Tra le tante uscite estive di J-pop, editore italiano di fumetti orientali, vi sono due manga che hanno cominciato ad essere pubblicati quasi parallelamente. Si tratta di L’eroe è morto! e Dead Tube, entrambi molto accattivanti fin dal primo volume. Andiamo a scoprire di cosa trattano!

L’EROE È MORTO!

Il sigillo che impediva ai demoni di uscire dal portale dell’inferno si è rotto, permettendo loro di riportare caos e rovina nel mondo. Ciò nonostante, per ogni esercito di creature sovrumane ci sarà sempre in un manga fantasy un paladino pronto a riportare l’ordine, e in questo caso si tratta di Shion, meglio conosciuto come l’eroe leggendario, che ha già salvato il mondo in passato. Tuttavia la nostra attenzione non verrà portata sul paladino di turno, ma su un semplice contadino con fare grezzo e dalla mente un po’ sporcacciona, Touka Scott, che si è già preparato ad ogni evenienza. Il giovane infatti, volendo salvaguardare la sua casa, il suo campo e il suo stile di vita ozioso, ha preparato numerose trappole anti-demone. Ma un giorno la fortuna sembra non volergli arridere e un demone attacca il suo villaggio, in particolare la sua amica d’infanzia Yuna Yunis. Nel tentativo di salvare la situazione e impressionare Yuna, il rampollo finisce col fare la figura del pollo, complicando le cose. Tutto sembra ormai perduto, ma all’improvviso spunta dal nulla Shion, che sconfigge il demone e riporta la pace nel villaggio. Nonostante questi abbia già compiuto gesta eroiche e salvato il mondo affrontando orde di demoni, cade distrattamente in una delle trappole scavate da Touka, e muore. Per quanto la situazione sia catastrofica, gli uomini del villaggio decidono di seppellire adeguatamente l’eroe, non tanto per rispetto nei suoi confronti, quanto per non destare sospetti  nelle autorità locali. Tutto sembra finire bene per il giovane Touka, se non che la mattina dopo il suo aspetto è diverso dal solito… poiché è identico a quello dell’eroe morto. Esatto, si trova in uno stato di putrefazione, come se fosse uno zombie. La causa di questo sortilegio è da ricercarsi in Anri Haynesworth, una piccola negromante amica dell’eroe, che ha portato a termine le ultime volontà di Shion. “Se dovessi morire senza essere riuscito a salvare il mondo, vorrei che con i tuoi poteri consegnassi il mio corpo a qualcun altro, alla persona che riterrai essere in grado di salvare il mondo”. E chi meglio di colui che ha ucciso l’eroe? Pertanto, dato che Anri restituirà a Touka il suo vero corpo una volta riportata la pace nel mondo, il contadino, la sua amica d’infanzia e la negromante partono in cerca di avventure, nel tentativo di sconfiggere più demoni possibile. Nato come parodia di molti altri manga fantasy di questo genere (come ad esempio Sword Art Online The rising of the Shield Hero), L’eroe è morto! riesce comunque a differenziare il suo nome dalla massa. Infatti, nonostante l’incipit davvero stupido e assai burlesco, questo primo volume è denso di avventure e colpi di scena. Il ritmo con cui avviene la narrazione ha una velocità folle, poiché verranno raccontanti molti antefatti e scoperti numerosi dettagli sul passato dei protagonisti. Doppiogiochismo, flashback, incantesimi… numerosi elementi di questo mondo fantastico verranno introdotti, facendovi cadere il lettore dentro, costantemente curioso di proseguire con la lettura. Vi è anche un buon bilanciamento tra scene comiche e sviluppi di trama, si passa infatti dal fetish del protagonista per le calze parigine a tentati omicidi e dialoghi ben costruiti. Inoltre, sebbene perfino Touka riconosca le sue debolezze, riesce a tramutarle in forza durante gli scontri, grazie al suo ingegno nascosto.

