Corre l’anno 1992: al cinema esce il film Mariti e Mogli di Woody Allen. Cast: Mia Farrow, Sydney Pollack, Judy Davis, Liam Neeson, Juliette Lewis e Allen stesso. È l’ultima delle tredici pellicole girate con la Farrow, poco dopo la rottura sul piano sia professionale che romantico a causa dello scandalo con Soon-Yi Previn, figlia adottiva della Farrow e attuale moglie del regista.
Ora, alla vigilia del 2018, quel film diventa uno spettacolo teatrale che va in scena a Firenze, al Teatro della Pergola (Teatro della Toscana)  da mercoledì 27 dicembre a martedì 2 gennaio (con doppia replica alle 15:45 in abbonamento e alle 20:30 fuori abbonamento domenica 31 dicembre).

Una versione adattata per il palcoscenico da Monica Guerritore, in cui l’aperta vastità febbrile di Manhattan si chiude tutta nell’apparente intimità di una sala da ballo, in cui i protagonisti cercano riparo dalla proverbiale “notte buia e tempestosa”. Apparente, perché quel bancone del bar, quelle due poltrone vicine vicine per formare un letto, quei tavolini accostati per sedercisi a mangiare tutti insieme prima di riprendere le lezioni di ballo sono lo sfondo su cui si confessano (sempre troppo tardi) le bugie, con i rapporti che si strappano e poi si ricuciono, e su cui viene messa a nudo la piccola altezza dei personaggi, il cui vero dramma è di essere cronicamente e tragicamente insoddisfatti della mediocrità della loro vita borghese. Ecco quindi la domanda disperata di Rain, Le nostre scelte sono veramente tra una cronica insoddisfazione e la monotonia del quotidiano?
E sbirciando da forellini trapanati nella quarta parete, ognuno fa a gara per raccontare la sua e accattivarsi per primo la simpatia e la complicità del pubblico.
Poi, l’improvviso perdersi in danze di fronte al tempo che passa, impietoso e inesorabile, sulle musiche da Louis Armstrong a Etta James, quel jazz che rimanda in maniera inequivocabile a Woody Allen.

“L’incipit e anche lo svolgimento ricorda Scene da un matrimonio di Bergman” racconta Monica Guerritore. Che, insieme alla sua esperienza con Strindberg (anche lui maestro, tra le altre cose, nel mostrare la tragicità talvolta intrinseca della vita di coppia), è stato il bel colpo che le ha permesso di conquistarsi Allen, prima piuttosto restio al pensiero delle sue ambientazioni realistiche incartate in una sala da ballo – nonostante al suo avvocato l’idea fosse piaciuta fin dall’inizio.

Monica Guerritore e Francesca Reggiani, per la prima volta insieme, sono le mogli; Ferdinando Maddaloni e Cristian Giammarini i mariti, che si dividono il palco con Enzo Curcurù, Lucilla Mininno, Malvina Ruggiano e Angelo Zampieri. Una produzione Artisti Associati, in collaborazione con Pierfrancesco Pisani, Parmaconcerti.

“Un girotondo di amori e amanti,” come lo definisce Francesca Reggiani, “in cui Cupido, piuttosto sbadato, si diverte a scagliare frecce”.
E se è vero che si tratta di una caricatura, è anche vero che è proprio questo a renderla universalmente riconoscibile: “Per via dell’energia nella comunicazione corpo a corpo [nel teatro] non c’è travisamento né forzatura – conclude Monica Guerritore – In un mondo in cui non c’è necessità di cronaca, documentario, di far vedere le cose come sono, ma di trasfigurarle per far arrivare al pubblico un messaggio, il teatro è la chiave di volta.”
E quel che resta è l’eterno racconto dell’amore.

Repliche
Mercoledì 27 dicembre 20:45
Giovedì 28 dicembre 20:45
Venerdì 29 dicembre 20:45
Sabato 30 dicembre 20:45
Domenica 31 dicembre 15:45 in abbonamento; 20:45 fuori abbonamento
Martedì 2 gennaio 20:45

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