Ogni uomo ha bisogno di avere dei rivali. Nello sport in particolare, ogni atleta deve avere un nemico, che lo spinge a superare i propri limiti e a migliorarsi giorno per giorno. Senza le rivalità tra i grandi campioni lo sport non avrebbe senso e ogni sacrificio fatto dagli sportivi sarebbe vano. La più grande rivalità del nuovo millennio nel mondo del tennis vede contrapposti Roger Federer  e Rafael Nadal, e non è solo una rivalità tra due tennisti che con le loro vittorie si trovano nell’olimpo del tennis, ma è anche la sfida” ideologica” tra due modi opposti di giocare a tennis: lo svizzero col suo gioco è elegante e offensivo mentre lo spagnolo è potente, non molla mai e sta sempre a fondocampo a difendere.

Il 29 Gennaio 2017 abbiamo avuto la fortuna di assistere all’ennesimo capitolo della loro sfida, sei anni dopo l’ultima finale slam giocata, in una partita  incredibile e inaspettata, vinta da Federer al quinto set dopo 3h e 40’ estenuanti e dopo due settimane tostissime per entrambi. Tutti e due erano infatti reduci da un 2016 disastroso, pieno di infortuni e di acciacchi dovuti anche al peso degli anni che passano e si erano presentati all’Australian Open, primo grande slam della stagione, con molti dubbi e poche certezze, e nessuno avrebbe osato scommettere su di loro. Invece il torneo si è rivelato incredibilmente sorprendente, e le altre  teste di serie sono cadute tutte nei primi turni contro avversari di livello inferiore. Novak Djokovic, il grande dominatore degli ultimi anni è uscito al secondo turno contro l’uzbeko Istomin per colpa di problemi fisici; Andy Murray ha avuto gli stessi problemi ed è stato spazzato via da un incredibile Misa Zverev al quarto turno. Con i grandi favoriti eliminati già alla prima settimana le speranze di Federer e Nadal sono aumentate visibilmente ma nonostante questo il loro cammino verso la finale è stato pieno di ostacoli, superati però mirabilmente dalle due leggende.

In finale lo svizzero ha imposto il proprio gioco, attaccando molto e sparando dei colpi spettacolari, ma Nadal è rimasto aggrappato alla partita con le unghie e con i denti fino alla fine e non ha mai mollato niente al suo sfidante. Per quattro set si è vista la differenza tra i due stili di gioco, con Federer che ha vinto nel primo e nel terzo set, facendo un vero e proprio show, attaccando sempre, servendo sempre la prima e mostrando un gran tennis. Il secondo e il quarto set invece hanno visto Nadal farla da padrone, con la sua bravura negli scambi prolungati e con la classica garra spagnola (grinta e determinazione) che già in passato fece piangere lo svizzero. Il quinto set invece ha una storia a sé: è stato uno dei più belli della storia del tennis e i due campioni hanno dato tutto fino allo stremo delle forze. Dopo aver subito un break subito a inizio set, sembrava che Roger dovesse nuovamente cedere sotto i colpi di Nadal (per anni Federer ha sofferto la “Nadalite” come Superman soffre la kriptonite) e invece non è andata così: l’orgoglio dello svizzero è saltato fuori e Federer è riuscito a tenere il fiato sul collo a Nadal andando sempre ai vantaggi nei game di battuta dello spagnolo e conquistando addirittura 11 palle break mettendone a segno due. Grazie a questa fantastica vittoria Federer è diventato il primo giocatore della storia del tennis a vincere per almeno cinque volte 3 tornei del grande slam (Australian Open,  Wimbledon, US Open) ed il primo a vincere più di 300 partite negli slam. È il miglior tennista di sempre.

Questa vittoria però è speciale, non è come tutte le altre. Perché arriva dopo ben cinque lunghissimi anni di astinenza, durante i quali Roger è riuscito a diventare il beniamino di tutti i tifosi del tennis, perché a 35 anni suonati, nonostante tutti i problemi fisici, lui ha sempre continuato a sperare nella vittoria del 18esimo slam, che lo ha incoronato ancora di più il dio di questo sport. Ma lo svizzero non vuole essere un dio, è un ragazzo semplice e anche per questo scalda il cuore di tutti gli appassionati di sport e riesce ad emozionare come solo poche altre leggende nel mondo dello sport possono fare. Forse quella scoccata da Roger è stata l’ultima freccia del suo immenso arco, ma sicuramente è stata quella decisiva, perché la storia di quest’uomo che ha battuto ogni record e che ha sconfitto persino il suo corpo e la sua data anagrafica superando ogni suo limite, resterà per sempre scalfita nella pietra, come le leggende degli eroi mitologici. Roger, ti auguriamo altri 18 slam, grazie di esistere.

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