DEAD TUBE

In un normale liceo del Giappone lo studente Tomohiro Machiya si dimostra un grande appassionato di riprese, oltre che un membro fondamentale del club di cinema. Non avendo molta stima di sé, rimane assai sorpreso quando May Mashiro, una delle ragazze più popolari dell’istituto, gli chiede di filmarla per due giorni di seguito, ventiquattro ore su ventiquattro. Nonostante l’assurda richiesta, il protagonista accetta, seguendo ogni suo movimento: a scuola, a casa, al corso di nuoto, di notte e perfino al bagno. Il secondo giorno, però, Mai chiede a Tomohiro di registrare una scena di sesso tra lei e il suo ragazzo. Il giovane acconsente, ma durante le riprese, Mai colpisce con violenza il suo partner, finendo con l’ucciderlo. Tomohiro, come ipnotizzato da una realtà che non gli è consona, riprende tutto passivamente, per poi essere ringraziato dalla ragazza per il servizio prestatole. È solo con gli eventi futuri, però, che si renderà conto che la sua vita non sarà più quella di una volta… Sicuramente il sangue in copertina e il macabro titolo del fumetto sono due ottimi fattori per incuriosire un lettore, anche se all’interno di questo primo volume viene accennato solo verso la fine il significato di “Dead Tube“. C’è però da dire che in questo 2017 il tema del sito “Anti-Youtube” è diventato di moda anche nella cinematografia, come nel recente film Nerve (di cui abbiamo già trattato nel seguente link: http://www.leomagazineofficial.it/2017/07/02/959/), non è quindi difficile intendere di cosa si tratti. Dead Tube è un sito di intrattenimento audiovisivo dove chiunque può caricare video. In base alle visualizzazione raggiunte, l’autore del video guadagna una certa somma di soldi. Una domanda interessante che viene aperta è infatti la seguente: “Secondo voi, quali sono i video con cui si riescono ad accumulare più visualizzazioni?”. E la risposta della nostra macabra Mai è “Quelli con sesso è violenza!”. In definitiva è corretto definire questi siti come “Anti-Youtube”, poiché il funzionamento è il medesimo, un content creator pubblica contenuti che ritiene possano interessare al pubblico, e in base al successo che raggiungono l’autore guadagna una cifra proporzionata al numero di visualizzazioni. Solo che, se su Youtube è vietato introdurre video con contenuti sessualmente espliciti o incitamenti alla violenza, su Dead Tube questi tipi di video sono all’ordine del giorno. Una visione un po’estrema delle influenze che i social media possono avere su di noi, anche se non così distante dalla realtà. I video di dissing e in cui si parla male di altra gente sono quelli più cliccati sul web, dopotutto. Perché oggigiorno, sempre più persone desiderano farsi gli affari degli altri e fare da spettatori alle discussioni altrui, specialmente se si tratta di presone famose, e sono i numeri di click a confermarlo. Per quanto riguarda questo primo volume di per sé, se aveva dei colpi in canna con cui volerci impressionare, non ne ha risparmiato nemmeno uno. Alla violenza cruda e alla follia di certi personaggi non vengono imposti limiti di alcun tipo, con numerose tavole piene di sangue e invocazioni d’aiuto. Sarà anche molto difficile affezionarsi a gran parte dei personaggi, poiché questi potrebbero morire da un momento all’altro. Nonostante a volte sia difficile credere alle conseguenze che hanno avuto certi omicidi, il manga lascia intendere che in futuro avremo qualche risposta in più, anche se forse qualcuna in questo primo volume non avrebbe fatto dispiacere. Pure le reazioni che ha il protagonista di fronte a certe situazioni sono contestabili, ma ciò è probabilmente dovuto alla sua psicologia appena accennata, e che verrà (si spera) approfondita nei numeri successivi. Ciò nonostante, la trama si fa seguire, e catturerà di certo tutti gli appassionati del genere thriller. È stata inoltre pubblicata una limited edition di questo manga da J-pop, in cui il manga è accompagnato da una tavola inedita disegnata dagli autori appositamente per i fan italiani, il tutto all’interno di una busta nera chiamata body bag, giusto per restare in tema macabro.

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