Coronavirus colpisce ancora: il governo “in via prudenziale” ha deciso la chiusura di scuole e università in tutta Italia a partire da domani 5 marzo fino al 15 dello stesso mese in attesa di ulteriori aggiornamenti. Nello specifico scuole e atenei saranno chiusi anche al personale amministrativo nelle zone rosse mentre nel resto d’Italia saranno sospese solamente le lezioni.

Il decreto, annunciato dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, entrerà in vigore da oggi e sarà firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte entro la mezzanotte di questa sera, il quale ha aggiunto: “Abbiamo preso questa decisione dopo aver consultato il professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, lasciando valutare agli esperti come sta evolvendo” la diffusione del virus “e le valutazioni finali”.

Queste sono finalmente le notizie definitive arrivate alle ore 18 di stasera dopo aver provocato allarmismi vari e caos nelle ore precedenti a causa di notizie non sicure, diffuse prima del decreto ministeriale e smentite più volte.

Ancora una volta la falsa informazione, o meglio in questo caso, informazione incerta e di dubbia provenienza, (anche se alla fine è risultata essere veritiera) non ha fatto altro che causare disordine in tutta Italia ingiustificatamente. Senza contare le varie reazioni scatenate, tra le quali le numerosissime quantità di messaggi spam sui vari gruppi Whatsapp, Telegram e social network vari che sono stati metaforicamente “intasati” da stamattina fino al decreto ufficiale di stasera amplificando il disordine già creatosi… non sono mancati appunto i “burloni” di turno che si sono divertiti a giocare sulle informazioni trapelate su scuole chiuse-non chiuse.

 Fortunatamente i danni non sono stati troppi, ma è comunque doveroso ricordare ai vari capi uffici stampa dei vari media e giornali del caso, che si sono occupati di diffondere le notizie anticipatamente e senza nessuna sicurezza, di attenersi a quello che è sempre stato l’unico loro dovere: “Informare e diffondere notizie, solo quando sono sicure al 100%” e non abbrancarsi in maniera disordinata e famelica sul primo scoop che capita giusto per fare più “views” e magari portarsi a casa qualche soldino in più.

Speriamo che per quanto riguarderà le prossime notizie ed aggiornamenti, disordini e sgomenti di questo genere possano essere evitati, in modo che la popolazione e, in questo caso maggiormente studenti, genitori e tutto il personale scolastico possano riuscire a riorganizzare piani e idee una volta sola e non facendo “avanti e indietro” come è successo oggi.

In ogni caso non tutti hanno preso male questa notizia, tra questi molti studenti dei primi anni che in mancanza delle gite già state annullate con lo scorso decreto poteranno in qualche modo compensare con qualche giorno di riposo o anche magari di studio da casa per chi avesse bisogno di rimettersi in pari.

Diversa invece la situazione per molti dei maturandi di quest’anno, sempre più preoccupati per la perdita delle ore scolastiche che verranno perse in quelle che almeno per il momento sembrano essere 2 settimane di puro stacco, estremamente dannose al fine delle lezioni in vista di quest’ultimo passo tanto temuto dagli studenti che è appunto l’esame di maturità.

Un pericolo per la Maturità 2020?

Da quanto emerge dal giornale La Repubblica al momento pare che il ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina, non abbia messo in discussione l’anno scolastico e tanto meno l’esame di stato 2020. “Se l’emergenza continua prepareremo un piano anche per gli esami di maturità”, così ha dichiarato la titolare dell’istruzione, proponendo un possibile piano d’emergenza in cui esclude in ogni caso “un sei politico” o altre misure azzardate. 

Il ministro Azzolina ha poi aggiunto “abbiamo aperto un pagina sul sito del Miur che va immaginata come un inizio” evidenziando la possibilità di svolgimento delle lezioni in modo virtuale durante il periodo stop della didattica in classe, è sicuramente un vantaggio la tecnologia che possiamo vantare nel 2020, quando ormai tutti siamo provvisti di almeno un dispositivo capace di connettersi a Internet.

Non bisogna però scoraggiarsi di fronte ad imprevisti di questo genere e invece sapersi sempre adattare alle varie sfide che ci pone la vita davanti. Come l’uomo ha sempre fatto da millenni ormai, (ma anche tutte le altre specie viventi sopravvissute evolvendosi nel tempo fino ad ora) sapersi adattare resta l’unico modo certo per riuscire a sopravvivere ed andare avanti in un mondo in continuo cambiamento.

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