Il 26 Gennaio 2018, al Teatro Della Pergola di Firenze, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dello spettacolo “Zio Vanja”, un adattamento dell’omonimo testo di Anton Čechov a cura di Letizia Russo e del regista Vinicio Marchioni.

Ha voluto preso subito la parola, come da consuetudine, il direttore della Pergola – Fondazione teatro della Toscana  Marco Giorgetti, che ha desiderato ribadire l’importanza della salvaguardia della tradizione, volendo indicare questo spettacolo come l’inizio di un percorso che rispetti un nuovo progetto nazionale che miri ad inserire le radici della nostra tradizione nell’innovazione del teatro. L’augurio del direttore , e non solo, è quello che quest’opera possa dare il via all’avvicinamento da parte dei giovani al mondo teatrale anche grazie all’iniziativa #teatrobellastoria lanciata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze che apre ai giovani la possibilità di fare degli abbonamenti a prezzi vantaggiosi.

L’idea di adattare il capolavoro “Cechoviano” è nata grazie alla diretta continuità delle tematiche dell’opera con le problematiche contemporanee – spiega Vinicio Marchioni– e alla vicinanza dello stesso con lo scrupoloso personaggio di zio Vanja.

Rileggendo il testo, Marchioni ha trovato che la vecchia piantagione piena di debiti al centro del dramma ricordasse la crisi del nostro paese, la nostra mancanza di fiducia e di speranza. In questa nuova versione di Zio Vanja, i protagonisti ereditano un teatro di provincia, in uno dei luoghi fortemente colpiti dagli ultimi terremoti. Quelle macerie sono una metafora della nostra situazione, intese non come fattore negativo ma come necessario per cercare la marcia giusta per ripartire.

La riedizione dell’opera ha l’intento di smascherare la meschinità dell’esistenza borghese, costernata da malinconie e priva di slanci, e di dichiarare come l’uscire dalla propria gabbia possa essere l’unico modo per renderci uomini migliori.

Il dramma dello scrittore russo dell’Ottocento si prestava facilmente, come ha esposto la scenografa Marta Crisolini Malatesta,  alla trasposizione scenica odierna della situazione dell’Aquila e di conseguenza al tentativo di recuperare e riappropriarsi di una tradizione perduta. La scelta della nuova ambientazione dell’opera, ovvero quella di un vecchio teatro di provincia, è stata voluta dal regista stesso che ha colto nell’ambiente teatrale la giusta location per diffondere il suo tentativo di far riaffiorare il valore della tradizione e dell’antico.

Ed è proprio su queste linee guida che si articola l’intenzione degli autori che hanno voluto mantenere intatta la struttura e il copione originale, aumentandone il coinvolgimento emotivo, inserendo la storia all’interno di un contesto drammatico per l’Italia e gli italiani.

Ecco che lo spettacolo, ritenuto una declinazione di Cechov, si trasforma in un inno alla Vita, in cui l’esigenza civile e cittadina collima con quella artistica e fa vedere come la memoria del passato, quella fallimentare e non quella di successo, possa essere il basamento per la progettazione del futuro.

26 Gennaio ( PRIMA NAZIONALE)  – 4 Febbraio

di Anton Čechov

adattamento Letizia Russo

e con Lorenzo Gioielli, Milena Mancini, Alessandra Costanzo, Nina Torresi, Andrea Caimmi, Nina Raia

scene Marta Crisolini Malatesta

costumi Milena Mancini e Concetta Iannelli

musiche Pino Marino

luci Marco Palmieri

regia Vinicio Marchioni

produzione Khora.teatro

in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana

prodotto da Alessandro Preziosi, Tommaso Mattei, Aldo Allegrini

è parte del progetto Il Teatro? #BellaStoria!

foto di scena Valeria Mottaran

Orari 20.45, domenica ore 15.45

Riposo lunedì 29 gennaio

Lo spettacolo ha una durata di due ore e 30 minuti, intervallo compreso.

Prezzi Intero

Platea 34€ – Palco 26€ – Galleria 18€

Ridotto Over 60

Platea 30€ – Palco 22€ – Galleria 16€

Ridotto Under 26

Platea 22€ – Palco 17€ – Galleria 13€

Ridotto Soci Unicoop Firenze

Platea 26€ – Palco 19€ – Galleria 14€

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