FIRENZE: Il giorno 3 Maggio 2019 il piano terreno del Liceo scientifico Leonardo da Vinci si traforma in palcoscenico aperto al pubblico cittadino… Leonardianamente; ovvero una giornata in onore di Leonardo nel cinquecentesimo anniversario della sua morte.

Tra giri nel recuperato museo Zingoni e il saluto di varie autorità tra cui il sindaco di Firenze Dario Nardella il Leonlab (l’ormai noto e rinomato gruppo teatrale del Leo) si è esibito con una rappresentazione incentrata proprio sul genio che ha partorito la Gioconda, tratta dai suoi stessi scritti da Eugenio Nocciolini e diretta da Gabriele Giaffreda e Duccio Baroni.

Prima dello spettacolo però …che la danza cominci! Nel perfetto stile dei poco più tardi intermedi cinquecenteschi, ecco i balli in costume tipici dell’epoca accompagnati da un brillante ensemble di giovani musicisti diretto magistralmente da Edoardo Ballerini, con la bellissima Marcia per la cerimonia turca di Lully (lui sì, davvero, fiorentino naturalizzato francese!) Poi lo spettacolo teatrale, a cura del Leonlab, il laboratorio teatrale diretto con magistrale abilità dalla prof. Lucia Manfredi, la cui trama ruota attorno al carattere stravagante dell’inventore ed ai rapporti con altri artisti rinascimentali come Raffaello e Michelangelo.

Il tutto si apre con un quadro che si ritrova più volte durante la storia ovvero un acceso dialogo tra Leonardo e il Buonarroti; la scena si sposta poi su un giovane Raffaello intento a discutere con una ragazza innamorata di lui. Dopo essersi congedati lei si dirige da Michelangelo con lo scopo di diventare sua allieva ma lui la rigetta malamente. In seguito l’attenzione torna su Leonardo che, sentendosi poco bene si fa visitare da un dottore che lo accusa di essere pazzo; nonostante ciò è proprio in questa occasione che l’artista concepisce la Gioconda.  Si ripete successivamente un litigio tra lui e Michelangelo, questa volta dovuto alla scoperta di entrambi del fatto che lavoreranno insieme nel salone dei Cinquecento e per il possesso di un corpo per fini di osservazione anatomica. Nell’ultima parte della rappresentazione si alternano a due scene, una riguardante l’incontro tra Raffaello e Michelangelo e l’altra riguardante quello con Leonardo, delle profonde  riflessioni di Leonardo stesso.

Le vesti dei personaggi sono state portare perfettamente da tutti, ballerini prima e attori poi. Il grande genio di Leonardo Da Vinci è stato interpretato da Leonardo Degl’Innocenti, che, con i suoi profondi e coinvolgenti monologhi ha spesso riempito tutta la scena come vero e proprio cardine dell’intero spettacolo. I suoi battibecchi con Michelangelo (Filippo Castellucci), ricchi anche di forte gestualità, hanno incuriosito e divertito il pubblico. Molto bravi anche Laura Cecchi e Davide Erroi, la ragazza innamorata di Raffaello e il pittore stesso. Molto apprezzate dal pubblico anche  le apparizioni di personaggi come il prete e il Salai, allievo prediletto di Leonardo,interpretati entrambi da Giulio Valente.  I costumi rispecchiavano bene l’epoca cinquecentesca. Insomma, lo spettacolo si è dimostrato davvero… giocondo e come tale è stato molto apprezzato ed applaudito; e non avrebbe davvero sfigurato anche sui più blasonati palcoscenici fiorentini.