Durante la pausa estiva è uscita una notizia che ha sconvolto principalmente tutti coloro che si definiscono “appassionati di calcio”: Siniša Mihajlović, attuale allenatore del Bologna, ha la leucemia. Tante persone ,di fronte a una tale situazione si sarebbero arrese, Mihajlović no! Grazie anche al supporto morale mostratogli dalla dirigenza, in particolare da Walter Sabatini, l’attuale Direttore Sportivo del Bologna, Mihajlović continuerà a guidare la squadra del capoluogo emiliano.

La sua storia nel mondo del pallone ha origini lontane: Siniša inizia la sua carriera come calciatore  professionista all’età di 17 anni con la Vojvodina, squadra che milita nella Bundesliga serba. Passa poi alla Stella Rossa totalizzando 38 presenze e 9 gol. Arriva poi in Italia e indossa le maglie di Roma, Sampdoria, Lazio ed Inter dove si distingue per il suo sinistro
potente e preciso che ragala alle squadre spettacolari gol.  Con l’Inter, finisce la sua carriera da calciatore ed inizia quella da allenatore che lo porta a guidare molte squadre italiane fra le quali Inter e Fiorentina . 

Dopo la dolorosa notizia della malattia, molti calciatori si sono mossi e hanno mandato dei messaggi all’allenatore serbo. Tra questi troviamo per esempio Francesco Acerbi, difensore centrale della Lazio, che invita Mihajlović a pensare sempre positivo e a non mollare mai. Un altro messaggio arriva dal portiere della Juventus, Mattia Perin, che gli dà supporto e gli ricorda la sua grande grinta per la quale era ben conosciuto. In questa occasione il sostegno morale non ha colori né strisce, ma solo una faccia: la solidarietà!

 

Inoltre, il sostegno è arrivato anche al di fuori del mondo calcistico, Siniša ha ricevuto un messaggio da un ragazzo di nome Niccolò che si trova nella sua stessa condizione; Niccolò lo esorta a combattere la partita contro la leucemia insieme a lui nella speranza di un risultato positivo.

Questa non è la prima volta che tutti gli appassionati di calcio, indipendentemente dal colore della maglia che tifano, si uniscono insieme nei momenti difficili e si fanno forza a vicenda. Ricordiamo infatti, un altro momento di solidarietà comune, che è avvenuto in occasione della morte di Davide Astori, ex capitano della Fiorentina; nella quale tutte le partite vennero sospese e tutti i giocatori delle squadre di calcio italiano si trovarono in un collettivo silenzio a manifestare la loro solidarietà alla famiglia di Davide.

Siniša oggi si trova ad affrontare due grandi sfide: combattere la leucemia attraverso le terapie che sono già iniziate e che lo accompagneranno nei prossimi mesi e preparare la squadra emiliana all’inizio del campionato,  visto che mancano solo 20 giorni.

La malattia che ha colpito Mihajlović è grave, ma la determinazione, che lo ha sempre caratterizzato nella sua vita e la sua grande forza d’animo, troveranno sicuramente il sostegno e l’ affetto delle persone che lo stimano; uniti e vicini come una vera squadra.