I Mof o metal-organic framework sono “spugne” realizzate a livello molecolare, composte da ioni metallici connessi tra loro da materiali organici. Prodotti per la prima volta nel 1995 in California, i Mof hanno come principale proprietà una microporosità che permette loro di essere utilizzati per separare alcune sostanze, come ad esempio l’acqua o il biossido di carbonio, poiché agiscono come un “setaccio” che riesce a dividere i vari componenti. Questa microporosità cambia a seconda dei materiali che compongono il Mof e ciò gli permette di filtrare molecole di diverso genere, tanto che tali apparecchi possono essere impiegati per depurare l’aria da sostanze tossiche. Da questo si capisce il perché questi dispositivi siano interessanti anche a livello industriale e sia necessario produrre i Mof a costi sostenibili. La costruzione dei primi Mof era già iniziata nel 2014, usando come materiale di partenza lo zirconio. Essendo questo metallo eccessivamente costoso, si sono continuati gli studi per cercare di realizzare i “filtri” con materiali più economicamente accessibili.

Già nel 2018 sono stati fatti grandi passi avanti in questa direzione con l’utilizzo dell’alluminio. Il test effettuato nel deserto dell’Arizona, usando questo tipo di Mof, non ha dato risultati soddisfacenti per il team di scienziati. Per cercare di ottimizzare il processo il Mof è stato inserito in una struttura dotata di pannelli solari che alimentano ventole in modo tale che una maggiore quantità di aria affluisca verso la “spugna”. Con questa variazione hanno potuto constatare che si possono ottenere circa 1,3 litri di acqua pura al giorno per chilo di materiale usato. Adesso gli scienziati  puntano a velocizzare il ciclo produttivo in modo tale di aumentarne la raccolta. Al momento attuale stanno progettando un dispositivo che dovrebbe essere in grado di estrarre circa 8 litri di acqua al giorno. L’equipe sta lavorando inoltre a ulteriori miglioramenti, cercando di costruire un apparecchio ancora più grande per essere in grado di produrre un quantitativo di acqua sufficiente al fabbisogno di un piccolo vilaggio. Il raggiungimento di questo obiettivo potrebbe essere un passo avanti per aiutare le popolazione che abitano le zone più aride del pianeta.

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