La solitudine si prova quando si ha paura ma di conseguenza si ha paura quando ci si sente soli. Sono proprio queste le due emozioni che il cavaliere affronta nello spettacolo “Un cuore di vetro in inverno”; adesso che ha conosciuto l’ amore si rende conto che è il momento di uccidere le sue insicurezze.

Il testo, scritto da Filippo Timi ,è caratterizzato da concetti molto profondi (la fragilità dell’ uomo, il bisogno di sentirsi amato , l’ accettazione di essere umano) espressi in maniera  poetica. Ciò ha principalmente entusiasmato Andrèe Ruth Shammah (direttrice del teatro Franco Parenti di Milano) che ha fatto sì che tutto ciò venisse portato in scena al Teatro La Pergola. 

Lo spettacolo è rappresentato in epoca medievale da cinque personaggi : uno scudiero, giovane uomo che non si fida di nessuno ma si fa ingannare da una prostituta,  un menestrello uomo buffo ma triste e insicuro (in contraddizione quindi con quello che dovrebbe rappresentare), un angelo custode anch’ essa infelice a causa delle sue insicurezze e il cavaliere/Timi colui che guida questo carosello tragicomico. Gli attori hanno espresso i dubbi e le incertezze umane in chiave giullaresca con numerose battute (a volte anche “scostumate”), questo può aver portato il pubblico a distrarsi non focalizzandosi così nel cogliere i profondi significati che il regista ha dato alle sue parole.

Nonostante questo  il pubblico ha molto apprezzato lo stile di Timi, il quale ha insistito (giocato) molto col dialetto; la prostituta ha un forte accento milanese mentre lo scudiero è inconfondibilmente napoletano.

Per l’ allestimento Filippo spiega di essersi ispirato a Pasolini, “il modello più alto per la mia ricerca”. E’ rappresentato un luogo di periferia con un grande bar al centro del palco ( dettaglio che va in contrasto con l’ epoca in cui vivevano i personaggi ); inoltre  l’ angelo custode si rifà a Marylin Monroe (figura particolarmente cara a Pier Paolo Pasolini). 

Ciò che ha coinvolto ed emozionato è stato il ruolo del cavaliere che deciso ad affrontare il drago (la paura) si arma di coraggio e si trasforma in un uomo. Dalla battaglia ne esce quasi sconfitto, perde la sua corazza ma riesce a comprendere le sue fragilità e ad accettarle. Timo specifica “lui capisce che, per sopravvivere e vivere, ha bisogno degli altri. E accoglie la propria umanità”.

Lo spettacolo si è svolto in maniera diversa confronto ciò a cui si è abituati; “è raccontato per stazioni come in una sorta di sacra rappresentazione” , inoltre sono state aggiunte alcune scene non connesse con l’ avventura del cavaliere (uomini vestiti da sposa o riferimenti allo spazio e all’ Apollo 11) ma nel complesso il pubblico è stato coinvolto e agli attori erano dedicati scrosci di applausi a ogni cambio di scena.

23 – 28ottobre | Teatro della Pergola, Prima Nazionale

(ore 20:45, domenica ore 15:45)

Teatro Franco Parenti / Fondazione Teatro della Toscana

Filippo Timi

UN CUORE DI VETRO IN INVERNO