L’ ultima scelta è il più recente romanzo di Leonardo Gori, edito dalla casa editrice TEA.  L’autore, in un suo ciclo di romanzi ha rappresentato il protagonista Bruno Arcieri in vari ruoli: prima capitano dei Carabinieri negli anni Trenta, ufficiale dei Servizi Segreti nella seconda guerra mondiale e poi senior citizen negli anni Sessanta del Novecento.

I romanzi della serie sono: Nero di maggio, Il passaggio, La finale,L’ angelo del fango, Musica nera , e con la collaborazione di Franco Cardini Lo specchio nero e Il fiore d’ oro. Ne l’ultima scelta ambientato a Roma nel 1970, il colonnello Arcieri è convocato da un maggiore dei servizi italiani che, serefvendosi di un  fantomatico agente Zero della CIA  vuole persuaderlo, attraverso informazioni compromettenti, a boicottare i Servizi deviati.  Gli rivela che a questo scopo  l’agente zero è appoggiato anche da Servizi stranieri, per mezzo di Elena Contini, la donna amata dal protagonista in passato. Arcieri, esitante ma intrigato, è travolto suo malgrado in un’avventura circondato da personaggi dei quali non può fidarsi.

 1) Come e quando è nata l’idea del personaggio Bruno Arcieri?

L’idea del personaggio di Bruno Arcieri è nata per caso, quando raccontando una storia ambientata a Firenze nella primavera del 1938, ho avuto bisogno di un personaggio che potesse interloquire quasi da pari a pari con un misterioso angelo del male che è il vero protagonista del romanzo(“Nero di Maggio”). Non ho mai fatto una scheda o un dossier: Arcieri mi ha raccontato la sua vicenda romanzo dopo romanzo.

2) Le ultimi inchieste riguardano il periodo del secondodopoguerra; come si documenta per la parte storica?

Riguardo la parte storica io sono un topo di biblioteca, mi sono sempre divertito moltissimo ad arrampicarmi fra scaffali polverosi, anche se ora è più semplice con l’avvento di Internet. Io passo un tempo considerevole nella ricerca di storie che hanno a che fare con la Storia, ma anche con le vicende minori di personaggi secondari reali del periodo di cui mi occupo. Alla fine questa grande moltitudine di informazioni, molto più vasta del romanzo che viene pubblicato alla fine, io la distillo e cerco di estrarne quelle informazioni, anche se poche, che danno veridicità a ciò che sto raccontando.

3) Questa inchiesta è davvero “l’ultima” o Arcieri ha in serbo altre sorprese? Ci sono altri misteri della storia italiana in cui sarà coinvolto?

Non è la prima persona che mi fa questa domanda, il titolo a quanto pare si presta a questo equivoco. Spero di raccontare tante altre storie di Bruno Arcieri che non necessariamente saranno ambientate dopo il 1970, l’anno de “l’ultima scelta”. Magari ambienterò in un’epoca precedente; ci sono tanti anni di vuoto in cui non ho raccontato il colonnello Arcieri e mi potrei occupare di quelli. I misteri non finiscono mai in Italia, sono così tanti che nessuno di noi ha veramente la percezione della loro vastità.

4) Spazierà anche su generi completamente diversi?

Ho raccontato storie che non riguardano Bruno Arcieri; “I delitti del mondo nuovo” ambientato nel 1776 tra Firenze e l’appennino Modenese, “Le ossa di dio” ambientato nei primi anni del 1500 protagonisti Niccolò Machiavelli e Leonardo Da Vinci,  testo che feci con la Rizzoli. Amo la storia in tutte le sue declinazioni; non sono uno storico e non ne ho una grande conoscenza ma per scrivere mi immergo in un periodo, leggendolo lo assorbo e cerco di cogliere le emozioni che questo mi può comunicare.

Ho notato che in tutti i suoi libri c’è un periodo storico ben definito. Quando scrive, l’epoca storica è la prima cosa a cui pensa?

È proprio così, ho bisogno dello spunto storico per far partire la macchina dell’immaginazione. Non riesco a pensare a una storia che non sia collegata da un periodo particolare, per assurdo riuscirei ad immaginarla anche nel futuro. I miei racconti sono ambientati in un periodo specifico perché stimolato dai suoi avvenimenti. Non potrei scrivere una storia in un presente senza tempo, mi lascerebbe freddo e non riuscirei ad emozionarmi.