we told her she was free

but none of us would meet her

in the House of Mystery

the House of Mystery.’’   

Seems so long ago, Nancy.

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