” The first time was so nice, I wanted to do it twice”, queste sono le parole di Anthony Joshua dopo la fine dell’incontro che lo ha visto tornare sul tetto del mondo.

Il 7 dicembre a Diriyah in Arabia Saudita si è svolto quello che da molti appassionati, e non solo, è definito come l’incontro dell’anno, ossia il tanto atteso re-match tra il britannico Anthony Joshua e il campione del mondo Andy Ruiz Jr valido per i titoli mondiali WBO, WBA, IBF e IBO  dei pesi massimi.

Si è trattato del primo incontro dei pesi massimi ospitato in Medio Oriente presso la Diriyah Arena che prende il nome dall’omonima città, rinominando così l’incontro “Clash on the Dunes”.

Lo sfidante non ha certo bisogno di presentazioni; si tratta del pugile inglese di origini nigeriane Anthony Joshua, celebre, oltre che per il suo corpo statuario di 198 cm per 113 kg di massa muscolare, per la tecnica sopraffina che mostra in tutti i suoi match.

Il campione in carica era invece Andy Ruiz Jr, pugile messicano proveniente dalla strada resosi celebre proprio a causa della vittoria contro Joshua.

Le “misure” non sono di certo favorevoli al pugile messicano che è più basso di Joshua di circa 10 cm e ha un peso che si aggira intorno ai 122 kg.

Il primo match tra questi due campioni si è svolto lo scorso 1 giugno nella “Mecca” del pugilato mondiale, il Madison Square Garden di New York, che ha visto vincitore il pugile messicano, che partiva nettamente sfavorito alla vigilia.

E’ curioso pensare che questi due combattenti non si sarebbero mai dovuti scontrare, visto che il primo match costituiva solo un palcoscenico americano per il pluricampione che  doveva scontrarsi con il pugile statunitense Jarrell Miller, trovato poi positivo ad un test antidoping.

Gli organizzatori decisero allora di puntare sullo sconosciuto Ruiz, che, con un epilogo degno di un film Hollywoodiano, riuscì a sconfiggere AJ per KO alla settima ripresa, e a portare a casa non uno ma ben quattro titoli mondiali.

Ovviamente da lì fu subito re-match, con un Ruiz deciso a affermare il suo valore come campione del mondo, e con Joshua deciso a riprendersi il trono.

Il match del deserto ha visto un Joshua inizialmente preoccupato, come se sentisse il peso dell’incontro sulle proprie spalle, come se i ricordi del primo match riaffiorassero nella sua mente, facendo sanguinare una ferita ancora aperta; ma round dopo round l’attuale campione sembrava prendere sempre più consapevolezza della propria superiorità, e, sfoggiando una classe cristallina, è riuscito a portarsi a casa l’incontro per decisione unanime.

Il pubblico si è diviso riguardo alla prestazione del britannico: se da una parte ci sono infatti quelli che reputano “scandaloso” il fatto che AJ non abbia chiuso l’incontro per KO, limitandosi a girare intorno a Ruiz, dall’ altra ci sono quelli che reputano il match di Joshua semplicemente perfetto, frutto di una strategia ben precisa portata avanti dall’inizio alla fine.

Ruiz ha comunque dimostrato di essere un avversario temerario e tenace, resistendo per 12 round contro quello che meritatamente si è aggiudicato per la seconda volta il titolo di campione.

Adesso c’è vento di tempesta in casa Joshua, infatti ormai sembra inevitabile il match che porterà all’unificazione di tutti e cinque i titoli mondiali, che si svolgerà contro il Bronze Bomber Deontay Wilder.

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