Martedì 22 Novembre, è andato in scena alla Pergola – Teatro della Toscana la prima rappresentazione de “L’ora di ricevimento”, scritto da Stefano Massini con regia di Michele Placido.  Teatro pieno, pubblico prevalentemente costituito da ragazzi giovani che quindi vanno ancora a scuola. E lo spettacolo è piaciuto, applauditissimi gli attori Fabrizio Bentivoglio e Francesco Bolo Rossini. Lo spettacolo narra la storia di un professore, un certo Ardeche, interpretato da  Bentivoglio , che si ritrova ad insegnare letteratura francese in una banlieue (periferia francese) di Les Izards a Tolosa.  Sin da subito l’insegnante elenca simpaticamente gli alunni, ciascuno col proprio soprannome, e mostra le innumerevoli etnie presenti nella classe. Il professore poi ogni giovedì riceve i genitori, nella cosiddetta “ora di ricevimento” in cui affronta tematiche e problemi riguardanti i loro figli, e sono i genitori a dar forma all’immagine dell’alunno che non viene rappresentato sulla scena. Ardeche, professore di lunga carriera, è ormai rassegnato all’unico scopo di portare tutti quanti in fondo all’anno cercando di non perdere nessuno per strada. Oltre al tono divertente c’è però uno sfondo educativo, di integrazione sociale che è una tematica ben presente ai giorni nostri. Lo spettacolo segue un ordine cronologico, partendo dall’inizio dell’anno scolastico per poi terminare con la fine delle lezioni.

Lo spettacolo inizia con un monologo del professor Ardeche il quale, come già detto, elenca gli alunni con il proprio soprannome, 13 ragazzi di etnie diverse. Parla dell’Invisibile, di Raffreddore, di Primo Banco, del Boss e del suo Bodyguard, di Panorama e di Fuggipresto, di Rassegnato e Missionaria e di Cartoon e Adulto. Ognuno con le proprie caratteristiche, ognuno con il proprio modo di fare e di essere. L’insegnante è appoggiato su una cattedra  ed il pubblico è la sua classe. Dopo la lunga descrizione ha inizio l’anno scolastico. Le prime visite durante l’ora di ricevimento, i primi screzi e anche le prime forme di conoscenza per un professore che sembra aver già vissuto le stesse scene ogni anno, come se sapesse già tutto di quella scuola e di quei ragazzi. Importante e innovativa, almeno all’inizio, è la figura del supplente di Matematica, interpretato da Francesco Bolo Rossini. Deve dividere la stanza di ricevimento con Ardeche perchè quella è l’unica stanza disponibile, e l’altro prof ne è ha conoscenza ormai da 6 anni, simbolo di arretratezza e di poca voglia di cambiare da parte delle istituzioni, e quindi forma di denuncia sociale. Tutto viene messo sullo scherzo, sulla risata che però non nascondono il lato triste e malinconico, anzi. La risata scaturita è una sorta di risata consapevole della tristezza degli eventi.  Attraverso una serie di episodi quindi vengono approfondite varie problematiche che coinvolgono l’intera società europea. Massini in un intervista diceva: “l’ora di ricevimento rappresenta uno sguardo sulla contemporaneità, un confronto fra culture diverse che viene espresso in una visione teatrale”. E a proposito di culture diverse così si è espresso l’attore Fabrizio Bentivoglio, che ha interpretato il protagonista: ” è importante analizzare quel particolare rapporto con chi ha altri modi di vestire, di mangiare e di pregare rispetto a noi”. Dice poi: “è per questa ragione che dobbiamo imparare a conoscerci e a capirci, entrando in relazione gli uni con gli altri”.

Uno spettacolo che ha come soggetto la scuola, ma che si riflette sull’intera società. Parlando attraverso la scuola, si avvicina ai giovani e vuole spiegare il continuo mutamento della storia sociale europea. Uno spettacolo che conferma l’interesse dello scrittore verso problemi comuni, come già fece con ” 7 minuti”.

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