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Gli addii sono sempre dolorosi, sia quando si saluta una persona o un amico caro, sia quando si tratta di una serie televisiva. Sì, perché per anni ci ha accompagnato, riempiendo tempo libero, serate, se non giornate intere, con storie appassionanti e avvincenti, facendoci piangere o a volte arrabbiare fino a rischiare di lanciare lo schermo fuori dalla finestra – come nella speranza di far soffrire i personaggi per la cavolata che hanno appena fatto. E una parte di te vive per essa, aspettando con ansia la prossima puntata, per sapere come va avanti, cosa succede dopo, perché diventa importante, molto importante. Ma arriva prima o poi quel momento in cui finisce, perché tutto ha una fine, e quella parte di te ti lascia, lasciandoti vuoto, come se la tua vita non avesse più un senso o uno scopo. Ma dopo uno o due giorni passa – di solito – lasciando il tempo di fare altro, o di iniziare una nuova serie o addirittura di iniziare da capo quella appena finita – dicendo di nuovo addio alla vita sociale, passando i sabato sera su Netflix invece di uscire. Così è stato e deve ancora essere per molti fan, poiché il 2017 vedrà la fine della bellezza di 95 serie TV. Tra le più seguite Teen Wolf, che il 24 settembre ha concluso con il 100esimo episodio The Wolves of War la sesta stagione della serie andata in onda per la prima volta nel 2011, quando Tyler Posey interpretò la parte di Scott McCall: un liceale di Beacon Hills, la cui vita cambia drasticamente una notte, mentre era alla ricerca di un cadavere insieme al suo migliore amico Stiles (interpretato da Dylan O’Brien) quando viene morso da un lupo mannaro, dando inizio a una serie di accadimenti, uno più incredibile e assurdo dell’altro.
Nel 2011 esce la premiére anche di Grimm, che ha chiuso il sipario il 4 aprile di quest’anno con The End, la 123esima puntata, quando David Giuntoli, nei panni di Nick Burkhardt, agente di polizia di Portland, conclude la sua caccia alle creature sovrannaturali durata per sei anni.
Anche PrettyLittleLiars dice addio a suoi fan: Troian Bellisario, Ashley Benson, Lucy Hale e Shay Mitchell, con Till Death Do Us Part uscita il 27 giugno (puntata speciale di 88 minuti), si lasciano alle spalle sette stagioni, centosessanta episodi, e una storia thriller che dal 2010 ha appassionato milioni di giovani – e non – spettatori.
Insieme a queste, I Was Feeling Epic, chiude l’11 marzo l’ottava stagione di TheVampire Diaries, che esordì nel 2009 quando NinaDobrev, nei panni di Helena Gilbert, rimasta da poco orfana, incontra Stephan e Damon Salvatore, interpretati da Paul Wesley e Ian Somerhalder, due fratelli vampiri, che la accompagneranno attraverso molte avventure, alcune piacevoli, altre meno, mentre si contendono il suo amore. È stata inoltre annunciata la fine del suo spin-off, The Originals, prevista per il 2018, dopo la quinta e ultima stagione.
Alcune sono finite perché la storia era giunta al termine, mentre per le serie di MTV la faccenda è un po’ più complessa: i primi problemi sorsero quando Susanne Daniels, a capo della programmazione, abbandonò la compagnia a favore di Youtube, dopo aver condotto al successo canali come The WB (The Warner Bros) e CW (CBS and The Warner Bros) con serie come Buffy,Una Mamma Per Amica, Dawson’s Creek e Smallville. Susanne era stata scelta nel 2012 quando MTV voleva abbandonare il mondo dei reality show, quali Jersey Shore e Teen Mom. Alla Daniels subentrato Michael Klein, la cui carriera si basa sui reality show, determinando il ritorno a questo genere di programmi e la fine di alcune serie. Problemi di natura economica sarebbero invece sorti per la mancata domanda da parte di alcune serie al California Film & Television Tax Credit Program, un programma di agevolazioni fiscali che dal 2013 ha permesso alla produzione di ammortizzare parte dei costi di produzione.
Non è quindi la fine, ci sono molte altre serie TV, che non aspettano altro che essere guardate – a scapito della vostra vita sociale.