Da qualche giorno a Firenze non si parla d’altro. Nei bar, nelle radio cittadine, sui giornali si discute solo della trattativa che potrebbe portare il giocatore più rappresentativo della squadra, Borja Valero, all’Inter per una “misera” cifra che ruota intorno a 6/7 milioni di euro.

Eppure Borja Valero Iglesias, soprannominato “il sindaco” dalla tifoseria fiorentina, ha dichiarato più volte di voler chiudere la carriera alla Fiorentina e ha dimostrato di essere molto legato alla città. Solo due settimane fa il calciatore spagnolo si è tatuato le coordinate del Ponte Vecchio, lui che di tatuaggi ne ha pochissimi, ha assistito al calcio storico e allo scoppio del carro e la sua ultima torta di compleanno era a forma di giglio. Dunque Borja Valero è ciò che più si avvicina a una bandiera per la Fiorentina, gioca con la maglia viola ormai da 5 anni e dovrebbe essere il capitano della squadra. Perché allora un giocatore così dovrebbe essere ceduto?

In realtà è proprio la Fiorentina stessa a volerlo vendere. I motivi sono molteplici anche se insufficienti a giustificare questa cessione. La società ritiene infatti che il giocatore percepisca un ingaggio troppo elevato (1,8 mln a stagione) e che il giocatore non sia congeniale per gli schemi di gioco del nuovo allenatore della Fiorentina, Stefano Pioli. Quest’ultima giustificazione appare piuttosto improbabile visto che nell’ultima stagione Borja ha dimostrato di poter giocare ovunque: trequartista, regista, persino esterno, diventando un vero e proprio jolly tuttofare. La società stessa sa che queste scuse non reggono e dunque starebbe cercando di convincere il giocatore a dichiarare in una conferenza stampa che è lui a volersene andare, in modo tale da convincere i tifosi che la società non ha colpe, ma Borja non mentirebbe mai ai suoi amati tifosi, e quindi si è rifiutato.

In un’estate di calciomercato caldissima su tutti i livelli, nella quale la Fiorentina sta attuando una politica di rivoluzione totale, lo spagnolo è l’unico calciatore che i tifosi ritengono incedibile: non solo per le sue qualità tecniche e il suo attaccamento alla maglia, ma anche perché avrebbe potuto insegnare molte cose a tutti i giovani calciatori inesperti che la società sta acquistando. Ma cosa resterà di questa Fiorentina? Il capitano, Gonzalo, se ne è andato disperato, in lacrime, amareggiato per come è stato trattato dalla società; Kalinic ha già un accordo con il Milan; Bernardeschi non vuole rinnovare e la Juventus ha appena offerto alla viola 40 milioni per appropriarsi del giovane talento di Carrara; altri nomi che potrebbero essere ceduti sono quelli di Tatarusanu, Tomovic, Badelj, Vecino. Più o meno tutta la squadra.

In questo clima rivoluzionario Borja sarebbe dovuto essere il punto fermo, il giocatore imprescindibile, si sarebbe preso la fascia da capitano e sarebbe potuto ascendere definitivamente all’olimpo viola. Probabilmente il futuro sarà diverso. Ma non per colpa sua. In un calcio ormai dominato dai “Dollarumma”, giocatori che pensano solo ai soldi e a sé stessi, fregandosene della squadra in cui militano e dei tifosi che gli fanno guadagnare milioni ogni giorno, la Fiorentina aveva trovato un giocatore puro, che si era innamorato della squadra e della città, ma per l’ennesima volta i dirigenti viola hanno spezzato i sogni di tutti i tifosi.

Ciao Borja, questo non è un addio, sappi che Firenze continuerà ad amarti per sempre.

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