Dopo due sconfitte consecutive, 7 gol subiti, una Fiesole vuota e lo scivolamento nella parte destra della classifica la Fiorentina è riusicta a ritrovare i tre punti, in un campo difficile, come quello del “Dall’Ara”, nel derby dell’Appennino. La partita, sulla carta, si presentava tutt’altro che una passeggiata visto lo “splendido” momento di forma dei viola e il fortino che il Bologna riesce a mettere su quando gioca in casa. Al termine dei 90 regolamentari sono stati gli ospiti ad aggiudicarsi la posta in palio dopo una gara equilibrata per gran parte del tempo, non eccezionalmente affascinante sotto il punto di visto tecnico. Infatti i primi due gol delle squadre sono arrivati direttamente da corner (record per una partita di Serie A), il primo un’autorete di Mirante, sorpreso dal tiro con effetto sorpresa di Veretout, mentre il secondo è arrivato su un tiro/cross di Pulgar con la complicità di Sportiello.

 

Il primo tempo, quindi, finito in parità, ha regalato poche emozioni sia da una parte che dall’altra con una Fiorentina più propositiva, coi tiri di Gil Dias e Benassi, neutralizzati facilmente da Mirante, ma col freno a mano tirato viste le recenti prestazioni della retroguardia viola. E’ toccato allora al solito Federico Chiesa ad aggiustare le cose che, su un’illuminante verticalizzazione di Badelj, è riuscito a siglare la rete del definitivo vantaggio viola. Nel corso della partita c’è stato spazio anche per Bruno Gaspar e il neo acquisto Falcinelli, entrato al posto di Simeone, che ha avuto però a disposizione pochi palloni giocabili per iniziare a farsi conoscere dai suoi nuovi tifosi. Nel finale qualche brivido per i viola, schiacciati nella loro metà campo, ma niente di così vicino a essere considerato una palla gol, visto l’attacco orfano di Verdi dei rossoblù.

 

Ci voleva una vittoria per rialzare la testa, e anche la classifica, che resta però ancora deficitaria per un ormai utopico piazzamento in Europa, e i ragazzi di Pioli ci sono riusciti non però senza trovare difficoltà. Il gioco espresso, infatti, rimane debole e fallace merito di una squadra che non ha sempre ben chiaro cosa fare sul rettangolo di gioco e  risulta molto prevedibile nella fase offensiva. La manovra si concetra perlopiù sulle fasce, dove vengono raramente sfruttate le sovrapposizioni dei terzini, con l’intento di finire l’azione con una palla al centro che il solo Simeone fatica a conquistare. Anche la poca collaborazione dei tre là davanti è sintomo di una squadra che in partita non riesce a ripetere ciò che ha provato durante la settimana e, su questo aspetto, Pioli dovrebbe concetrarsi più a fondo coi suoi collaboratori. Ci sarà inoltre da capire nelle prossime settimane come il tecnico utilizzerà i nuovi innesti di gennaio nel suo scacchiere tattico: probabile il ballottaggio Simeone-Falcinelli per una maglia da titolare, come Dabo a dare energie nuove al centrocampo a partita in corso. Sta di fatto che poco -o nulla- cambierà nel modulo di gioco con al massimo qualche volto nuovo tra gli undici in campo.

 

La partita di Bologna ha dato una piccola gioia all’ambiente viola che si era surriscaldato nelle ultime settimane (inutile ricordare la situazione societaria) ma che avrà anche poco tempo per mantenere questa relativa calma visto che venerdì al Franchi arriva la Juve…

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