“Perché Cantiere? Beh, sappiamo da dove partiamo, ma non dove arriveremo”, così esordisce alla conferenza stampa di martedì 17 gennaio al Teatro della Pergola Stefano Belisari, ben più noto in arte come Elio del gruppo “Elio e le storie tese” per presentare il suo spettacolo: Cantiere Opera.

Partirà infatti dal 31 gennaio al Teatro Niccolini di Firenze, in collaborazione con Teatro della Toscana e Parmaconcerti e con il sostegno della Fondazione Luciano Pavarotti una serie di spettacoli che ricostruiranno quello che è l’albero genealogico della grande opera italiana.

Il cantante interessatosi da poco e pian piano innamoratosi dell’opera lirica italiana, decide di portare avanti in collaborazione col regista Francesco Micheli un progetto tanto ambizioso quanto rivoluzionario. “Partiremo da quel forziere pieno di gioielli artistici che è l’opera, e che la maggior parte di noi, me compreso, devono ancora scoprire ” afferma Elio. Il regista aggiunge: “Siamo operai che, al posto di malta e mattoni, lavoreremo con la grande opera lirica italiana”. Rossini, Bellini, Verdi, Donizetti, Puccini e chi più ne ha più ne metta! Pochi ingredienti per questa “mini-enciclopedia dell’opera italiana: la voce di Elio che incarnerà i vari compositori, le grandi opere, i suoi tanti figli che sono i film. Elio impersonerà i grandi compositori del passato in procinto di comporre alcuni dei loro più grandi capolavori: come se tutto dovesse ancora succedere. Il tutto si concluderà con la non ancora conclusa opera scaturita dal De Bello Gallico di Cesare composta da Nicola Campogrande.

Lodevole è l’ambizione di questo spettacolo: cercare di avvicinare una fascia di pubblico di età compresa tra i 16 e i 25/30 anni, riuscendo a far percepire ai giovani i grandi del passato come persone normali. “Ogni giovane deve poter credere di riuscire ad arrivare ai loro livelli se ha talento” afferma convinto il cantante, il quale, come spiega il regista, ha molte affinità con Rossini & Co. “Quelli di cui ergiamo statue di marmo, e che veneriamo come déi scesi in Terra non sono altro che esseri “mortali” con difficoltà quotidiane che li hanno accompagnati ogni giorno della loro vita”; in effetti basti pensare al maestro Giuseppe Verdi, respinto dal Conservatorio che non è riuscita a vedere in lui quello che oggi le grandi orchestre eseguono davanti a migliaia di spettatori esterrefatti.

Non sanno dove arriveranno, ma ciò non toglie che alcuni dei loro obbiettivi non possanoriuscire a far appassionare nuove giovani menti al grande patrimonio artistico dell’opera lirica italiana.

31 gennaio e 1 febbraio 2017, ore 21:00: “Gioachino Rossini ovvero La Rivoluzione in Musica

2 e 3 febbraio, ore 21:00: “Vincenzo Bellini ovvero Che Romantico!”

4 febbraio, ore 19:00 e 5 febbraio, ore 16:45: “Gaetano Donizetti ovvero Matti da slegare”

7 e 8 febbraio, ore 21:00: “Giuseppe Verdi ovvero Facciamo gli italiani?”

9 e 10 febbraio, ore 21:00: “Giacomo Puccini ovvero Buonanotte melodramma, buongiorno cinema

11 febbraio, ore 19:00 e 12 febbraio, ore 16:45:” Nicola Campogrande ovvero L’opera che verrà”

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