Sono nove per adesso gli inchiostri ritirati dal Ministero della Salute in seguito a analisi che attesterebbero la presenza di sostanze pericolose al loro interno.

Si tratta di prodotti a rischio chimico, allergico, non ammessi all’importazione o addirittura cancerogeni.

Molti di questi pigmenti vietati sono prodotti dalla World Famous Tattoo Ink, che produce i suoi inchiostri affidandosi al laboratorio tedesco specializzato CTL® GmbH Bielefeld.

Secondo le informazioni su alcuni test condotti circa un anno fa, tutti i prodotti erano stati dichiarati sicuri, ma le analisi di alcuni laboratori italiani hanno documentato la presenza di queste sostanze in concentrazioni superiori alle norme europee, tanto da ordinarne il divieto dal mercato e il ritiro dei pigmenti ancora in circolazione.

Purtroppo non è la prima volta che complicazioni di questo tipo vengono segnalate troppo tardi, soprattutto se si considera che l’industria dei tatuaggi è in continua crescita, regolata da norme non sempre sufficienti a prevenire questo tipo di errori.

Nel settembre 2018, al European Academy of Dermatology and Venereology, uno dei principali congressi del settore tenuto a Parigi, molti specialisti hanno proposto di rafforzare le leggi riguardanti il commercio degli inchiostri.

Il report ufficiale del convegno afferma che “I tatuaggi sono sempre più diffusi e, stando alle statistiche presentate al convegno, due persone su tre ammettono di aver avuto una reazione allergica. Le attuali leggi non sono sufficienti per essere certi che i vari pigmenti (in gran parte provenienti dagli Stati Uniti) siano testati e possano essere considerati sicuri, liberi da tossicità di vario genere e da un rischio cancerogeno”.

Altre preoccupazioni riportate nel documento riguardano dubbi sulla sterilità degli aghi e la possibile presenza di allergeni o sostanze tossiche.

Infine viene fatto notare che “i tatuaggi dovrebbero almeno rispettare gli standard di sicurezza dei cosmetici. Sarebbe preferibile se fossero sicuri come i medicinali dato che vengono iniettati sotto la pelle. Esiste l’evidenza scientifica che l’inchiostro dei tatuaggi venga trasportato in varie zone del corpo, come nei linfonodi e in laboratorio ne è stata rilevata la presenza anche nel fegato di alcuni topi”.

Si tratta quindi di una cosa seria che interessa circa il 12,8% degli italiani, circa sette milioni, e che purtroppo contribuisce mettere in cattiva luce una pratica considerata già da tanti come pericolosa.

Sebbene i rischi esistano, è importante sottolineare quanto la ricerca del giusto tatuatore con la dovuta professionalità sia una componente essenziale per evitare grosse complicazioni.

Quindi no a tatuaggi fatti in casa dall’amico del cugino, no ai negozietti squallidi a basso costo e decisamente no al fai da te, compresi gli stick and poke (tecnica che consiste nel perforare la pelle più volte con un singolo ago intinto nell’inchiostro, molto di moda nell’ultimo periodo).

Prima di fare un tatuaggio è necessario scegliere uno studio affidabile, con metodi sicuri e professionali e se possibile controllare di persona gli inchiostri utilizzati.

Che piacciano o meno, si tratta di procedure da prendere sul serio al fine di evitare infezioni, risultati mediocri o conseguenze ancora più gravi.

Per quanto riguarda il prezzo non c’è da discutere: i costi sono quelli che sono e tatuarsi nell’ottica di risparmiare è decisamente una pessima idea.

Dopotutto si tratta di opere d’arte regalate al vostro corpo per l’eternità ed è bene prendersene cura.

https://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/19_marzo_26/tatuaggi-ministero-salute-ritira-vieta-nove-pigmenti-d30e0b7a-4fe5-11e9-86bf-abe38cc74ca6.shtml
https://user-cc0betr.cld.bz/Press-Release-Tattoos/2/#zoom=z
http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_3_3.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=avvisi&tipo=chimica&annoda=2019&avvisiSicChimica.page=0
http://ctl-tattoo.eu:8080/4DACTION/m_info