In copertina una delle zone più devastate dall’incendio: Coffey Park, Santa Rosa (80 km da San Francisco).

La California brucia. Dall’8 ottobre il Golden State è stato colpito da almeno 20 incendi, difficili da contenere non solo perché le risorse dello stato faticano nel riuscire a combatterli tutti insieme ma soprattutto perché le condizioni atmosferiche e climatiche favoriscono il diffondersi delle fiamme: caldo (nonostante sia ottobre inoltrato le temperature che si aggirano ancora intorno ai 26 gradi centigradi la massima e ai 13 la minima), siccità (da diversi anni non piove sufficientemente sul suolo californiano) e vento forte, caldo e secco.

Così, mentre i pompieri continuano a lottare contro le fiamme, ad alcuni degli evacuati è permesso di tornare a casa e altri scoprono di aver perso tutto nell’incendio. Tra questi vi è Janice Mathis: tornata per trovare solo un mucchio di metallo smussato, rovine e alberi carbonizzati al posto della sua casa a Napa, la valle dei vini della California. Come lei altre 1000 persone: la devastazione è da non credere.

“Mi considero fortunata di essere ancora viva. È la prima cosa che ho pensato” dice Mathis.
Ad oggi sono state evacuate 100 000 persone, 5 700 case e attività sono state completamente bruciate, 40 sono i morti accertati e 200 i dispersi. Le fiamme hanno bruciato circa 217 000 acri di terreno (87 817 ettari) – un’area più grande di New York. Stime disastrose per uno dei più grandi incendi: 11 000 pompieri e più di 1000 camion antincendio stanno ancora combattendo le fiamme e setacciando le macerie alla ricerca di sopravvissuti.
Stando al sito ufficiale del dipartimento anti-incendio http://www.calfire.ca.gov/general/firemaps, che fornisce una mappa degli incendi nello stato californiano, la situazione attuale è: 15 attivi e 13 contenuti.

“Continueremo a lavorare duramente per contenere l’incendio. Stiamo facendo progressi – alcuni sono contenuti fino al 60%.” afferma il comandante dei vigili del fuoco della Napa County. La California ha ricevuto aiuto per combattere le fiamme da 17 stati di tutta la nazione (tra cui Nevada, Oregon, Washington, Idaho, New Mexico, Montana…), dal Canada e dall’Australia, stando di nuovo a Cal Fire.

Al Nut Tree Airport di Vacaville (CA) arrivano elicotteri porta carichi per fare rifornimento.

Centinaia di persone rimangono disperse, anche se le autorità confidano che troveranno e salveranno tutti. La maggior parte delle vittime sono anziane e sono morte tra la notte dell’8 ottobre e la mattina del 9, colti di sorpresa nel mezzo della notte dal dilagare delle fiamme.

 

Sicuramente il Golden State non è nuovo agli incendi, nella sua storia anche il 1991 era stato un anno disastroso: il fuoco, generato nelle colline intorno a Oakland, provocò 25 vittime, ma si trattava di incendi singoli. Mai così tanti incendi erano scoppiati simultaneamente come quest’anno.

Il sole al tramonto nella nube di fumo, Vacaville.

Fumo in lontananza, Vacaville.

 

 

 

 

 

 

Il fumo provocato dagli incendi si è diffuso a macchia d’olio, per azione del vento, fino a arrivare nella cittadina di Vacaville a 100 chilometri da Santa Rosa. L’aria è altamente inquinata e le autorità consigliano di evitare le attività all’aperto.

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