Il torneo iniziato il 14 gennaio e finito il 2 febbraio non ha avuto come unico protagonista il tennis. A far compagnia a quest’ultimo ci sono stati avvenimenti che hanno sicuramente intaccato la gioia, la felicità e la spensieratezza che uno sport trasmette, sia per chi lo gioca e sia per chi ne è spettatore. Ci sono stati in particolare due eventi che sono stati i maggiori protagonisti durante questa competizione. Il primo ovviamente gli incendi che hanno piegato l’Australia in ginocchio e che nonostante abbiano portato tanta solidarietà hanno causato moltissimi danni ad uno degli ecosistemi più belli del nostro pianeta. Poco prima dell’inizio dello slam infatti c’è stata una partita di beneficenza “Rally for Relief” in cui sono scesi in campo i tennisti più noti del momento raccogliendo una cifra che si aggira sui 5 milioni di dollari per aiutare il paese. Questo non è tutto, il 26 gennaio la notizia della morte di Kobe Bryant è arrivata come un fulmine a cielo quasi sereno. Molti sono stati i partecipanti che hanno voluto ricordarlo. Particolarmente toccanti sono state le parole di Đoković che nell’intervista a bordo campo è apparso commosso nel ricordare l’ex cestista, amico e mentore. Ma come cantava Freddie Mercury “The show must go on” e così è stato.

Partivano come favoriti alla vittoria finale sempre i soliti: per le donne Serena Williams che dopo una serie quasi interminabile di sconfitte aveva iniziato il 2020 nel modo migliore possibile ovvero vincendo gli Auckland Open e tornando ad alzare un trofeo dopo ben tre anni e una gravidanza dall’ultimo. La Williams è però stata sconfitta al terzo turno dalla cinese Qiang. Per quanto riguarda gli uomini invece c’erano tre nomi: Federer, Nadal e Đoković, sempre e solo loro. Federer è stato sconfitto da Đoković in semifinale( primo scontro tra i due dopo la finale di Wimbledon dello scorso anno), Nadal invece è stato sconfitto dall’austriaco Thiem.

Sabato 1 Febbraio. La finale femminile ha come protagoniste giocatrici che nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere nell’ultima partita del torneo. Stiamo parlando di Sofia Kenin e Gabriñe Muguruza. La ventunenne americana ha battuto la più esperta spagnola in tre set. Il primo se l’era aggiudicato la Muguruza per 6-4 poi la Kenin ha messo il turbo e ha vinto i successivi due set per 6-2 6-2. Molto belle sono state le parole che ha detto nel suo primo discorso(come lo ha definito lei):” Se avete un sogno provateci fino in fondo che forse si avvererà”. Frase che rimanda subito alla famosa citazione di Walt Disney:” If you can dream you can do it” ( se puoi sognarlo puoi farlo). Non ci resta che crederlo veramente poiché la Kenin è solo una delle tante “dimostrazioni viventi” di ciò che è stato detto dal padre di Topolino tanti anni fa.

Domenica 2 Febbraio. La finale maschile ha visto scendere in campo volti e nomi noti. Il campione in carica Novak Đoković ha sfidato per l’ ottavo titolo australiano l’austriaco Dominic Thiem che è sempre più vicino alla vittoria del suo primo slam. Aveva già disputato delle finali slam. Due. Ai Rolland Garros dove ne era uscito sconfitto entrambe le volte per mano di Nadal. Questa era la sua prima agli Australian Open e per dirla tutta non poteva capitargli avversario “peggiore”. Sono stati giocati cinque set. Il primo vinto da Novak per 6-4 il secondo ed il terzo vinti da Thiem per 6-4 6-2 e poi il quarto ed il quinto vinti dal serbo per 6-3 6-4. Novak ha vinto così il suo ottavo Austalian Open che è andato ad aggiungersi alla lista di slam vinti che è arrivata a quota 17.

Nonostante il trio delle meraviglie composto da Nadal, Federer e Đoković continui a vincere è anche vero che i tennisti della cosiddetta NextGen (nuova generazione) sono sempre più vicini a sconfiggerli.

Fonti: Gazzetta dello Sport