“Il campionato è finito”. Quante volte vi siete sentiti dire queste parole ultimamente? In effetti, la stagione 2016/17 del campionato italiano finora  è stata estremamente noiosa e non ha regalato grosse sorprese da nessun punto di vista, inoltre non promette certo di migliorare nelle undici partite che mancano alla fine della stagione. Per il tifoso di calcio dunque ora le opzioni sono due: o passare tutte le domeniche pomeriggio a fare shopping con la propria fidanzata, oppure cercare di capire cosa non va nel calcio italiano degli ultimi anni e soprattutto come poter cambiare il calcio italiano, per poterlo riportare ai lustri degli anni ‘80/’90, quando la Serie A vantava il titolo di “campionato più bello del mondo”.

– Le cause Analizziamo dunque i problemi del nostro campionato, che sorgono subito guardando la classifica: infatti, quando siamo ancora ai primi di Marzo, dalla Fiorentina ottava al Pescara ventesimo, questo campionato non ha più senso di esistere. Partiamo dal fondo: un tempo una squadra si salvava se raggiungeva l’agognata soglia dei 40 punti, adesso se sommiamo i punti delle ultime tre, Pescara, Crotone e Palermo, si arriva a malapena a 41 punti. Fin da Settembre si era capito che queste tre squadre erano nettamente inferiori a tutte le altre, quindi quest’anno la lotta per la salvezza non c’è mai stata, e ciò ha falsato il nostro campionato perché per alcune squadre la stagione non è mai iniziata: l’Empoli ad esempio ha realizzato solo 15 reti in stagione e sta a +7 sul terzultimo posto, il Genoa non vinceva dal 15 Dicembre prima dell’ultima partita e vola tranquilla a +14, il Chievo ha la squadra più vecchia del campionato con un’età media di 32,3 anni e sta a +20, e potrei andare avanti. Dunque le cosiddette piccole che solitamente lottavano per la salvezza e a volte davano noia alle prime della classe creando l’effetto sorpresa che tanto ci piace nel nostro campionato, quest’anno non avevano obiettivi, quindi hanno affrontato tutte le partite più alla leggera e si sono lasciate battere più facilmente dalle big, che infatti in questa stagione hanno una percentuale di vittorie altissima.

Anche ai piani alti, nonostante ci sia un po’ di lotta per raggiungere la qualificazione alle coppe europee, gli esiti sono abbastanza scontati. Prima è e prima resterà, come da 6 anni a questa parte, la Juventus: ormai quando vincono i tifosi juventini non festeggiano neanche più da quanto è palese la supremazia bianconera; le altre squadre a piazzarsi in zona Champions da quattro anni ormai sono Roma, Napoli o Lazio, e quest’anno in classifica dopo i bianconeri ci sono proprio Roma, Napoli e Lazio. Insomma, l’unica squadra che spezza la monotonia della Serie A è l’Atalanta, che incredibilmente lotta con Lazio, Milan e Inter per un posto in Europa.

Il primo incaricato a curare la nostra Serie A è l’appena rieletto presidente della FIGC Carlo Tavecchio, che in due anni di mandato si è dimostrato razzista contro le persone di colore, contro le donne, contro i gay, contro gli ebrei e chi più ne ha più ne metta, ma in quanto a idee per rivoluzionare il calcio italiano non è l’ultimo arrivato. Ma cosa dovrebbe fare concretamente?

1) Innanzitutto la riforma dei campionati, portando la Serie A a 18 squadre. È vero che con questa modalità ci sarebbero meno partite, però negli ultimi anni abbiamo visto chiaramente che per motivi tecnici ed economici nel campionato a 20 squadre alcune di queste non sono all’altezza e affondano clamorosamente il livello del nostro calcio. 2) Con la riforma della Champions dovrebbero qualificarsi 4 squadre italiane direttamente ai gironi, e l’aumento dei posti porta anche a una possibile maggiore competitività tra le squadre. 3) L’acquisto delle società da parte di proprietari stranieri e solidi, come è accaduto all’Inter che sta risalendo i vertici del campionato, e un maggior controllo ai budget delle società che non possono permettersi di giocare in Serie A. 4) L’introduzione della moviola in campo che garantirebbe meno errori da parte degli arbitri che smetterebbero di favorire le big causa sudditanza psicologica.

Se  queste idee non vi hanno convinti del tutto, ma volete comunque evitare lo shopping domenicale, niente paura: potete trasferirvi all’estero, in Inghilterra o in Spagna, dove i giochi sono ancora aperti e si gioca un calcio raffinato e frizzante. Questa ipotesi è un po’ costosa ma … per il calcio si fa questo e altro no?

 

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